JIM THOMPSON.
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Colpo di spugna.
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Titolo originale: Pop. 1280. 1964.
Traduzione di: Anna Martini.
2003. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Nick Corey  un uomo pigro, che trascorre la maggior parte del suo tempo dormendo, mangiando e sfuggendo alle rampogne di una moglie megera e alle stranezze di un cognato ritardato.
Nick Corey  lo sceriffo della contea di Potts, la pi piccola del Texas. Solo 1.280 abitanti, che si conoscono tutti e praticano con discrezione e senza eccessi l'intero campionario di vizi che accompagnano la vita quotidiana di qualunque comunit del profondo Sud: intolleranza, pettegolezzi, piccoli tradimenti, e un razzismo strisciante. Per far contenti i cittadini, a Nick basta badare ai fatti propri, evitare di prendersela con chi potrebbe metterne in discussione la rielezione, e fingersi lento di comprendonio. Ma Nick sa anche di avere un compito importante: ripulire la contea, se non il mondo intero, dalla massa di cialtroni che ridono di lui credendolo innocuo. E non intende porsi alcun limite, pur di realizzare l'impresa della sua vita.
Da questo romanzo, considerato tra i capolavori assoluti di Jim Thompson,  stato tratto l'omonimo film, diretto da Bertrand Tavernier e interpretato da Philippe Noiret e Isabelle Huppert.
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L'AUTORE.
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Jim Thompson nasce in Oklahoma nel 1908. Costretto a lavorare fin da giovanissimo, si dedica a ogni sorta di mestieri, che lo portano a contatto con l'umanit variegata che
popoler i suoi libri. L'esordio, con la pubblicazione di L'Assassino che  in me (Fanucci 2003), lo proietta ai vertici della nuova narrativa noir. Tra il 1952 e il 1957 scrive altri
quattordici romanzi di successo; sempre pi segnato dall'alcolismo, negli anni Sessanta riesce a estrarre dal cilindro altri capolavori, come Colpo di spugna (Fanucci 2004) e
In fuga (Fanucci 2005). Stanley Kubrick lo chiam come sceneggiatore di Rapina a mano armata e di Orizzonti di gloria. Dopo la sua morte, nel 1977, alcuni dei suoi romanzi hanno ispirato pellicole di successo, grazie a registi del calibro di Bertrand Tavernier (Colpo di spugna, 1981) e Stephen Frears (Rischiose abitudini, 1990).
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Colpo di spugna.
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CAPITOLO 1.
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Be', gente, avrei potuto starmene con le chiappe al calduccio, sistemato a puntino. Eccomi, primo sceriffo di Potts County, e incassavo quasi duemila dollari all'anno, per non parlare di quello che riuscivo a tirar su con i lavoretti extra. Per giunta, avevo un  alloggio gratis al primo piano del palazzo di giustizia, il posticino pi comodo che si potesse desiderare; c'era anche il bagno, perci non dovevo lavarmi in un mastello o uscire per andare al cesso, come faceva la maggior parte della gente in citt. Credo si potrebbe  dire che il Regno dei Cieli era gi venuto, per quanto mi riguardava. Ero arrivato, e sembrava proprio che avrei potuto continuare cos - primo sceriffo di Potts County - fintanto che avessi badato agli affari miei e non avessi arrestato nessuno se non era proprio inevitabile e a condizione che non contasse niente.
Eppure ero preoccupato. Avevo tanti di quei problemi che ero preoccupato a morte.
Mi sedevo davanti a una mezza dozzina di costolette di maiale
e un paio d'uova fritte e una teglia di biscotti caldi con farina d'avena e salsa, e non riuscivo a mangiare. Non tutto. Cominciavo a  preoccuparmi di quei miei problemi, e in un attimo ecco che mi ero gi alzato da tavola con la roba ancora nel piatto.
Anche con il dormire funzionava cos. Si pu dire che in effetti
non chiudevo occhio. Mi mettevo a letto, pensando che quella
sarebbe stata la volta buona per farmi un bel sonno filato, invece
niente. Mi ci volevano un venti, trenta minuti prima di assopirmi.
E poi, non pi di otto, nove ore dopo, mi svegliavo. Saltando su
come un grillo. E non riuscivo a riaddormentarmi, stravolto e sfinito com'ero.
Be', gente, una notte stavo sdraiato sveglio a quel modo, ad agitarmi e rigirarmi, e ho cominciato a dare di matto finch alla fine non ce l'ho pi fatta. Allora mi sono detto: Nick ho detto Nick Corey, questi tuoi problemi ti stanno facendo uscire pazzo del  tutto, perci  meglio che ti inventi qualcosa in fretta.  meglio che prendi una decisione, Nick Corey, altrimenti lo rimpiangerai.
Allora pensai e ripensai e poi pensai ancora un po'. E infine presi una decisione.
Decisi che non sapevo cosa cavolo fare.
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CAPITOLO 2.
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Quella mattina scesi dal letto, mi rasai e feci un bagno, anche se
era solo luned e mi ero lavato per benino il sabato prima. Poi mi
misi i vestiti della festa, il mio nuovo Stetson da sessanta dollari, gli stivali Justin da settanta e i Levis da quattro. Mi piazzai davanti allo specchio, controllandomi per bene dalla testa ai piedi, per essere sicuro di non aver l'aria del ragazzotto di campagna. Dovevo fare un salto a trovare un mio amico. Andavo a trovare Ken Lacey per sentire i suoi consigli sui miei problemi. E cerco sempre di apparire al meglio, quando incontro Ken Lacey.
Scendendo di sotto, dovevo passare davanti alla stanza di Myra,
che aveva lasciato la porta aperta per prendere un po' d'arietta,
e senza rendermene conto mi fermai a guardare dentro. Poi entrai
e guardai ancora un po'. E poi mi avvicinai al letto in punta di
piedi e mi fermai a guardarla, leccandomi le labbra e sentendo
una specie di prurito.
Vi dir una cosa, su di me. Sinceramente. Di quella cosa non sono
rimasto a corto proprio mai. A malapena mi ero sviluppato, un
ragazzino scalzo col suo primo paio di braghe non fatte in casa, e
le ragazze hanno cominciato a sventolarmela sotto il naso. E pi
crescevo, pi ce n'erano. Certe volte mi son detto Nick dicevo
Nick Corey,  meglio che fai qualcosa per queste ragazze.  meglio
che cominci ad andare in giro con lo scudiscio e te le levi di
torno a frustate, senn quelle ti consumeranno a morte. Ma non
ho mai fatto niente del genere, perch non ho mai sopportato di
picchiare una ragazza. Basta che quella si metta a piagnucolare un
po' e mi arrendo subito.
Be', comunque, per tornare in argomento. Le donne non mi sono
mai mancate e sono sempre state veramente generose con me.
Per cui magari non vi sembrer molto logico, il modo in cui guardavo
mia moglie Myra. Leccandomi le labbra e sentendomi prudere
dappertutto. Perch Myra era un bel po' pi vecchia di me ed
era cattiva proprio come sembrava, al millimetro. E credetemi, era
una donna dannatamente cattiva. Ma io sono fatto cos, quando mi
fisso con qualcosa non riesco a pensare a nient'altro. E magari non
mi mancava niente, ma sapete com'. Cio,  un po' come mangiare
popcorn. Pi ne prendi, pi ne vuoi.
Essendo estate, non portava la camicia da notte e si era levata
via il lenzuolo a calci. E se ne stava a pancia sotto, diciamo, perci
non potevo vederla in faccia, il che era un gran vantaggio.
Sicch stavo l, a fissarla e a ribollire e a sentirmi prudere e alla
fine non ce l'ho fatta pi e ho cominciato a sbottonarmi la camicia.
In fondo, Nick mi dico in fondo, Nick Corey, questa
donna qua  tua moglie, e hai certi diritti.
Be', credo sappiate cos' successo. O forse invece no. Perch
non conoscete Myra, e questo fa di voi persone fortunate che di
pi non si potrebbe. Comunque lei si  voltata sulla schiena di colpo
e ha aperto gli occhi.
Si pu sapere fa cosa credi di fare?
Le dissi che mi preparavo a fare un giro fino alla contea dov'era
sceriffo Ken Lacey. Probabilmente sarei stato via fino a tarda sera,
e probabilmente avremmo avuto una gran nostalgia l'uno dell'altra,
perci forse dovevamo stare insieme prima.
Ah! sbott, quasi sputandomi addosso. E credi che ti vorrei, anche ammesso che fossi in vena di avere rapporti con un uomo?
Be', diciamo che pensavo di s, forse. Cio, diciamo che lo speravo.
Cio, in fondo, perch no?
Perch sopporto a malapena la tua faccia, ecco perch! Perch sei stupido!
Be' risposi non sono sicuro di essere d'accordo con te, Myra.
Cio, non dico che hai torto ma nemmeno che hai ragione.
Comunque, se anche sono stupido, non puoi mica farmene una colpa.
Il mondo  pieno di gente stupida.
Non sei solo stupido, sei senza spina dorsale insist. Sei la
nullit pi assoluta che abbia mai visto!
Be', senti, se la pensi cos, che mi hai sposato a fare?
Sentitelo! Sentitela, la bestia! Come se non lo sapesse! Come se
non sapesse che ho dovuto sposarlo, dopo che mi aveva stuprata!
Be', diciamo che questo mi ha fatto incavolare. Diceva sempre
che l'avevo stuprata, e mi faceva incavolare ogni volta. Non  che
potessi proprio contestarla quando diceva che ero stupido e senza
spina dorsale, perch probabilmente non sono una cima (chi
vorrebbe una cima di sceriffo?) e penso che sia molto meglio voltare
le spalle ai guai che guardarli in faccia. Cio, che diamine, tutti
ne abbiamo abbastanza dei nostri problemi senza bisogno di impicciarci
di quelli degli altri.
Ma quando diceva che ero uno stupratore, quella era un'altra
cosa. Cio, non c'era neanche una parola di vero. E comunque
non aveva proprio senso.
Uno come me, perch mai dovrebbe stuprare una donna,
quando ha tante ragazze generose che gli stanno appresso?
Be', ti dir una cosa di questa faccenda dello stupro dichiarai,
facendomi rosso in faccia mentre mi riabbottonavo la camicia.
Non dico che sei bugiarda, perch non sarebbe educato. Ma ti dico
questo, signora: se amassi le bugiarde, ti soffocherei di baci.
Be', questo l'ha fatta proprio partire. Ha cominciato a frignare
e strillare come un vitellino in mezzo a una tempesta. E naturalmente
il suo fratellino mezzo scemo, Lennie, si  svegliato.  arrivato
di corsa, frignando e roteando gli occhi e sbavandosi tutto il mento.
Cos'hai fatto a Myra? fa, spruzzando saliva per un raggio di
sei metri. Che ti sei messo a farle, Nick?
Non dissi niente, occupato a schivare gli spruzzi. Si gett barcollando
su Myra e lei lo prese tra le braccia, guardandomi feroce.
Bestia! Guarda che hai fatto!
Che diamine, dissi, non avevo fatto niente. Per quanto ne sapevo,
Lennie strillava e sbavava quasi sempre. Praticamente,
smette di farlo soltanto quando gira per la citt di soppiatto e sbircia
dentro la finestra di qualche donna dissi.
Razza di prepotente! esclam lei. Accusare il povero Lennie
per qualcosa di cui non ha colpa! Lo sai che  innocente come
un agnellino!
Gi, be', forse dissi. Perch non c'era molto altro da dire, e si
avvicinava l'ora di prendere il treno. Mi avviai verso la porta e la
cosa non le piacque, che me ne andassi cos senza dire manco scusa,
sicch mi fulmin di nuovo con gli occhi.
Attento a come ti comporti, Nick Corey! Lo sai cosa succeder, altrimenti!
Mi fermai e mi voltai. Cosa succeder? chiesi.
Dir la verit su di te alla gente di questa contea! Vedremo per quanto resterai sceriffo, allora! Quando gli avr detto che mi hai stuprata!
Te lo dico subito cosa succeder dissi. Non far in tempo a dire ba' che rester senza lavoro.
Puoi starne certo! Ed  meglio che te ne ricordi, anche!
Me lo ricorder, e senti una cosa che dovresti ricordarti tu: se non sono sceriffo, non ho niente da perdere, giusto? Non me ne frega un piffero di niente. E se io non sono sceriffo, tu non sei la moglie dello sceriffo. Allora come cavolo sarete messi, tu e il tuo fratellino mezzo scemo?
Gli occhi le schizzarono dalla testa e tir il fiato con un rantolo.
Era un bel pezzo che non alzavo la voce con lei e la cosa la sgonfi, diciamo.
Le rivolsi un significativo cenno con il capo e uscii dalla porta.
Quando ero pi o meno a met delle scale, mi chiam.
Si era mossa molto in fretta, buttandosi addosso una vestaglia e sforzandosi di sorridere. Nick fece, inclinando un po' la testa da una parte perch non torni su per un paio di minuti, eh?
Non credo. Non sono tanto in vena, direi.
Ah, be', ma forse io potrei farti tornare in vena. No?
Ripetei che mi sembrava difficile. Comunque dovevo prendere un treno, e prima era il caso che mangiassi un boccone.
Nick disse, un po' nervosetta. Tu non... non ti metterai a fare sciocchezze, vero? Solo perch sei arrabbiato con me.
No, non lo far le risposi. Non pi di quanto lo faresti tu, Myra.
Bene. Buona giornata, caro.
Altrettanto a te, signora ribattei. Quindi scesi di sotto, al tribunale vero e proprio, e uscii dall'ingresso principale.
Per poco non battei una capocciata, affacciandomi nella scura foschia del primo mattino. Perch stavano pitturando il dannato posto, e gli imbianchini avevano lasciato scale e lattine sparse dappertutto.
Fuori sul marciapiedi, mi voltai per vedere che progressi avevano fatto. A occhio e croce, non ne avevano fatto praticamente nessuno negli ultimi due o tre giorni (stavano ancora
lavorando alla parte superiore della facciata), ma quelli non erano cavoli miei.
Avrei potuto pitturare tutto l'edificio da solo in tre giorni. Ma non ero un sovrintendente della contea e non avevo un cognato che appaltava lavori di tinteggiatura.
Certi tipi di colore avevano una bettola gi vicino alla stazione, mi fermai l a mangiare un piatto di pane di mais e pesce gatto fritto. Ero troppo sconvolto per fare un pasto vero e proprio; troppo pieno delle mie preoccupazioni. Sicch mangiai quell'unico piatto, poi ordinai un'altra porzione con una tazza di caff di cicoria, da portare sul treno.
Il treno arriv e io vi montai. Mi trovai un posto vicino al finestrino e mi misi a mangiare, cercando di convincermi che gliele avevo proprio cantate chiare, a Myra, stamattina, e che d'ora in avanti sarebbe stato molto pi facile andare d'accordo con lei.
Ma mi stavo prendendo in giro e lo sapevo.
Scenate come quella, ne avevamo avute un sacco. Lei minacciava di farmi quella cosa e io le facevo notare che aveva da perderci quasi quanto me. E poi le cose andavano un po' meglio per qualche tempo... Ma non meglio davvero. Le cose veramente importanti non andavano meglio per niente.
Perch, vedete, tra me e lei non era una lotta ad armi pari. Lei era in vantaggio, e quando si arrivava alla scenata, sapeva che mi sarei tirato indietro.
Certo, non avrebbe potuto farmi perdere il lavoro senza rimetterci anche lei. Avrebbe dovuto lasciare la citt, lei e quel disgraziato del fratello mezzo scemo, e probabilmente ci avrebbe messo un bel pezzo, prima di tornare a passarsela bene come con me.
Probabilmente non ci sarebbe mai arrivata.
Ma avrebbe potuto tirare avanti.
Avrebbe avuto qualcosa.
Io invece...
Non avevo mai fatto altro che lo sceriffo. Non sapevo fare altro.
Vale a dire che non sapevo fare niente. E se non fossi stato sceriffo, non avrei avuto niente e non sarei stato niente.
Era una realt piuttosto dura da affrontare: essere un niente che non fa niente. E questo portava a un'altra cosa di cui dovevo preoccuparmi: il rischio di perdere il lavoro senza che Myra dicesse o facesse nulla.
Perch negli ultimi tempi avevo cominciato a sospettare che la
gente non fosse proprio soddisfatta di me. Che si aspettasse che
facessi qualcosina, invece di ghignare, scherzare e guardare dall'altra
parte. E io non sapevo proprio cosa farci.
Il treno curv e segu il fiume per un lungo tratto. Allungando
il collo, riuscii a vedere le baracche scolorite del bordello cittadino
e i due uomini - ruffiani - spaparanzati sulla piccola banchina di
fronte al locale. Quei ruffiani mi avevano procurato un mucchio di
guai, un mucchio bello alto. Solo una settimana prima, mi avevano
casualmente sbattuto di proposito nel fiume, e un'altra volta mi
avevano casualmente fatto inciampare di proposito nel fango. La
cosa ancor peggiore era come mi parlavano, insultandomi e sfottendomi
con cattiveria, senza mostrarmi il minimo rispetto, come
dovrebbero fare i ruffiani con uno sceriffo, anche se questo sta cercando
di spillargli un po' di quattrini.
Bisognava fare, qualcosa per quei ruffiani, pensavo. Qualcosa
di veramente drastico.
Finii di mangiare e andai all'anticamera del bagno degli uomini.
Mi lavai mani e faccia al lavabo e salutai con un cenno del capo
il tipo seduto sulla lunga panca foderata di cuoio.
Indossava un elegante completo a scacchi bianco e nero, stivali
con le ghette e una bombetta bianca. Mi diede una lunga, lenta occhiata,
indugiando per un momento sul cinturone e la pistola. Non
sorrise e non disse niente.
Accennai al giornale che stava leggendo. Che ne pensa di
quei Bolsi-e-vichi? domandai. Crede che riusciranno a rovesciare
lo Zar?
Grugn, continuando a tacere. Sedetti sulla panca a qualche
decina di centimetri da lui.
Il fatto era che volevo liberarmi. Ma non ero sicuro che fosse il caso
di andare in bagno. La porta era aperta e oscillava avanti e indietro
con il moto del treno, e sembrava fosse libero. Per, comunque,
c'era questo tipo, che forse stava aspettando. Perci, se anche era libero,
non sarebbe stato educato passargli davanti.
Aspettai un po'. Aspettavo, contorcendomi, sempre pi impaziente,
finch alla fine non ce la feci pi. Mi scusi dissi. Stava
aspettando di andare al bagno?
Sembrava allibito. Mi lanci un'occhiata cattiva e parl per la
prima volta. Sono affari suoi?
Certo che no. Solo che volevo andare in bagno, e ho pensato
che magari voleva andarci anche lei. Cio, ho pensato che magari
c'era gi qualcuno dentro e che lei stava aspettando il suo turno.
Diede uno sguardo alla porta oscillante del bagno; ora dondolava
tanto che si vedeva la tazza. Si volt di nuovo verso di me,
con uno sguardo tra lo stupito e il disgustato.
Per l'amor di Dio! esclam.
S, signore? Non mi sembra che ci sia qualcuno l dentro, vero?
Per un minuto pensai che non mi avrebbe risposto. Ma poi disse
che, s, nel bagno c'era qualcuno. E entrata proprio un minuto
fa. Una donna nuda su un pony pezzato.
Ah. Ma come mai una donna usa il bagno degli uomini?
Per via del pony rispose. Doveva fare due gocce anche lui.
Non vedo nessuno, da qui osservai. Strano che non riesca
a vederli in un posto piccolo come quello.
Mi sta dando del bugiardo? Mi sta dicendo che l dentro non
c' una donna nuda su un pony pezzato?
Risposi che no, certo che no, non avrei mai osato dire una cosa
del genere. Ma vado un po' di fretta dissi. Forse  meglio che
vado in un'altra carrozza.
Oh, no che non ci va! Nessuno pu darmi del bugiardo e passarla
liscia!
Non volevo proprio dire una cosa del genere. Solo...
Le faccio vedere io! Le faccio vedere se dico la verit! Adesso
lei si siede l finch quella donna e il suo pony non vengono fuori.
Ma devo fare pip! Cio, devo proprio, signore.
Be', lei non si muove di qui finch non avr visto che dico la
verit.
Be', gente, non sapevo proprio cosa fare. Non lo sapevo proprio.
Magari voi l'avreste saputo, ma io no.
In tutta la mia vita, sono sempre stato pi cordiale ed educato
che si pu. Ho sempre immaginato che se uno era gentile con tutti,
insomma, sarebbe stato ricambiato. Ma non funziona sempre
cos. Nella maggior parte dei casi, a quanto pare, mi cacciavo in situazioni
come quella. E non so proprio cosa farci.
Alla fine, quando stavo per farmela nelle braghe,  passato il
controllore a prendere i biglietti e ho colto l'occasione per andarmene.
Son schizzato via di l cos in fretta che non  passato neanche
un minuto prima che potessi aprire la porta della carrozza
successiva. E ho sentito uno scoppio di risate dalla toilette alle mie
spalle. Stavano ridendo di me, credo, il controllore e l'uomo col
vestito a scacchi. Ma sono piuttosto abituato a farmi ridere dietro,
e comunque in quel momento non avevo il tempo di pensarci.
Mi fiondai nella carrozza successiva e riuscii a fare i miei bisogni...
E credetemi, fu una liberazione. Stavo risalendo il corridoio,
in cerca di un posto in quella carrozza in modo da non incappare
pi nel tipo col vestito a scacchi, quando vidi Amy Mason.
Ero sicurissimo che mi avesse visto anche lei, ma fece finta di
niente. Esitai per un minuto di fronte al posto vicino al suo, poi
mi feci coraggio e sedetti.
Nessuno lo sa a Pottsville, perch stavamo attenti a tenerlo segreto,
ma io e Amy eravamo inseparabili, un tempo. In effetti, ci
saremmo sposati se il suo pap non ce l'avesse avuta tanto con me.
Cos abbiamo semplicemente aspettato che il vecchio signore morisse.
E poi, appena una settimana prima che succedesse, Myra mi
ha accalappiato.
Da allora non avevo pi visto Amy se non quando passava per
la strada. Volevo dirle che mi dispiaceva, cercare di spiegarle. Ma
non me ne aveva mai dato l'occasione. Ogni volta che mi vedeva,
gettava indietro la testa e guardava dall'altra parte. Oppure, se
cercavo di fermarla, attraversava la strada.
Salute, Amy. Bella giornata.
Strinse un po' la bocca ma non parl.
 una bella combinazione incontrarti cos, per caso. Dove stai
andando, se posso chiederlo?
Stavolta parl. A malapena. A Clarkton. Devo prepararmi a
scendere da un momento all'altro.
Avrei proprio voluto che facessi un viaggio pi lungo.  da
tanto che vorrei parlarti, Amy. Volevo spiegarti.
Davvero? Mi lanci un'occhiata di sbieco. La spiegazione
mi sembra ovvia.
Oh, no, no ribattei. Sai che nessuna potrebbe piacermi pi
di te, Amy. Nella mia vita non ho mai voluto sposare nessun'altra,
 la sacrosanta verit. Lo giuro. Lo giurerei sopra una pila di Bibbie,
tesoro.
Batt le palpebre rapidamente, come per ricacciare indietro le
lacrime. Le presi una mano e gliela strinsi, e vidi le sue labbra tremare.
A-allora perch, Nick? Perch hai...
 di questo che volevo parlarti.  una storia piuttosto lunga,
e... Senti, tesoro, che ne dici se scendo con te a Clarkton, possiamo
prenderci una stanza in un albergo per un paio d'ore e...
Era la cosa sbagliata da dire. Proprio sbagliata, in quel momento.
Amy impallid. Mi guard con occhi gelidi. Allora  questo che
pensi di me!  solo questo che vuoi, che hai sempre voluto! Non
sposarmi, oh, no, non sarei all'altezza! Solo portarmi a letto, e...
Su, per piacere, tesoro dissi. Io...
Non provare a chiamarmi tesoro, Nick Corey!
Ma io non stavo pensando a quello... alla cosa che credi che
stessi pensando spiegai. Era solo che ci vuole parecchio tempo
per spiegare la faccenda di me e Myra, e immaginavo che ci servisse
un qualche posto per...
Lasciamo perdere. Lasciamo perdere e basta. Le tue spiegazioni
non mi interessano pi.
Per piacere, Amy. Lascia solo che ti dica...
Ma ti dir una cosa, signor Nicholas Corey, ed  meglio che
passi parola a chi di dovere. Se pesco il fratello di tua moglie a
sbirciare dentro le mie finestre, saranno guai. Guai seri. Non lo
tollerer come fanno le altre donne di Pottsville. Tu diglielo, e a
buon intenditor poche parole.
Le dissi che speravo che non facesse mai niente riguardo a
Lennie. Nel suo stesso interesse. Lennie mi sta sulle scatole non
meno che a te, ma Myra...
Bah! Gett la testa all'indietro e si alz mentre il treno rallentava
arrivando a Clarkton. Credi che io abbia paura di quella...
quella... lei?
Be', forse sarebbe meglio se ne avessi. Sai com' Myra quando
se la piglia con qualcuno. Prima che abbia finito di spettegolare
e raccontar bugie, be'...
Lasciami scendere, per piacere.
Mi scost e attravers il corridoio, a testa alta, con la piuma di
struzzo sul cappello che si inarcava e ondeggiava. Quando il treno
ripart, cercai di salutarla con la mano mentre era ancora ferma
sulla banchina. Ma volt la testa rapidamente, con un altro sussulto
della piuma di struzzo, e si incammin verso la strada.
Sicch questo era tutto, e mi dissi che forse era meglio cos. Perch
come potevamo mai significare qualcosa l'uno per l'altra, data
la situazione?
C'era Myra, naturalmente, e a quanto pareva ci sarebbe stata
Myra finch lei o io non fossimo morti di vecchiaia. Ma Myra non
era l'unico inconveniente.
Com', come non , ero entrato in grande intimit con una
donna sposata che si chiamava Rose Hauck. Una di quelle relazioni
in cui mi sono sempre trovato, diciamo, trascinato, prima di
capire cosa stava succedendo. Rose non significava niente per
me, a parte il fatto che era una gran bellezza e generosa. Ma io per
lei significavo parecchio. Ma proprio parecchio, e non me lo nascondeva.
Solo per dire quanto era in gamba Rose: Myra la considerava
la sua migliore amica. Sissignore, Rose era un'attrice come poche.
Quando eravamo soli, io e Rose, cio, ne diceva tante su Myra da
farmi arrossire, non scherzo. Ma quando erano insieme, oh, cielo!
La sviolinava a morte, tutta un cara' e tesoro'. E Myra era cos
contenta ed eccitata che quasi si metteva a piangere dalla gioia.
Il modo pi sicuro per far perdere le staffe a Myra era insinuare
che Rose fosse meno che perfetta. Neanche Lennie poteva farlo.
Una volta ci aveva provato, accennando al fatto che una graziosa
come Rose non poteva essere gentile quanto sembrava. E
Myra lo aveva spedito dall'altra parte della stanza con un ceffone.
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CAPITOLO 3.
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Forse non ve l'ho detto, ma questo Ken Lacey che stavo andando
a trovare era sceriffo di un paio di contee lungo il fiume. Ci eravamo
conosciuti un anno a un convegno di tutori dell'ordine e abbiamo
legato subito. Lui non era soltanto molto simpatico, ma
anche in gambissima; l'ho capito nel momento stesso che ho cominciato
a parlarci. Perci, alla prima occasione, gli chiesi consiglio
su questo problema che avevo.
Uhmmmm! aveva detto, dopo che gli avevo spiegato la situazione
e che ci aveva pensato un po' su. Dunque, questa latrina
si trova sul suolo pubblico, giusto?  sul retro del tribunale?
Esatto risposi. Proprio cos, Ken.
Ma d fastidio solo a te?
Esatto anche questo. Sai, il tribunale  al pianterreno sul lato
posteriore, e l non ci sono finestre. Le finestre sono su al primo
piano dove abito io.
Ken mi domand se non potevo convincere i sovrintendenti
della contea ad abbattere la latrina e risposi di no. Non potevo proprio
farlo. In fondo, un mucchio di gente la usava, e probabilmente
si sarebbero incavolati.
E non puoi convincerli a farla pulire? domand. Magari
depurarla un po' con qualche barile di calce viva?
Perch dovrebbero? Io sono l'unico a cui d fastidio. Probabilmente
attirerei soltanto guai, se mai mi lamentassi.
Uh-ah! Ken annu. Sembrerebbe proprio egoista da parte
tua.
Ma devo fare qualcosa, Ken. Non  solo per l'odore che arriva
col caldo, che gi da solo fa abbastanza schifo: quella  solo una
parte. Sai, ci sono quei maledetti grossi buchi sul tetto e si vede tutto
quel che succede dentro. Metti che viene qualcuno a trovarmi
e pensa: caspita, devi avere una gran bella vista da quass. Allora
guarda fuori e l'unico panorama che vede  qualche tizio che fa
le sue cose.
Uh-ah! ripete Ken, tossendo un po' e toccandosi la bocca. Poi
riprese a dire che avevo davvero un problema, un vero problema.
Capisco che la cosa possa turbare anche un primo sceriffo come
te, Nick, con tutte le preoccupazioni del tuo importante ufficio.
Devi aiutarmi, Ken. Sto cominciando a dare i numeri al lotto.
E ti aiuter annu Ken. Non ho mai lasciato nelle peste un
collega e certo non comincer adesso.
Sicch mi spieg cosa fare, e io lo feci. Quella notte tardi andai
di soppiatto alla latrina, allentai un chiodo qua e uno l e spostai
un pochino le assi sul pavimento. Il mattino dopo mi ero alzato
presto, pronto a entrare in azione quando fosse venuto il momento.
Be', gente, quello che usava di pi la latrina era il signor J.S.
Dinwiddie, il presidente della banca. La usava prima di andare a
casa per pranzo e quando tornava dal pranzo, e prima di andare
a casa la sera e quando arrivava al mattino. Be', qualche volta saltava
un turno, ma mai al mattino. Quando arrivava a una certa
distanza da casa sua, farina d'avena e salsa cominciavano a fargli
effetto, e arrivava alla latrina appena in tempo.
Arriv di corsa quella mattina, la mattina dopo che avevo apportato
le mie modifiche, un tizio grosso e grasso con il colletto
bianco alto e un completo nuovo di zecca. Le assi del pavimento
gli schizzarono via da sotto i piedi e caddero gi nella fossa. E lui
cadde con loro.
Dritto dentro al letame umano accumulato in trent'anni.
Naturalmente quasi non aveva fatto in tempo a cascare, che l'ho
fatto subito ripescare. Perci non si era fatto male davvero, era
solo mostruosamente incasinato. Ma da quando son nato non ho
mai visto un uomo uscire cos tanto dalla grazia di Dio.
Saltava su e gi, da un lato e dall'altro, agitando i pugni, scuotendo
le braccia e facendo il diavolo a quattro. Cercai di gettargli
addosso un po' d'acqua per levargli il grosso del sudiciume, ma
non riuscii a fare granch, visto come saltava e sgambettava da
tutte le parti. Io gettavo l'acqua in un punto e lui era gi in un altro.
E come imprecava! Mai sentito niente del genere, ed era un
diacono della chiesa!
I sovrintendenti della contea arrivarono di corsa, insieme agli
altri funzionari, tutti piuttosto agitati nel vedere il nostro cittadino
pi importante ridotto cos. Il signor Dinwiddie in qualche modo
li riconobbe, anche se  difficile capire come, con tutta quella
porcheria negli occhi. E se avesse trovato un randello, giuro che li
avrebbe bastonati ben bene.
Li riemp di parolacce da cima a fondo. Giur che li avrebbe
fatti incriminare per negligenza. Strill che gli avrebbe fatto causa
per danni, per aver deliberatamente perpetuato un pericolo
pubblico.
Praticamente l'unica persona per cui ebbe una parola gentile
fui io. Disse che un uomo come me poteva gestire la contea da solo,
e che avrebbe fatto in modo che tutti gli altri pubblici ufficiali
fossero rimossi, poich erano soltanto una spesa inutile e anche
una minaccia per la vita e la salute.
And a finire che il signor Dinwiddie non si decise mai a mettere
in atto le sue minacce. Ma di sicuro il problema della latrina fu
risolto. La levarono di mezzo, e la buca fu sigillata nel giro di
un'ora; e casomai vi venisse voglia di prendervi un pugno sul naso,
provate a dire ai sovrintendenti che dovrebbe esserci un'altra
latrina dietro il tribunale.
Be', questo  un esempio dei consigli di Ken Lacey. Solo un
esempio di quanto sono buoni...
Naturalmente, qualcuno potrebbe dire che non era stato affatto
un buon consiglio, che il signor Dinwiddie avrebbe potuto ammazzarsi
e io finire in un mare di guai. Potrebbero dire che l'altro
consiglio che mi aveva dato Ken era malvagit pura, e che il suo
vero scopo era di farmi del male invece che di aiutarmi.
Ma io, be', penso sempre bene della gente finch  possibile. O
almeno non ne penso male finch non  assolutamente inevitabile.
Perci non avevo ancora preso una decisione, riguardo a Ken.
Avevo stabilito di vedere come si sarebbe comportato stavolta,
che tipo di consiglio mi avrebbe dato, prima di decidere. Se il consiglio
era anche solo mezzo buono, gli avrei concesso il beneficio
del dubbio. Ma se non sembrava buono neanche un po'...
Be', avrei saputo cosa fare con lui.
Lo so sempre.
...
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...
CAPITOLO 4.
...
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...
Comprai un boccone per pranzo dal ragazzo del carrello, giusto
qualche sandwich, un po' di sformato, patatine, noccioline,
biscotti e una bibita. Verso le due di quel pomeriggio arrivammo
alla citt di Ken Lacey, la sua sede di primo sceriffo della contea.
Era veramente un grosso paese, sui quattro, cinquemila abitanti.
La strada principale era lastricata, come pure la piazza attorno
al tribunale, e dovunque guardavi c'erano calessini con le ruote a
raggi ed eleganti carrozze con il tettuccio frangiato, e ho visto perfino
due o tre aute-mobili guidate da certi damerini con gli occhialoni
da pilota e le donne in veletta e spolverino di lino che si tenevano
aggrappate con tutte le loro forze. Cio, era proprio come
essere a New York o in una di quelle grandi citt di cui ho sentito
parlare. Tutta quella roba da vedere, e la gente talmente affaccendata
e abituata alle emozioni che non ci faceva neppure caso.
Tanto per fare un esempio, sono passato davanti a un terreno
da edificare dove c'era il pi stramaledetto combattimento di cani
che abbia mai visto. Una gigantesca battaglia tra due segugi, un
bulldog e una specie di bastardo col culo pieno di macchie.
Diamine, se anche non ci fosse stato un combattimento, quel
bastardo era sufficiente a farti fermare e sgranare gli occhi. Perch
ve lo dico io, era proprio uno spettacolo! Dietro aveva questo culo
alto, tutto a puntini e macchioline come se una vacca gli avesse
scorreggiato addosso della crusca. Ma le zampe davanti erano cos
corte che il muso sfregava quasi per terra. E un occhio ce l'aveva
azzurro e l'altro giallo. Di un giallo chiaro, proprio come i capelli di una donna.
Stavo l a fissarlo a bocca aperta, rammaricandomi che non ci
fosse nessuno di Pottsville a testimoniare, perch naturalmente
nessuno avrebbe mai creduto che avevo davvero visto un cane simile.
Poi, per caso, mi guardai attorno, e per quanto fosse difficile
staccarsi da quello spettacolo, voltai le spalle e proseguii verso il tribunale.
Non potevo evitarlo, capite, se non volevo che la gente pensasse
che ero un ragazzotto di campagna. Perch ero l'unico che si
era fermato a guardare. In citt succedevano tante di quelle cose
che nessuno avrebbe mai degnato di un'occhiata in pi una roba come quella!
Ken e un vicesceriffo di nome Buck, un tale che non avevo mai
visto prima, erano seduti nell'ufficio dello sceriffo, praticamente
sdraiati sulle sedie con gli stivali incrociati sul tavolo e gli Stetson abbassati sugli occhi.
Tossii e strascicai i piedi, e Ken alz lo sguardo da sotto la tesa
del cappello. Poi disse: Diamine, che io sia dannato se non  il
primo sceriffo di Potts County! E fece scorrere la sedia verso di me, tendendo la mano.
Accomodati, Nick mi invit, e io mi sedetti su una delle sedie
girevoli. Buck, svegliati, che ti presento un amico.
Buck era gi sveglio, a quanto pareva, cos fece scorrere la sedia
anche lui e mi strinse la mano come aveva fatto Ken. Poi Ken
gli fece un mezzo cenno con la testa e Buck si spinse fino alla scrivania
e tir fuori un litro di whisky di mais bianco e una manciata di sigari lunghi e stretti.
Buck, qua,  il pi in gamba dei miei vice disse Ken, mentre
ci facevamo tutti una bevuta e ci accendevamo i sigari. Ha un
sacco di iniziativa, Buck. Non c' bisogno di dirgli ogni dannata
cosa che deve fare, come con certi tipi.
Buck disse che aveva sempre e solo cercato di fare il suo dovere
e Ken ribad che nossignore, era in gamba.
Come il vecchio Nick, qua. Ecco perch  sceriffo della quarantasettesima
contea di questo Stato in ordine di grandezza.
Ma va'? fece Buck. Non sapevo che ci fossero solo quarantasette
contee nello stato.
Pre-sattamente! disse Ken, guardandolo con una certa disapprovazione.
Come vanno le cose a Pottsville ultimamente,
Nick? Ancora in crescita?
Be', no risposi. Non direi proprio che  in crescita. Pottsville
non  esattamente una vera metropoli come questa vostra.
Dici sul serio? domand Ken. Allora la mia memoria non
dev'essere pi buona come una volta. Quanto  grande esattamente
Pottsville, comunque?
Be', dunque, c' un cartello appena fuori citt che dice pop.
1280, perci  cos, direi. Milleduecento e ottanta anime.
Milleduecento e ottanta anime, eh? E assieme a quelle anime
dovrebbe starci della gente?
Be', s risposi.  questo che intendevo. Era solo un altro modo
di dire milleduecento e ottanta persone.
Tutti e tre ci facemmo un altro paio di sorsi e Buck gett il suo
sigaro in una sputacchiera e si tagli un pezzo di tabacco da masticare;
e Ken disse che non avevo pre-sattamente ragione a dire che
milleduecento e ottanta anime era lo stesso che milleduecento e ottanta
persone.
Dico bene, Buck? chiese Ken, rivolgendosi al vice e annuendo.
Eeee-satto! rispose Buck. Hai ragione al mille per cento,
Ken!
Naturaaale! Allora di' al vecchio Nick perch.
Certo fece Buck, voltandosi verso di me. Vedi, Nick,  cos:
in quel milleduecento e ottanta sono compresi anche i negri - quei
legislatori Yankee ci costringono a contarli - e i negri non hanno
anima. Giusto, Ken?
Eeee-satto! conferm Ken.
Be', insomma, questo non lo so dissi. Non mi azzarderei a
dire che voialtri avete torto in assoluto, per non penso neanche
di poter essere d'accordo con voi. Cio, be', come mai dite che la
gente di colore non ha l'anima?
Perch non ce l'hanno, ecco perch.
Ma perch no? domandai.
Diglielo, Buck. Mostra al vecchio Nick la luce disse Ken.
Ma certo fece Buck. Vedi, Nick,  cos. I negri non hanno
anima perch non sono vere persone.
Non lo sono? dissi.
Diamine, no, naturalmente. Quasi tutti lo sanno.
Ma se non sono persone, cosa sono?
Negri, solo negri, ecco tutto. Per questo la gente li chiama negri
invece che persone.
Buck e Ken annuirono rivolti verso di me, a significare che non
c'era altro da dire sull'argomento. Presi un altro sorso dalla bottiglia
e la passai agli altri.
Be', ma sentite un po' ripresi che ne dite di questo? Mia
mamma  morta che io ero appena nato, sicch mi hanno fatto allattare
da una mammy nera. Oggi non sarei vivo se non avessi preso
il suo latte. Ora, se questo non prova...
No, che non prova intervenne Ken. Non prova un bel niente.
Dopo tutto, avresti anche potuto attaccarti alla tetta di una vacca,
ma non puoi dire che le vacche sono persone.
Be', forse no dissi. Ma quella non  l'unica somiglianza. Ho
avuto certe relazioni con ragazze di colore che certo non avrei con
una vacca, e...
Ma potresti obiett Ken. Potresti. Abbiamo un tale che
adesso  in prigione perch si  preso piacere con un maiale.
Be', che mi venga un colpo dissi, perch di cose del genere
ne avevo sentito parlare, ma non mi ero mai imbattuto in un caso
reale. Di che tipo di reato lo accusate?
Buck rispose che forse potevano accusarlo di stupro. Ken, con
una specie di sguardo vacuo, disse che no, non sarebbero riusciti
a far passare un'accusa di quel genere.
Dopotutto potrebbe sostenere che il maiale era consenziente,
e allora come resteremmo?
Oh, avanti, Ken fece Buck.
Come sarebbe oh, avanti? Vorresti dirmi che gli animali non
capiscono quello che gli dici? Cavolo, per la miseria, io ho un piccolo
bracchetto e posso dirgli: Bello, ti va di andare a dar la caccia
ai ratti? e quello mi salta addosso abbaiando, guaendo e leccandomi
la faccia. E vuol dire, ovviamente, che s, gli va di dar la caccia
ai ratti. O senn gli dico: Bello, vuoi che ti prenda a legnate? e lui
se ne striscia in un angolo con la coda tra le zampe. E vuol dire che
non vuole esser preso a legnate. E...
Be', certo lo interruppe Buck. Ma...
Danna-zione! esclam Ken. Sta' zitto quando parlo io! Che
diavolo ti piglia, comunque? Io me ne sto qua a raccontare a Nick
che tipo in gamba sei, e dannazione se non prendi e mi dai del bugiardo
proprio davanti a lui!
Buck si fece piuttosto rosso in faccia e disse scusa, mi spiace
tanto. Non voleva proprio contraddire Ken. Capisco come dev'essere
andata, ora che me l'hai spiegato. Questo tale, probabilmente,
fa al maiale: Che ne dici di un po' di tu-sai-che, Porcellina?'
e il maiale ha iniziato a strillare e a dimenare il codino, e
voleva dire che quando lui era pronto, lei era pronta.
Chiaro, che  andata cos! ribad Ken accigliandosi. Allora
cosa ti metti a far polemica? Perch cavolo dici che non poteva esserci
il consenso del maiale, facendo una figura da dannato idiota
di fronte a uno sceriffo ospite? Ti dico una cosa, Buck continu
Ken nutrivo per te certe grandi speranze. Mi ero quasi convinto
che fossi un bianco con del sale in zucca invece di uno di quei saccenti
che parlano perch hanno la lingua in bocca. Ma adesso non
so; in verit, non lo so pi. Dico solo una cosa: d'ora in avanti sar
molto meglio che stai attento a come ti muovi.
Sicuro. Mi spiace, sicuro, Ken disse Buck.
Dico sul serio! Ogni dannata parola che ho detto! Ken lo guard
aggrottando la fronte. Tu mettiti a far polemiche o a contraddirmi
un'altra volta, e ti troverai per la strada a grattar via le merde
di cavallo assieme ai passeri. O forse credi di no, eh? Magari
ricominci a discutere, mi dici che non andrai l fuori a contendere
le merde agli uccelli? Rispondi, dannato idiota con le labbra a canotto!
Buck rest praticamente senza fiato per un momento, poi disse
che certo, Ken aveva ragione. Basta che parli, Ken, e far
pre-sattamente cos.
Farai cosa? Dillo ad alta voce, miseria!
G-grattare Buck rest di nuovo senza fiato grattare le merde
di cavallo assieme ai passeri.
Di quelle calde e fumanti, giusto? Giusto?
Giusto borbott Buck. Hai ragione al mille per cento, Ken.
C-credo che non c' niente di meno appetitoso di una merda di
cavallo fredda.
Bene, allora d'accordo concluse Ken, mollando la presa su di
lui e voltandosi verso di me. Nick, non credo che tu abbia fatto tutta
questa strada per sentire me e questo scemo di Buck che ci punzecchiamo.
Mi pare che tu ne abbia gi abbastanza, di problemi.
Be', gi, su questo hai proprio ragione, Ken. S, in verit, su
questo non si discute.
E vorresti un mio consiglio, eh? Non sei uno di quei saccentoni
che credono di sapere gi tutto.
Sissignore, voglio proprio il tuo consiglio, Ken.
Mmm-mm? annu. Mmm-mm. Parla pure, Nick.
Be', la cosa sta cos. Ho questo problema che mi sta facendo
proprio uscire pazzo. Tanto mi tormenta, che non riesco n a dormire
n a mangiare. Perci mi sono preoccupato e ho meditato e
ho pensato e ripensato e alla fine ho preso una decisione.
Mmm?
Ho deciso che non sapevo cosa fare conclusi.
Mmm fece Ken. Be', non saltare alle conclusioni tanto in
fretta. Io e il buon Buck, qui, abbiamo parecchia roba per la testa,
ma troviamo sempre il tempo per un consiglio a un amico. Giusto,
Buck?
Eee-satto! Hai ragione al mille per cento, Ken. Come sempre.
Allora, mettiti tranquillo e raccontaci, Nick mi invit Ken.
Sono sempre disposto a lasciar da parte gli impegni del mio alto
ufficio, quando un amico  nei guai.
Esitai, volevo parlare di Myra e del suo fratello mezzo scemo.
Ma all'improvviso mi sembr troppo personale. Cio, come si fa
a discutere di tua moglie con un altro, anche un buon amico come
Ken? E che diamine poteva farci, se anche glielo dicevo?
Perci pensai che era meglio lasciarla fuori, e affrontare quest'altro
grosso problema che avevo. Immaginavo che un problema
cos poteva affrontarlo benone. In effetti, ora che in un certo
senso avevo avuto l'occasione di rifare la sua conoscenza e di vedere
come trattava Buck, avevo capito che era proprio l'uomo che ci voleva.
...
.
...
CAPITOLO 5.
...
.
...
Be', dunque, Ken dissi. Sai quel bordello che c' a Pottsvil-
le. Quel posto in riva al fiume, a un tiro di schioppo dalla citt...
Ken alz gli occhi al soffitto e si gratt la testa. Ammise che non
poteva dire di saperne qualcosa, ma immaginava che naturalmente
a Pottsville ci fosse un bordello.
Una citt non si pu certo governare, senza uno di quei posti.
Giusto, Buck?
Giusto! Se non ci fossero puttane, le signore perbene non potrebbero
girare per strada tranquille.
Eee-satto! annu Ken. I ragazzi sarebbero tutti esuberanti e
gagliardi e si metterebbero a corrergli dietro.
Be',  cos che la vedo io dissi. Ma adesso ho questo problema.
Vedete, ci sono queste sei puttane, tutte ragazze carine e simpatiche
e servizievoli che di pi non si pu, di loro non mi posso
proprio lamentare. Ma assieme a loro ci sono questi due ruffiani -
uno ogni tre ragazze, credo - e quei ruffiani mi stanno creando problemi,
Ken. Mi mancano di rispetto in continuazione.
Avanti, non dirai sul serio! esclam Ken. Non vorrai dirmi
che davvero due ruffiani mancano di rispetto al primo sceriffo di
Potts County!
Sissignore risposi  esattamente quello che fanno. E il brutto
 che certe volte lo fanno di fronte ad altre persone, e una cosa del
genere, Ken, non va niente bene per uno sceriffo. Finisce per girare
la voce che ti sei lasciato offendere dai ruffiani, e non va mica
niente bene!
Puoi dirlo! fece Ken. Parole sacrosante, Nick! Ma non gliela
fai passare liscia, immagino? Hai preso qualche provvedimento
contro di loro?
Be', gli ho mancato di rispetto anch'io. Non posso dire di averli
fermati, ma di certo gli ho mancato di rispetto anch'io, Ken.
Gli hai mancato di rispetto anche fu! Perch lo hai fatto?
Be', sembrava la cosa giusta risposi. Uno ti manca di rispetto
e tu lo ripaghi e fai la stessa cosa a lui.
Ken risucchi in dentro le labbra e scosse la testa. Domand a
Buck se avesse mai sentito una roba del genere in vita sua e Buck
rispose che in verit no. No, dal giorno che era nato.
Te lo dico io cosa devi fare, Nick disse Ken. Anzi, no, te lo
mostrer. Tu voltami le spalle e non ti muovere, e ti terr una lezione
il-lu-strata.
Feci quello che mi aveva detto. Si alz dalla sedia, prese lo slancio
e mi diede un calcio, cos forte da spedirmi fuori dalla porta,
fino al centro del corridoio.
Adesso torna qua ordin, facendomi il gesto col dito a uncino.
Siediti com'eri prima, cos posso farti qualche domanda.
Dissi che forse preferivo restare in piedi un minuto e lui disse
d'accordo, come preferivo. Sai perch ti ho dato un calcio, Nick?
Be', credo che forse avevi una buona ragione. Cercavi di insegnarmi
qualcosa.
Esatto! Perci, ecco cosa voglio chiederti. Mettiamo che uno ti
prende a calci in culo come ho appena fatto io, allora tu cosa fai?
Veramente non lo so. Nessuno mi aveva mai preso a calci in
culo prima, a parte il mio babbo, che Dio l'abbia in gloria, e con
lui non potevo farci molto.
Ma metti che qualcuno lo faccia. Diciamo solo che, in un caso
ipotetico, c' uno che ti prende a calci in culo. Cosa faresti?
Be', credo che prenderei a calci in culo anche lui. Credo che sarebbe
giusto, diciamo.
Voltati disse Ken. Voltami di nuovo le spalle. Non hai ancora
imparato la lezione.
Be', senti, se magari puoi solo spiegarmi ancora un po'...
Ti metti a fare l'ingrato? Ken si accigli. Ti metti a dare ordini
a uno che sta cercando di aiutarti?
No, no, non faccio niente del genere. Ma...
Bene, voglio proprio sperarlo! Adesso girati come ti ho
detto.
Gli voltai di nuovo le spalle; non c'era proprio nient'altro da fare,
a quanto pareva. Lui e Buck si alzarono tutti e due e tutti e due
mi presero a calci contemporaneamente.
Mi tirarono un calcio cos forte che praticamente andai su in alto
invece che in avanti. Sono caduto sul braccio sinistro, tutto storto,
e faceva cos male che per un momento mi sono quasi dimenticato
chi ero.
Mi tirai su, cercando di massaggiarmi il culo e il braccio contemporaneamente.
Che non si pu proprio fare, se per caso ci state
pensando.
Mi sedetti, dolorante com'ero, perch ero troppo intontito per
stare in piedi.
Fatto male al braccio? domand Ken. Da che parte?
Non sono sicuro risposi. Potrebbe essere il radio o l'ulna.
Buck improvvisamente mi lanci uno sguardo attento da sotto
la tesa del cappello. Quasi come se fossi appena entrato nella stanza
e mi vedesse per la prima volta. Ma ovviamente Ken non aveva
notato nulla. Ken aveva gi tanti pensieri, credo, per poter aiutare
dei poveri fessi come me, che magari non notava un sacco di cose.
Allora, credo che tu abbia imparato la lezione, giusto, Nick?
disse. Vedi l'inutilit di non restituire pi male di quello che hai
ricevuto?
Be', una lezione l'ho imparata di certo. Se  questa, che mi volevi
insegnare, credo proprio di s.
Vedi, magari l'altro tizio d calci pi forti di quelli che dai tu.
O magari ha il culo pi duro e non gli fa male quanto ne fa a te. O
mettiamo una situazione come quella che abbiamo appena illustrato
io e Buck. Due tizi cominciano a prenderti a calci in culo, sicch
tu ti becchi due calci per ogni calcio che dai. In una situazione
cos, che  proprio quella che hai passato, in senso figurato, be',
non avresti manco il tempo di toccarti il cappello che ti staccherebbero
il culo a forza di calci.
Ma quei ruffiani non mi hanno preso a calci precisai. Mi
hanno solo mancato di rispetto, e preso un po' a spintoni.
Stesso principio. Stesso principio, pre-sattamente. Giusto,
Buck?
Giusto! Vedi, Nick, quando uno comincia a farti qualcosa di
brutto, il modo giusto di ripagarlo  fargli qualcosa di brutto il
doppio. Altrimenti, nel migliore dei casi ottieni un pareggio e non
risolvi mai niente.
Eee-satto! conferm Ken. Perci ti dico io cosa fare con quei
ruffiani. La prossima volta che hanno anche solo l'aria di volerti
mancare di rispetto, tu prendili a calci nelle palle pi forte che
puoi, e basta.
Eh? dissi io. Ma... ma non fa un male cane?
Puh, certo che no. Non fa male, se porti un buon paio di stivali
senza buchi.
Esatto ribad Buck. Tu fa' solo in modo che non ti spunti
fuori nessun dito, e non ti far male per niente.
Ma non far male ai ruffiani, voglio dire? domandai. Io, credo
che non sopporterei neanche un calcetto leggero nelle palle.
Diamine, ceerto, ceerto che gli fa male. Ken annu. Se non
gli fai un male cane, come fai a farli comportare come si deve?
In effetti gliela stai facendo passare un po' troppo liscia, Nick
disse Buck. Di sicuro so che non ce la farei a stare nella stessa
stanza con un ruffiano che mancasse di rispetto al nostro Ken, qui.
Ken non si limiterebbe a prenderli a calci. Diamine, quelli manco
fanno in tempo ad accorgersene che lui tira fuori il pistolone e gli
spara dritto in quelle bocche insolenti.
Pre-sattamente! disse Ken. Spedirei quelle carogne insolenti
all'inferno senza stare tanto a girarci intorno.
Perci, sei stato davvero troppo tenero con loro, Nick. Decisamente
pi tenero di quel fiero, intelligente, onesto ufficiale che 
il nostro vecchio Ken. Ken li lascerebbe pi stecchiti di un cadavere,
se fosse al posto tuo, e l'hai sentito con le tue orecchie.
Giusto! conferm Ken. Di sicuro non perderei l'occasione
di fare pre-sattamente questo.
Be'...
A quanto pareva avevo avuto quello che ero venuto a cercare,
e a quel punto si stava facendo piuttosto tardi. Cos ringraziai Ken
dei suoi consigli e mi alzai. Ero ancora un tantino malfermo, per;
dondolavo un po' sui tacchi, diciamo. E Ken mi chiese se ero
sicuro di farcela ad arrivare alla stazione senza problemi.
Be', credo di s. Almeno spero, comunque. Non sarebbe proprio
giusto da parte mia chiederti di accompagnarmi, dopo tutto quello che hai gi fatto per me.
Diamine, non c' bisogno di chiedere! disse Ken. Pensi che ti lascerei andare fino al treno da solo, con quell'aria smunta che hai?
Be', non voglio darti nessun disturbo dichiarai.
Disturbo? Diamine,  un vero piacere! Buck, tirati su da quella sedia e accompagna Nick alla stazione.
Buck annu e si tir su. Dissi che speravo davvero di non dargli
una seccatura e lui rispose che non lo seccavo per niente.
Ammesso che tu mi sopporti disse. So che non posso mica essere di buona compagnia come Ken.
Oh, be', sono sicuro che sei uno a posto. Viene fuori che sei un tipo veramente interessante, scommetto.
Ci prover promise Buck. Sissignore, in verit, ci prover, su questo non ci piove.
...
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...
CAPITOLO 6.
...
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...
Cenai vicino alla stazione e ordinai un pasto esagerato per
Buck, assieme al mio. Poi il mio treno arriv e Buck mi accompagn
fino alla mia carrozza. Non che non avrei potuto farcela benissimo
da solo; ormai mi sentivo a posto. Ma stavamo veramente
bene insieme, proprio come avevo pensato, e avevamo un sacco
di cose da dirci.
Mi addormentai quasi subito dopo aver dato il biglietto al controllore.
Ma non dormii bene. Stanco morto com'ero, fui trascinato
in un sogno pauroso, l'incubo che mi tormentava sempre. Sognavo
che ero tornato bambino, solo che non sembrava un sogno.
Ero un bambino e vivevo nella vecchia casa colonica in rovina con
mio padre.
Cercando di stargli fuori dai piedi senza mai riuscirci. Finendo
mezzo morto di legnate ogni volta che riusciva ad acchiapparmi.
Sognavo di tuffarmi nel vano di una porta, credendo di essergli
sfuggito. E all'improvviso venivo afferrato da dietro.
Sognavo di portargli la colazione a tavola. E cercavo di alzare
le braccia quando lui me la tirava in faccia.
Sognavo - lo vivevo - di mostrargli il premio della gara di lettura
che avevo vinto a scuola. Perch ero sicuro che gli avrebbe fatto
piacere, e dovevo assolutamente mostrarlo a qualcuno. E sognavo
- Zo vivevo - di tirarmi su dal pavimento con il naso ammaccato dalla
piccola coppa d'argento. E lui mi strillava contro, gridando che
avevo chiuso con la scuola perch avevo appena dimostrato di essere
un imbroglione oltre a tutto quanto il resto.
Il fatto era, credo, che non riusciva proprio a sopportare che io
fossi buono a qualcosa. Se ero buono a qualcosa, allora non potevo
essere il mostro spregevole che aveva ucciso la sua stessa madre
nascendo. Ed era questo, che dovevo essere. Lui doveva avere
qualcuno da incolpare.
Ormai non lo biasimo pi molto per questo, perch ho visto
un sacco di gente esattamente come lui. Gente che cerca risposte
facili a problemi grossi. Gente che d la colpa agli ebrei o alle persone
di colore per tutte le cose brutte che gli sono successe. Gente
che non si rende conto che un monte di cose devono per forza
andare storte, in un mondo grande come il nostro. E se c' una ragione
per cui va cos - e non sempre c' - be', probabilmente non
 una ragione sola, ma migliaia di ragioni.
Ma  cos che era fatto mio padre, come quella gente. Comprano
il libro di un tizio che non sa un accidenti pi di quanto sanno
loro (altrimenti non avrebbe bisogno di scrivere libri). E cos
credono di mettere tutto in chiaro. Oppure si comprano un flacone
di pillole. Oppure dicono che il problema sta tutto negli altri, e
l'unica cosa da fare  liberarsi di loro. Oppure sostengono che
dobbiamo fare la guerra a un altro paese. Oppure... oppure Dio sa
cos'altro.
Comunque,  cos che era mio padre. E cos che sono cresciuto.
Non c' niente di strano, penso, se io e le ragazze siamo sempre
andati tanto d'accordo. Penso di essermi dato veramente da
fare per andare d'accordo con loro, ne ho fatto quasi un mestiere
senza rendermene conto. Perch uno deve avere qualcuno che lo
apprezza. Deve avercelo,  naturale. E per natura le ragazze tendono
ad apprezzare gli uomini.
Credo che, a pensarci bene, stavo facendo lo stesso errore che fa
quella gente di cui parlavo. Perch non esiste un problema pi
grosso dell'amore, niente  davvero cos difficile da trovare, e a
questo problema io stavo cercando di dare una risposta troppo facile.
...
.
...
CAPITOLO 7.
...
.
...
Be', gente, che io sia dannato se non sono tornato a Pottsville
proprio la notte pi buia dell'anno. Era cos buio che avrei potuto
avere una lucciola sul naso e non sarei riuscito a vederla.
Naturalmente il buio non mi disturbava, in realt. Per come conoscevo
tutti gli angoli di Pottsville, sarei potuto andare dovunque
volessi anche camminando nel sonno. Perci il buio, per me, era un
vantaggio, e non il contrario. Ci fosse stato qualcuno in giro, e ovviamente
non c'era, a quell'ora di notte, non avrebbero visto dove
stavo andando e non si sarebbero chiesti perch ci andavo.
Camminavo nel bel mezzo della Main Street buia. In fondo alla
strada svoltai verso sud e mi diressi al fiume. C'era solo un puntolino
di luce, laggi; una specie di piccola goccia che si dilatava
uscendo dalle tenebre. Immaginai che provenisse dal bordello, o
piuttosto dalla piccola banchina che c'era dietro. Quei due ruffiani
erano seduti l, lo sapevo, a prendere il fresco della notte e a bere
come spugne.
Sarebbero stati su di giri di sicuro, al mio arrivo. Impudenti e
villani come non mai, e pronti alle peggiori malignit contro uno
che era sempre stato gentile con loro.
Accesi un fiammifero, diedi una rapida occhiata all'orologio, cominciai
a camminare pi veloce. Il vaporetto, Ruby Clark, stava per
arrivare e io dovevo esserci, quando superava l'ansa del fiume.
Aveva piovuto parecchio, la settimana prima; nelle vallate
basse piove sempre tanto. Ormai era tutto asciutto, perch abbiamo
anche tanto sole. Ma si erano formati solchi qua e l sulla
strada, e andando cos di fretta, misi il piede dove non avrei
dovuto.
Inciampai e quasi caddi a capofitto, prima di riuscire a raddrizzarmi.
Mi fermai un momento a riprendere fiato, poi girai sui
tacchi. Aguzzando occhi e orecchie, congelato dalla paura per un
minuto. Perch avevo sentito qualcosa. Lo stesso tipo di rumore
di terra smossa che producevo io, solo meno forte.
Trattenni il respiro, dicendomi che non poteva esserci nessuno
che mi seguiva. Sapendo che se anche ci fosse stato qualcuno
l dietro, ero ancora protetto dall'oscurit.
Rimasi immobile per due, tre minuti. Poi sentii di nuovo quel
suono e lo riconobbi per quel che era, e mi misi quasi a ridere forte
per il sollievo.
Era solo uno di quei dannati, grossi coleotteri notturni che abbiamo
da queste parti. Vanno in giro buttandosi avanti, cercandosi,
poi si scontrano a mezz'aria e piombano a terra.
Possono fare un baccano d'inferno, nelle notti tranquille. Se magari
sei un tantino a disagio, com'ero io, possono farti prendere un
colpo.
Due o tre minuti dopo arrivai al bordello. Passai in punta di
piedi sul sentierino a lato della casa e arrivai sul retro.
I due ruffiani erano l, proprio dove pensavo di trovarli. Stavano
seduti con la schiena rivolta ai piloni d'ormeggio, una lanterna
smorzata e una pinta di whisky tra di loro. Mi guardarono con occhi
da gufo mentre emergevo dal buio, e poi quello di nome Curly,
una specie di bellimbusto con i capelli crespi appiccicati al cranio,
agit un dito verso di me.
Allora, Nick, lo sai che non dovresti venire quaggi pi di
una volta alla settimana, e solo per il tempo che ti serve a prenderti
la tua bustarella e filare.
Esatto disse quello di nome Moose. A dire il vero, siamo gi
fin troppo generosi a lasciarti venire. Abbiamo una reputazione
da difendere, e di certo un tipo come te che piomba qui tutti momenti
non ci aiuta.
Be', insomma dissi non  una cosa molto gentile da dire.
Oh, be', niente di personale rispose Curly.  solo una di
quelle spiacevoli cose della vita. Sei un balordo, e non  bello avere
dei balordi attorno.
Gli domandai perch pensava che fossi un balordo e lui chiese
in che altro modo avrebbe potuto chiamarmi. Prendi le bustarelle,
no? Ti prendi un dollaro per ogni cinque che entrano qui.
Ma devo farlo ribattei. Cio,  una specie di dovere civico.
Se non vi alleggerissi un po', a voialtri, diventereste troppo potenti.
Prima che me ne accorgo, governereste la contea al posto mio.
Moose sogghign e si alz barcollando. Buffone da quattro
soldi, vuoi deciderti a togliere le tende, per la miseria? Ti decidi
o vuoi che ti aiuti io?
Be', insomma dissi. Be', insomma, non saprei. Mi pare che
sia un gran brutto modo di parlare a uno che  sempre stato gentile
con voi.
Te ne vai o no? Fece un passo verso di me.
Sar meglio, Nick Curly annu, tirandosi su.
Ci fai venire una certa nausea, sai? Magari non  colpa tua,
ma l'aria si appesta ogni volta che ti fai vedere.
Dietro l'ansa del fiume, potevo vedere le luci del Ruby Clark e
sentire le sferzate delle pale impegnate nella virata. Era il momento,
da un secondo all'altro sarebbe stato il momento, e sfoderai la
pistola e presi la mira.
Che...! Moose si ferm di botto e spalanc la bocca.
Curly disse: Oh, di, Nick! sforzandosi di sorridere. Ma era
il sorriso pi stravolto che avessi mai visto.
Quella  una cosa che si sa sempre, credo. La gente sa quando
sta per morire. E Moose e Curly lo sapevano.
Buonanotte all'allegra compagnia dissi. Salve e addio.
Il Ruby Clark fischi.
Quando l'eco si fu spenta, Moose e Curly erano nel fiume, con
una pallottola per ciascuno, dritta in mezzo agli occhi.
Aspettai per un minuto sulla piccola banchina finch il Ruby
non fu passato. Ho sempre detto che non c' niente di pi bello di
un vaporetto di notte. Poi attraversai la passerella e mi incamminai
verso casa.
Il tribunale era buio, naturalmente, quando arrivai. Mi tolsi gli
stivali e salii le scale furtivamente. Ed entrai nel letto senza
svegliare nessuno.
Mi addormentai di botto. Un paio d'ore pi tardi mi svegliai,
con Myra che mi scuoteva.
Nick! Nickl Vuoi alzarti, per l'amor del cielo?
Eh! Cosa? Che sta succedendo, Myra?
Ma allora li sentii, i colpi alla porta al piano di sotto. Avrei dovuto
essere sordo, per non sentirli.
Cribbio dissi. Chi accidentaccio pu essere?
Be', vai a vedere, per la miseria! Vai gi, prima che sveglino
il povero Lennie!
Ci riflettei per un momento, restando fermo dov'ero mentre
Myra continuava ad assillarmi. Poi dissi che non ero sicuro se dovevo
andare di sotto o no: infatti, perch una persona onesta dovrebbe
battere alle porte a quell'ora della notte?
Potrebbero essere ladri, Myra le feci notare. Non mi stupirei
neanche un po' se fosse cos. Ho sentito dire che vanno a rubare
in piena notte, quando la gente perbene  a letto.
Cretino! Stupido, smidollato, vigliacco cialtrone! Sei o non sei
lo sceriffo di questa contea? strill Myra.
Be', credo che si possa dir cos.
E occuparsi dei criminali non  il lavoro dello sceriffo? Rispondimi,
tu... tu...!
Be', credo che si pu dire anche questo. Non ci ho pensato su
molto, ma sembra ragionevole.
Tu... Vai di sotto! sputacchi Myra. Accidenti a te, vai di sotto
immediatamente, altrimenti...
Ma non ho i vestiti addosso obiettai. Solamente i mutandoni.
Non sembra proprio giusto andare alla porta senza vestiti.
La voce di Myra si abbass tanto che quasi non la sentivo pi,
ma gli occhi sprizzavano fiamme. Nick, questa  l'ultima volta
che te lo dico. Vai alla porta immediatamente, altrimenti lo rimpiangerai!
Lo rimpiangerai sul serio!
I colpi si facevano sempre pi forti ormai, e qualcuno stava gridando
il mio nome, qualcuno che mi ricordava maledettamente
Ken Lacey. Perci, con Myra che andava avanti a quel modo, pensai
che forse era meglio andare alla porta.
Gettai le gambe oltre la sponda del letto e mi infilai gli stivali.
Li esaminai un momento, bagnandomi le dita di saliva e strofinando
una macchiolina. Sbadigliai, mi stiracchiai e mi grattai sotto
le ascelle.
Myra mand un gemito. Afferr i miei calzoni e me li tir, in modo
che le gambe mi si attorcigliarono al collo come una sciarpa.
Non sei arrabbiata per qualcosa, vero, tesoro? domandai,
sgarbugliando i calzoni e cominciando a infilarmeli. Spero proprio
di non averti fatta innervosire.
Lei non disse nulla. Cominci soltanto a gonfiarsi come se fosse
sul punto di esplodere.
Ho un complimento da riferirti dissi. L'altro giorno un tale
mi stava dicendo, diceva, Nick, hai la madre pi bella della citt',
sicch gli ho chiesto di chi parlava, naturalmente, perch la mia
mamma  morta da anni. E quello ha detto, Come, quella signora
che chiami Myra. Vuoi dirmi che non  tua madre? Ha detto proprio
cos, tesoro. Perci adesso devi dirmi tu qualcosa di carino che
hai sentito su di me.
Continu a non dire nulla. Si limit a saltarmi addosso, quasi
miagolando come una gatta, con le mani ad artiglio pronte a
strapparmi via gli occhi.
Non ci riusc, perch in un certo senso mi aspettavo qualcosa
del genere. Mentre le parlavo, continuavo a indietreggiare verso
la porta. Cos, invece di atterrare su di me, fin contro il muro e lo
artigli a sangue prima di tornare in s.
Nel frattempo, ero gi sotto ad aprire la porta.
Ken Lacey si precipit dentro. Aveva uno sguardo da pazzo e
respirava a fatica. Mi afferr per le spalle e cominci a scuotermi.
L'hai gi fatto? disse. Dannazione, mica l'avrai gi fatto?
C-cosa? Cercai di liberarmi dalla presa. Mica l'avr fatto
cosa?
Lo sai cosa, dannazione! Quello che ti ho detto di fare! Avanti,
rispondimi, maledetto idiota, senn te lo tiro fuori io!
Be', gente, a me sembrava piuttosto eccitato, quale che fosse il
motivo. Cos agitato che sembrava potesse stramazzare in preda
alle convulsioni. Perci lo spinsi nel mio studio e lo feci sedere alla
mia scrivania, accesi una lampada e gli diedi da bere una buona
dose di whisky. Poi, quando sembr essersi calmato un po', gli
domandai che succedeva.
Cos' che dovrei aver fatto, Ken? Da come ti comporti sembra
che io abbia ammazzato qualcuno.
Allora non l'hai fatto disse, tenendomi gli occhi dritti in faccia.
Non hai ammazzato nessuno.
Ammazzato nessuno? Diamine, che domanda ridicola! Perch
dovrei ammazzare qualcuno?
E non l'hai fatto? Non hai ammazzato i due ruffiani che ti
mancavano di rispetto?
Ken, quante volte te lo devo dire? Perch dovrei ammazzare
qualcuno?
Trasse un pesante sospiro e finalmente si rilass. Poi, dopo
un'altra lunga sorsata, sbatt gi il boccale e si mise a imprecare
contro il suo vice, Buck.
Miseriaccia, aspetta solo che mi capiti tra le mani! Aspetta solo!
Lo prendo a calci in quel culo spelacchiato cos forte che per
pettinarsi dovr levarsi gli stivali!
Perch, cosa ha fatto? Che gli  saltato di fare, al vecchio
Buck?
Mi ha massacrato, ecco cosa! Mi ha fatto dare i numeri, tanto
mi sono agitato e preoccupato spieg Ken, dicendone di tutti i colori
a Buck. Be', credo che sia colpa mia, dannazione. Ho avuto
davanti a gli occhi la prova che era un pazzo disgraziato, ma essendo
un tipo di larghe vedute, ho fatto finta di non accorgermene.
Come mai? Cosa vuol dire che avevi la prova, Ken?
Vuol dire che l'ho beccato a leggere un libro, ecco cosa! Sissignore,
l'ho beccato col sangue sulle mani. Oh, lui sostiene che
guardava solo le figure, ma so che mentiva.
Be', che mi venga! Che mi venga un colpo doppio! Ma cosa
c'entra Buck col fatto che sei qui?
Cos Ken mi raccont cos'era successo.
Pareva che dopo avermi salutato Buck fosse tornato in ufficio e
avesse cominciato a smaniare a voce alta. Si chiedeva se sarei stato
davvero tanto pazzo da uccidere quei ruffiani, il che avrebbe messo
Ken in un mare di guai. Per come la vedeva Buck, nelle sue smanie
a voce alta, Ken mi aveva detto che avrei dovuto ammazzarli,
e se davvero lo facevo, lui sarebbe stato colpevole esattamente
quanto me.
Aveva continuato a smaniare, Buck, dicendo che avrei potuto
ammazzare i ruffiani sul serio, perch in passato avevo sempre
accettato i consigli di Ken, per pazzeschi che fossero. E poi quando
aveva visto come si stava innervosendo Ken, aveva detto che
probabilmente la legge non sarebbe stata troppo dura con lui.
No, non sarebbe stata dura come con me, magari se la sarebbe cavata
con trenta o quarant'anni.
Il risultato fu che Ken alla fine schizz via dal suo ufficio e prese
il treno merci Red Ball per Pottsville. Non aveva fatto un gran bel
viaggio, perch sotto il vagone del personale di servizio, dov'era
seduto, c'era una ruota maledettamente spigolosa. Disse che probabilmente
il didietro gli faceva molto pi male che a me, nonostante
i calci che mi ero preso, e adesso non voleva far altro che andarsene
a letto.
Ne ho passate pi di quante un poveretto riesca a sopportare
in un sol giorno sbadigli. Penso che potrai ospitarmi senza
problemi, no?
Dissi che ero desolato ma no, non potevo. Non avevamo proprio
posto dove mettere a dormire un'altra persona.
Miseriaccia! si accigli. D'accordo, allora andr in albergo!
Confessai che la cosa poteva essere piuttosto complicata, dal
momento che a Pottsville non c'erano alberghi. Se fosse giorno,
potresti alloggiare dalla vedova Shoup; i commessi viaggiatori fanno
cos. Ma di sicuro non ti lascer entrare a quest'ora di notte.
Be', dove diavolo dormo allora, per la miseria? Di sicuro non
me ne resto seduto tutta la notte!
Be', dunque, vediamo dissi. Che mi venga un accidente se
riesco a farmi venire in mente un altro posto, Ken. O meglio, un
posto dove potresti dormire esiste. Ma ho paura che l non riusciresti
a dormire granch.
Tu dimmi dov' e basta! A dormire ci penso io!
No, al bordello non ci riusciresti. Vedi, le ragazze non hanno
avuto molto lavoro ultimamente, e sarebbero tutte provocanti come
non mai. Probabile che ti farebbero star su tutta la notte.
Mmm-mm! fece Ken. Be', insomma! Credo che uno possa
adattarsi a qualunque cosa, se deve. Sono giovani e carine, le ragazze?
Nossignore. La maggior parte sono piuttosto giovani, sui diciassette,
diciotto anni. Ma c' questa ragazza pi vecchia, deve avere
come minimo ventun anni. E non ti lascia tranquillo neanche...
Non ti molla proprio, Ken, e non sarebbe giusto non avvisarti.
Un filo di saliva gli gocdolava gi per il mento. Si asciug e
drizz la schiena, con uno sguardo vagamente vitreo.
 meglio che vada. E meglio che me ne vada immediatamente.
Ti metto sulla strada giusta dissi. Ma prima c' una cosa che
devi sapere. A proposito di quei due ruffiani...
Non ti preoccupare. Me ne occuper io!
Non ce ne sar bisogno, perch non ci saranno. Ormai saranno
da qualche parte ubriachi e non si sveglieranno prima di mezzogiorno.
E chi se ne frega, allora? Ken fece un passo smanioso verso
la porta. Se le ragazze pensano che non ci sono...
Ma non lo pensano. Quei ruffiani le hanno prese in giro, credono
di essere sorvegliate giorno e notte, perci naturalmente  difficile
per le ragazze rilassarsi e divertirsi come vorrebbero. Sicch...
Mmm-mm? S, s disse Ken. Vai avanti, per la miseria!
Sicch, ecco che fai, appena sei entrato. Dici alle ragazze che i
ruffiani li hai sistemati proprio bene, e che non ficcheranno pi il
naso nei tuoi affari. Tu digli cos, e tutto quanto andr liscio come l'olio.
Disse che avrebbe detto cos (e poi venne fuori che aveva detto
esattamente cos). Quindi usc dalla porta e attravers il giardino
cos in fretta che riuscivo a malapena a stargli dietro. Passammo
per la periferia della citt e gli indicai la strada del fiume. Prosegu
da solo, senza neanche un cenno. E poi credo che si sia ricordato
l'educazione, perch si  voltato ed  tornato indietro.
Nick, ti sono obbligato. Forse in passato non sono stato troppo
gentile con te, ma non dimenticher quel che hai fatto stanotte!
Oh, puh! Quanto a questo, Ken, nemmeno io mi dimentico tutto quello che hai fatto.
Be', comunque ti sono obbligato ripet.
Diamine,  stato veramente un piacere risposi. Veramente un piacere, su questo non ci piove.
...
.
...
CAPITOLO 8.
...
.
...
Ken si present il mattino dopo all'ora di colazione, stravolto e
pallido come uno straccio. Ma scombussolato com'era, riusc comunque
a rivolgere un sacco di complimenti a Myra e a dire qualche
parola gentile a Lennie, cos lei lo tratt abbastanza bene. Non
benissimo, perch sapeva che aveva trascorso la notte al bordello
(cio l'unico posto dove poteva trascorrerla), ma con tutta la gentilezza
che una signora pu usare a un uomo in simili circostanze.
Continuava a insistere per fargli mangiare qualcosa e Ken continu
a rifiutare con tante grazie, dicendo che non prendeva quasi
mai niente al mattino, a parte un pochino di caff, che era tutto ci
che desiderava in quel momento.
Devo stare attento alla linea, signora. Non ho una figura naturalmente
snella come lei e il suo bel fratello.
Lennie ridacchi e sputacchi verso di lui; compiaciuto, sapete.
Myra arross e gli disse che era un grande adulatore.
Io? Io adulare una donna? disse Ken. Diamine, non si  mai sentito!
Oh, via! So di non avere una figura proprio perfetta.
Be', forse no, ma  perch non  ancora completamente sviluppata
continu Ken. Lei  ancora una ragazzina.
Ih, ih ridacchi Myra. Lei  proprio tremendo!
Aspetti solo di rimpolparsi un po'. Aspetti di avere l'et di suo fratello.
Be', gente, menzogne come quelle possono spompare un uomo
anche quando sta bene. E non era certamente il caso di Ken.
Andava avanti solo per abitudine, e dalla faccia sembrava che non
ce la facesse quasi pi. Per fortuna, Myra sembr accorgersi proprio
allora che si stava comportando in modo un po' troppo amichevole
con Ken, dandogli troppa corda. Sicch di colpo si irrigid
e cominci a sparecchiare. Ken disse grazie e arrivederci, e io lo portai di sotto nel mio ufficio.
Gli passai una bottiglia da un litro di whisky di mais bianco. Ne
prese un sorso lunghissimo, rest senza fiato, deglut e si appoggi
allo schienale della sedia. Il sudore gli sgorgava dalla fronte.
Rabbrivid da capo a piedi e la faccia gli si fece pi bianca di qualche tono.
Per un momento pensai che stesse per sentirsi male alla grande;
tutte quelle bugie e sviolinate a Myra erano state troppo, per
lui. Poi, a un tratto, la sua faccia riprese colore e smise di sudare
e tremare. E trasse un lungo, profondo sospiro.
Miseriaccia! disse piano. Ne avevo proprio bisogno.
Uno non pu montare a cavallo con una staffa sola dissi.
Prendine un altro, Ken.
Be', miseriaccia disse. Miseriaccia, Nick, s, chi se ne importa.
Prese ancora un paio di sorsi, svuotando pi o meno met della
bottiglia. Poi disse che forse era meglio andarci un po' pi piano.
E gli consigliai di fare con calma, visto che mancavano ancora
un paio d'ore prima che arrivasse il treno per tornare a casa.
Restammo l seduti per un paio di minuti, senza dirci granch.
Mi guardava e distoglieva lo sguardo, e gli si dipingeva in faccia
un'espressione tra il timido e l'allusivo.
Gran bel ragazzo, tuo cognato disse. Veramente un gran
bel ragazzo.
Ed  un idiota risposi. Comunque, di certo non ha tutte le
rotelle a posto.
Ken annu e disse che s, se n'era accorto. Ma forse questo non
fa troppa differenza, per un certo tipo di donna, sai, Nick? Magari
una donna molto pi vecchia di lui. Una donna che sia decisamente
brutta e decisamente destinata a rimanerlo.
Be', non saprei proprio. Non direi che hai torto ma nemmeno
che hai ragione.
Be', forse  perch non sei troppo sveglio. Diamine, scommetto
che proprio in questa citt c' una donna che preee-ferisce Lennie
a un tipo come te. Non dico che anche tu non sei un gran bel tipo,
ma probabilmente non hai il pendaglio lungo quanto lui... Dicono
che questi idioti sono attrezzati come stalloni. E comunque...
Be', insomma, non saprei lo interruppi. Finora nessuna si 
lamentata, in quel settore.
Stai zitto quando parlo! esclam Ken. Stai zitto e magari imparerai
qualcosa! Stavo per dire che anche se foste uguali in tutto
il resto, e ne dubito fortemente nel tuo caso, perch tutti quegli idioti
hanno un uccello che ci potresti saltare la corda, ma... ma a parte
questo, forse una donna preferirebbe comunque che fosse un imbecille
a darci dentro con lei, piuttosto che uno normale, capisci cosa
voglio dire? Pu dargli tutti gli ordini che vuole. Pu essere una
megera dell'altro mondo e cattiva il doppio, e continuare a procurarsi
quello che le serve.
Mi grattai la testa e dissi che be', forse era vero, ma continuavo
a pensare che aveva torto riguardo a Lennie. So per certo che nessuna
donna in questa citt sa cosa farsene di lui. Fanno finta, per
tenersi buona Myra, ma so che tutte quante lo odiano a morte.
Tutte quante?
Tutte quante. Tranne Myra, naturalmente. Sua sorella.
Ken sbuff e si pass la mano sulla bocca. Poi riprese il controllo di se stesso, diciamo, e ricominci a parlare un po' pi lentamente.
Ma ancora non riusciva a cambiare argomento.
Non c' una grossa somiglianza tra Lennie e tua moglie. Non capiresti proprio che sono fratello e sorella, se non te lo dicesse qualcuno.
Gi, credo di s risposi. Non posso dire di averci mai pensato su.
Ma ci avevo pensato su. Sissignore, ci avevo pensato parecchio.
Conoscevi Lennie prima di sposarti? Sapevi che avresti avuto
un idiota come cognato?
Be', no, non lo sapevo. Non sapevo neanche che Myra avesse
un fratello, prima. Per me  stata proprio una sorpresa.
Ah! Ken sbuff. Be', non ti stupire se un giorno o l'altro avrai
un'altra sorpresa, Nick. Nossignore, non ti stupire per niente.
Cosa? Che vuoi dire, Ken?
Scosse la testa, senza rispondermi, e scoppi a ridere. Mi misi a ridere con lui.
Perch era proprio ridicolo, vedete. Io ero ridicolo. E magari
non potevo farci niente in quel momento, ma immaginavo che un bel giorno avrei potuto.
Ken prese ancora un paio di lunghi sorsi. Mi alzai e dissi che
forse era meglio andare.  una bella passeggiata da qui alla stazione,
e voglio presentarti un po' di gente. Sar una festa per loro
conoscere uno sceriffo come te, di una grande citt!
Be', diamine, ci scommetto comment Ken, mentre si alzava
barcollando. Probabile che non gli capiti tutti i giorni di incontrare
un vero uomo in un pisciatoio di citt come questo.
Digli come hai sistemato quei due ruffiani suggerii. Resteranno
a bocca aperta a sentire come hai affrontato due ruffiani
tutto da solo e gli hai dato quel che si meritavano.
Mi guard battendo le palpebre come un gufo. Quali ruffiani,
disse, di che diavolo porco stavo parlando, comunque? I ruffiani
di cui l'avevo avvisato ieri notte, dissi, quei due che di sicuro avrebbero
cercato di dargli qualche seccatura.
Eh? fece. Cosa? Davvero mi hai detto una roba del genere?
Non vorrai dire che gliel'hai fatta passare liscia? dissi. Ken
Lacey si  lasciato infangare da un paio di miserabili ruffiani?
Ah! Cosa? Si strofin una mano sugli occhi. Chi dice che mi
son fatto infangare dai ruffiani?
Lo sapevo che non era vero! dissi dandogli una pacca sulle
spalle. Non Ken Lacey, il tutore dell'ordine pi coraggioso, pi in
gamba di tutto lo Stato.
Be'. Uh, parole pi che sacrosante, Nick. Sicuro, su questo
non ci piove!
Non avrei mai lasciato andare nessuno laggi, ieri notte. Ma
sapevo che tu potevi affrontare quei ruffiani anche se ti attaccavano
con pistole e coltelli. Sapevo che gli avresti fatto desiderare di
non essere mai nati.
Ken prese un'aria solenne, come fa quel tipo nei film, William
S. Hart. Allarg le spalle e si raddrizz, per quel poco che poteva,
con il whisky che gli faceva tremolare le gambe.
Che cosa gli hai fatto, Ken? Com' che li hai messi a posto,
poi?
Uh, be', li ho sistemati, ecco. Mi diede una strizzatina d'occhio
sbilenca. Sai, io... hic!... li ho sistemati.
Bene. Li hai sistemati sul serio, Ken?
Miseriaccia, come no. Quei due ruffiani non daranno pi fastidio
a nessun bianco!
Cominci a guardarsi attorno in cerca della bottiglia di whisky.
Gli indicai che ce l'aveva in mano, cos diede ancora un paio
di sorsi, poi sollev la bottiglia alla luce.
Per la miseria! Che io sia dannato se non ho bevuto quasi un
intero litro di whisky!
Che diamine, e allora? dissi. Non si vede per niente. E il
buffo era che all'improvviso non si vedeva pi tanto.
L'avevo gi visto ubriaco, e sapevo che effetto gli faceva il whisky.
Con una quantit relativamente piccola di torcibudella, diciamo
una pinta, si sbronzava come una scimmia. Si vedeva, voglio
dire. Ma quando superava quella certa quantit - e fino a un certo
limite,  chiaro - sembrava tornare sobrio. Smetteva di barcollare,
di smozzicare le parole, di fare il fesso in generale. Dentro era
ancora ubriaco marcio, ma a guardarlo non te ne saresti mai accorto.
Fin il whisky e ci incamminammo verso la stazione. Lo presentai
a tutti quelli che incontravamo, cio una gran parte della popolazione,
e lui gonfiava il petto e raccontava a tutti di come aveva
sistemato i due ruffiani. O meglio, diceva solo di averli sistemati.
Non importa come diceva. Non ci pensate, al come. Poi
annuiva e faceva di s con la testa, e tutti quanti restavano piuttosto
impressionati.
Ci fermammo a parlare con cos tanta gente che arrivammo in
stazione appena un paio di minuti prima che partisse il treno. Gli
strinsi la mano e poi, prima di rendermi conto che lo stavo facendo,
mi misi a ridere forte.
Mi lanci un'occhiata sospettosa; chiese di cosa stessi ridendo.
Niente, stavo solo pensando a quanto  stato buffo che tu sia
piombato qui stanotte. Convinto che potevo avere ammazzato
quei ruffiani.
Gi fece con un ghigno acido  buffo. Figurarsi un tipo come
te che ammazza qualcuno.
Non riesci a immaginarlo, vero, Ken? Non ci riesci proprio, eh?
Certo che no, disse, e su questo non ci pioveva. Se ci avessi riflettuto,
invece di lasciarmi rompere l'anima da quel dannato
Buck...
Ma sarebbe facile immaginare che li hai ammazzati tu, vero,
Ken? Ammazzare non sarebbe un problema, per te.
Cosa? reag. Come sarebbe, per me...
In effetti, nessuno avrebbe bisogno di immaginare niente, vero?
L'hai praticamente ammesso di fronte a decine di persone.
Mi guard battendo le palpebre. Poi la faccia gli si inond di
nuovo di sudore e un rivolo di saliva gli col dall'angolo della bocca.
E c'era paura nei suoi occhi.
Finalmente ci era arrivato, a capire in che situazione si era ficcato.
L'idea era penetrata attraverso un litro di torcibudella, fino
a colpirlo sul vivo e asciugarlo tutto d'un botto.
Ma... ma, accidenti a te! Erano solo chiacchiere! Lo sai benissimo,
per la miseria! Non li ho neanche visti, quei ruffiani, stanotte!
Nossignore, ci scommetto sorrisi. Ci scommetto un milione
di dollari, che non li hai visti.
T-tu... Deglut. Vuoi d-dire che li hai davvero amm...
Voglio dire, so che sei un uomo sincero dissi. Se dici che non
hai visto quei ruffiani, io so che non li hai visti. Ma qualcun altro
potrebbe pensarla diversamente, non ti pare, Ken? Se i corpi di
quei ruffiani dovessero saltar fuori da qualche parte, tutti penserebbero
che li hai ammazzati tu. Difficile pensare ad altro, date le
circostanze.
Imprec e scatt verso di me. Rimasi dov'ero, sorridendogli, e
lasci cadere lentamente la mano lungo il fianco.
Esatto, Ken annuii. Esatto. Non puoi fare altro che sperare.
Spera solo che se davvero qualcuno ha ucciso quei ruffiani, nessuno
scopra mai i loro corpi.
Il treno era in arrivo.
Aspettai finch non si fu fermato e poi, visto che Ken pareva
troppo annebbiato per farlo da solo, lo aiutai a salire.
Un'altra cosa, Ken dissi, e si volt sullo scalino per guardarmi.
Sarei molto gentile con Buck, se fossi in te. Mi son fatto questa
stramba idea che tu non gli piaci troppo, a dire il vero, perci
di sicuro non insisterei a dirgli di grattare merde di cavallo coi passeri.
Si volt di nuovo e sal la scaletta.
Me ne tornai in citt.
...
.
...
CAPITOLO 9.
...
.
...
Da qualche tempo pensavo che fosse ora di fare un po' di campagna
elettorale, visto che tanto per cambiare il mio avversario
era un osso piuttosto duro. Ma ritenevo che fosse gi successo abbastanza
per una mattina sola, con la faccenda delle spacconate
di Ken; e comunque, stavolta non avevo nessun piano d'azione.
Prima, avevo sempre fatto girare la voce che ero contro questo
e quello, roba come i combattimenti dei galli e il gioco d'azzardo
e il whisky e cos via. Perci i miei avversari pensavano che era
meglio se si dichiaravano contrari anche loro, ma contrari il doppio
di me. E io glielo lasciavo fare tranquillamente. Quasi tutti sono
capaci di fare un discorso meglio di me e chiunque pu essere
pi contrario o pi favorevole di me a qualcosa. Perch io di opinioni
molto forti non ne ho, su niente. Non pi, comunque.
Be', a ogni modo, quando arrivava il momento di votare, sembrava
che uno non si sarebbe potuto pi divertire, se i miei avversari
fossero stati eletti. In pratica l'unica cosa che uno avrebbe potuto
fare senza venire arrestato era bere bibite analcoliche e forse
baciare la moglie. E l'idea non piaceva a nessuno, mogli comprese.
Perci, tutto sommato, cominciavo ad andar abbastanza bene
alla gente. Il niente sembrava meglio di qualcosa, in questo caso,
perch bastava ascoltarmi e guardarmi un po' per capire che non
ero particolarmente contrario a nulla, tranne che a perdere il lavoro,
inoltre sembrava che non ero abbastanza intraprendente da
fare qualcosa, se pure avessi voluto. Lasciavo semplicemente che
le cose procedessero come avevano sempre fatto, perch non serviva
a granch cercare di cambiarle. E alla conta dei voti, ero ancora
sceriffo.
Non dico che non ci fosse un sacco di gente a cui piacevo davvero.
Ce n'era, gente con cui ero cresciuto e che mi conosceva come
un tipo simpatico e cordiale sempre pronto a fare un favore se
non c'era da svuotarsi troppo le tasche o da offendere qualcun altro.
Ma mi sembrava di non avere pi tanti amici come una volta.
Persino quelli che avevo aiutato, soprattutto quelli, a quanto pareva,
non erano pi cordiali come prima. Sembrava quasi che volessero
farmi pesare il fatto che non ero stato pi severo con loro.
E non sapevo proprio cosa farci, visto che non avevo mai preso
davvero l'abitudine di fare qualcosa, e non sapevo come fare a farmi
rieleggere. Ma sapevo che avrei dovuto fare qualcosa. Dovevo
far qualcosa o pensare qualcosa di completamente diverso da
quello che mi ero inventato in passato. Altrimenti entro l'autunno
sarei rimasto disoccupato.
Uscito dalla stazione voltai l'angolo e presi la Main Street. Poi feci
dietrofront e cominciai a svignarmela, perch c'era un baccano
del diavolo un paio di isolati pi in l e un sacco di gente accalcata
sul marciapiede. Pareva che ci fosse una rissa di qualche tipo, e
questo significava che era meglio levarmi di torno, prima di dover
arrestare qualcuno e magari per giunta farmi anche male.
Feci per defilarmi voltando di nuovo l'angolo; poi, chiss perch,
mi bloccai e tornai a dirigermi verso la gazzarra.
Non era proprio una rissa come temevo. Solo Tom Hauck che
picchiava un tale di colore, un certo Zio John. A quanto pareva,
Tom stava uscendo dal negozio di ferramenta con una scatola di
cartucce per il suo fucile da caccia quando Zio John gli era andato
a sbattere contro o viceversa. Comunque le cartucce gli erano
cadute e qualcuna era finita nel fango della strada. Ed ecco perch
aveva agguantato il tipo di colore e si era messo a picchiarlo.
Mi insinuai tra di loro e dissi a Tom di smetterla.
Mi sentivo un po' strano a farlo, perch Tom era il marito di
Rose Hauck, la ragazza che era tanto generosa con me. Credo che
uno si senta sempre un'po' strano in una situazione come quella;
colpevole, voglio dire, come se dovesse essere pi indulgente che
pu. A parte questo, Tom era molto pi grosso di me (i cattivi sono
sempre pi grossi di me) ed era pure mezzo sbronzo.
In pratica, Tom non faceva altro che sbronzarsi e andare a caccia.
Sua moglie, Rose, faceva la maggior parte del lavoro della fattoria
quando non era costretta a letto dalle botte di Tom. Tom stabiliva
i compiti per lei prima di partire per una battuta di caccia.
Di solito erano pi di quanto un uomo robusto e un ragazzo insieme
avrebbero potuto fare, ma se Rose non li portava a termine
per quando lui tornava, per lei erano botte.
Ora spinse il suo faccione rosso contro il mio e mi chiese che
diavolo mi immischiavo a fare.
Vuoi dirmi che un bianco non pu frustare un negro se ne ha
voglia? Vuoi dirmi che c' una legge che lo proibisce?
Be' risposi questo non lo so. Non sto dicendo che c', e non
sto dicendo che non c'. Ma c' una legge che proibisce di disturbare
la quiete pubblica, ed  quello che stai facendo.
E allora lui non ha disturbato la mia quiete? Che mi dici di
questo, eh? Un dannato negro puzzolente quasi mi sbatte gi dal
marciapiedi e fa cadere le mie cartucce!
Be', insomma, quanto a questo c' una certa variet di opinioni.
Sembra che forse sei andato tu a sbattere addosso a lui, e non
lui addosso a te.
Tom strill chiedendo che diavolo di differenza faceva, comunque?
Toccava al negro stare attento al bianco e tenersi fuori dai piedi.
Chiedi pure a chiunque disse, guardando la folla intorno.
Non  vero, gente?
Qualcuno disse:  vero, Tom e ci fu un piccolo mormorio di
assenso. Un mormorio non proprio convinto, perch a nessuno
piaceva granch Tom, anche se dovevano prendere le sue parti
contro uno di colore.
Mi sembrava che in realt fossero dalla mia parte, invece. Non
dovevo fare altro che spostare un po' la questione, come fosse tra
me e lui invece che tra un bianco e un nero.
Dove l'hai presa quell'asse con cui lo picchiavi? domandai.
Mi sembra che sia venuta fuori dal marciapiedi.
E allora, se anche fosse? disse Tom. Ti aspetti che tocchi un
negro con le mani?
Adesso lasciamo perdere questo. Il punto  che non hai il diritto
di picchiarlo usando una propriet pubblica. Metti che rompi
l'asse, che si fa? Allora questi onesti contribuenti, qui, devono
pagarne una nuova. Metti che arriva uno e ficca il piede in quello
spazio vuoto nel marciapiedi? Questi contribuenti dovrebbero
pagare i danni.
Tom aggrott la fronte e imprec, guardando in modo truce la
folla attorno. Non c'era neanche una faccia amichevole, cos imprec
ancora un po' e disse d'accordo, allora, al diavolo quell'asse.
Avrebbe preso le briglie del suo cavallo e avrebbe picchiato Zio
John con quelle.
No-no dissi. Non credo che lo farai. Non adesso, comunque.
E chi mi fermer? Che diavolo vuol dire, che non lo far adesso?
Vuol dire che Zio John adesso non c' spiegai. Sembra che
forse si  stancato di aspettarti.
La bocca di Tom si spalanc e lui si guard freneticamente attorno.
Tutti quanti si misero a ridere, perch naturalmente Zio
John se l'era filata, e l'espressione sulla faccia di Tom era uno spettacolo.
Si mise a inveire contro di me, e contro la folla. Poi mont sulla
sua giumenta e se ne and, battendole gli speroni nei fianchi
cos forte da farla nitrire di dolore.
Rimisi a posto l'asse del marciapiedi pestandoci su. Robert Lee
Jefferson, il padrone del negozio di ferramenta, cattur il mio
sguardo e mi fece cenno di entrare. Andai e lo seguii nel suo piccolo
ufficio sul retro.
Robert Lee Jefferson era il procuratore della contea, oltre che il
padrone del negozio, visto che quell'attivit non lo impegnava tanto
da interferire con il suo compito. Mi misi a sedere e mi disse che
avevo gestito proprio bene la situazione con Tom Hauck, e che sicuramente,
d'ora in avanti, Tom avrebbe avuto molto rispetto per
la legge e l'ordine.
In effetti, immagino che l'intera citt ce l'avr, non credi,
Nick? Tutti quei nobili contribuenti che hanno osservato il modo
in cui hai mantenuto la quiete pubblica.
Credo che tu voglia dire proprio il contrario di quello che stai
dicendo. Allora cosa pensi che avrei dovuto fare, Robert Lee?
Diamine, avresti dovuto arrestare Hauck, naturalmente!
Sbatterlo in galera! Sarei stato felicissimo di sostenere l'accusa.
Ma per cosa potevo arrestarlo? Non certo perch pestava uno
di colore.
Perch no?
Oh, avanti dissi. Avanti, Robert Lee. Non parlerai sul serio,
vero?
Abbass lo sguardo sulla sua scrivania, esitando per un momento.
Be', forse no. Ma ci sono altri reati di cui avresti potuto accusarlo.
Ubriachezza in pubblico, per esempio. O caccia fuori stagione.
O percosse alla moglie. O, ehm...
Ma Robert Lee, queste cose le fanno tutti. Un mucchio di gente,
comunque.
Davvero? Non mi sono accorto che qualcuno di loro sia stato
portato in tribunale per essere processato.
Ma non posso arrestare tutti quanti! O quasi tutti.
Stiamo parlando di un uomo in particolare. Un maligno, buono
a nulla, ubriacone, infingardo delinquente che picchia sua moglie.
Perch non ne hai fatto un esempio per altri uomini dello stesso
tipo?
Risposi che non sapevo bene cosa dire, dato che la metteva cos.
Non sapevo; ma ci avrei riflettuto su, e se avessi trovato una risposta,
gliel'avrei data.
La conosco gi, la risposta ribatt, secco. Chiunque abbia
un minimo di sale in zucca la conosce. Sei un vigliacco.
Insomma, non so se direi cos risposi. Non sto dicendo che
non sono un vigliacco, ma...
Se hai paura di fare il tuo lavoro di persona, perch non ti
prendi un vice? La contea ha dei fondi stanziati per questo.
Oh, ma io ho gi un vice: mia moglie. Ho nominato Myra mia
vice, cos pu fare lei il lavoro al posto mio.
Robert Lee Jefferson mi fiss con aria cupa.
Nick, pensi veramente di poter continuare a fare come hai fatto
finora? Vale a dire assolutamente niente. Pensi davvero di poter
continuare a prendere bustarelle e derubare la contea, senza
fare niente per guadagnarti lo stipendio?
Be', non vedo che altro posso fare, se voglio restare in carica.
Ho ogni genere di spese, di cui gente come te e il giudice della contea
e cos via non dovete preoccuparvi. Io sono sempre sotto gli
occhi di tutti, incrocio centinaia di persone mentre voialtri ne vedete
solo una ogni tanto. Se uno finisce nei guai, be', sono io che
ce lo mando; a voi vi vedono soltanto dopo. Se uno ha bisogno di
un dollaro in prestito, viene da me. Tutte le signore della chiesa
vengono da me a chiedere un'offerta, e...
Nick...
Do un gran barbecue tutte le sere il mese prima delle elezioni.
Se viene uno, vengono tutti. Devo comprare regali quando nascono
i bambini, devo...
Nick! Nick, ascoltami! Robert Lee sollev una mano. Non
devi fare tutte queste cose. La gente non ha il diritto di aspettarsele
da te.
Magari non hanno il diritto, questo te lo concedo. Ma quello
che hanno il diritto di aspettarsi e quello che si aspettano non sono
esattamente la stessa cosa.
Fa' il tuo lavoro e basta, Nick. Fallo bene. Mostra alla gente
che sei onesto, intrepido e lavoratore, e non dovrai fare nient'altro.
Scossi la testa e dissi che non potevo. Proprio non posso, Robert
Lee, su questo non ci piove.
No? Si appoggi allo schienale. E per quale motivo non
puoi, di grazia?
Per un paio di ragioni risposi. Tanto per cominciare, io non
sono veramente coraggioso, lavoratore e onesto. E per dirne un'altra,
gli elettori non vogliono che lo sia.
E cosa te lo fa pensare, si pu sapere?
Mi hanno eletto, no? Continuano a eleggermi.
Questo  un ragionamento piuttosto specioso disse Robert
Lee. Forse si fidavano di te e gli piacevi. Ti hanno dato tutte le occasioni
per far bene. Ed  meglio che tu lo faccia molto in fretta,
Nick. Si chin in avanti e mi batt un dito sul ginocchio. Ti sto
parlando da amico. Se non ti dai una raddrizzata e non fai il tuo
lavoro, per quest'autunno sarai fuori.
Pensi davvero che Sam Gaddis sia cos forte, Robert Lee?
Lo , Nick. N pi, n meno. Sam  praticamente tutto quello
che tu non sei, scusami se lo dico, e agli elettori piace.  meglio
che ti dai da fare, altrimenti quello ti straccia.
Ah-ha! esclamai. Uhm-mmm! Ti dispiace se uso il tuo telefono,
Robert Lee?
Mi disse accomodati pure, e chiamai Myra. Le dissi che andavo
gi a casa di Rose a darle una mano nelle faccende, in modo
che Tom non la picchiasse quando tornava a casa. Myra disse che
andava benissimo, essendo lei e Rose tanto amiche (almeno cos
credeva lei) e mi disse di restare quanto volevo.
Riattaccai. Robert Lee Jefferson mi stava fissando come se fossi
completamente impazzito. Nick fece, agitando le mani non hai
sentito una parola di quello che ho detto?  questa la tua idea di fare
il tuo lavoro, andare a sfaccendare alla fattoria degli Hauck?
Ma Rose ha bisogno d'aiuto. Non starai mica dicendo che aiutarla
 sbagliato.
Certo che no!  gentile da parte tua volerla aiutare;  una delle
tue buone qualit, il modo in cui sei sempre disposto ad aiutare la
gente. Ma... ma... Sospir e scosse il capo stancamente. Aaah,
non capisci, Nick? Non  compito tuo fare questo genere di cose.
Non  per questo che ti pagano. Ed  ora di cominciare a fare quello
per cui ti pagano, altrimenti Sam Gaddis ti batter!
Mi batter? Oh, vuoi dire alle elezioni?
Certo che voglio dire alle elezioni! Di che diavolo altro abbiamo
parlato finora?
Be', ci ho pensato su dissi. Ci ho pensato su parecchio, Robert
Lee, e credo di aver trovato un trucchetto per battere il vecchio
Sam.
Un trucchetto? Vuoi dire un qualche espediente?
Be', puoi anche chiamarlo cos risposi.
M-ma... ma... Sembrava di nuovo sul punto di esplodere. Ma
perch, Nick? Perch non fare semplicemente il tuo lavoro?
Be', anche a questo ho pensato parecchio. Sissignore, ci ho
pensato su proprio tanto. A un certo punto mi ero quasi convinto
che dovevo veramente cominciare ad arrestare la gente, e in generale
a comportarmi come uno sceriffo. Ma poi ci ho pensato ancora
un po' e ho capito che non dovevo fare niente del genere.
Ma, Nick...
Perch la gente non vuole che io lo faccia. Magari pensano di
volerlo, ma non  vero. Vogliono soltanto che io dia loro qualche
scusa per votarmi di nuovo.
Ti sbagli, Nick. Robert Lee scroll la testa. Ti sbagli di grosso.
Te la sei cavata con i trucchetti in passato, ma stavolta non funzioneranno.
Non contro un uomo veramente a posto come Sam
Gaddis.
Be', dissi, c'era solo da aspettare e vedere, e lui mi rivolse un'occhiata
tagliente.
Per caso ti sei messo in testa che Sam Gaddis non  un braVuomo?
 cos, Nick? Posso dirti subito che se ti sei messo in testa
di trovare del fango da gettargli addosso...
Non mi sono messo in testa niente del genere risposi. Non
potrei gettar fango su Sam neanche se volessi, perch di fango non
ce n'.
Bene. Sono contento che tu te ne renda conto.
Nossignore. So che Sam  un brav'uomo come pochi. Ecco
perch non riesco a capire come sono cominciate tutte queste storie
su di lui.
Oh, benissimo. Io... cosa? Mi fiss allibito. Quali storie?
Vuoi dire che non le hai sentite?
Certo che no! Allora, quali sarebbero queste storie?
Feci come per dirglielo, ma poi mi fermai e scossi la testa. Non
le voglio ripetere. Se non le hai sentite, di sicuro non le sentirai da
me. Nossignore!
Si guard attorno rapidamente e si chin in avanti, abbassando
la voce. Dimmelo, Nick. Giuro che non ripeter una sola parola.
Non posso. Non posso proprio, Robert Lee. Non sarebbe giusto,
e poi non c' motivo. Che differenza fa se la gente va in giro a
diffondere un mucchio di storiacce su Sam, dal momento che sappiamo
che non sono vere?
Senti, Nick...
Ti dico che cosa far. Quando Sam si alza per fare il suo primo
discorso elettorale, la domenica che viene, io sar proprio l
sulla tribuna accanto a lui. Ha il mio sostegno morale al mille per
cento, ecco cosa dir. Perch so che non c' neanche una parola di
vero in tutte quelle storiacce schifose che girano su di lui!
Robert Lee Jefferson mi segu alla porta d'ingresso, cercando di
convincermi a dirgli di che storie si trattava. Io continuavo a rifiutarmi,
naturalmente, e il motivo principale era che non avevo mai
sentito nessuno dire una cattiva parola su Sam Gaddis in vita mia.
Nossignore ribadii uscendo dalla porta. Proprio non le ripeter.
Se vuoi sentire malignit su Sam dovrai fartele raccontare da qualcun altro.
Chi? domand impaziente. A chi dovrei chiedere, Nick?
A chiunque. Praticamente a chiunque risposi. C' sempre gente disposta a gettar fango su un brav'uomo, anche senza nessun fondamento!
...
.
...
CAPITOLO 10.
...
.
...
Presi il mio cavallo e il calesse dalla scuderia e uscii dalla citt.
Ma ci avrei messo un po' prima di andare a trovare Rose Hauck.
Prima dovevo sbrigare una certa faccenda con Tom, una faccenda che in un certo senso era un piacere, non so se mi spiego, e la sua zona di caccia preferita era a circa un'ora di viaggio.
Era l, a una trentina di metri dalla strada, e stava cacciando come
suo solito. Seduto con la schiena appoggiata a un albero e il fucile
a un altro, a tracannare whisky da un boccale, inghiottendo pi veloce che poteva.
Mentre mi avvicinavo si gir e mi chiese che diavolo ci facevo
l. Poi spalanc gli occhi e cerc di alzarsi in piedi e mi chiese che
diavolo pensavo di fare con il suo fucile.
Cominciamo dal principio risposi. Una cosa che faccio da
queste parti  andare a far visita a tua moglie. Tra poco mi infiler
nel letto con lei e mi dar quello che tu sei sempre stato troppo
dannatamente incapace per ottenere da lei. Come faccio a sapere
che lo dar a me? Perch lo fa da tanto tempo. Praticamente tutte
le volte che tu eri qua, sbronzo come un birillo, troppo stupido per
apprezzare quella cosa cos bella che avevi.
Si mise a imprecare prima che avessi finito di dire l'ultima parola,
tirandosi su contro il tronco dell'albero e riuscendo finalmente
ad alzarsi, traballante. Fece un passo barcollante verso di me e
portai il fucile alla spalla.
La seconda cosa che far dissi  qualcosa che avrei dovuto
fare da molto tempo. Ti ficcher tutt'e due le canne di questo fucile
dritto in quelle tue stupide, puzzolenti budella.
E cos feci.
Il colpo non lo uccise subito, anche se stava morendo in fretta.
Volevo che restasse vivo per qualche secondo, in modo da sentire
i tre o quattro rapidi calci che gli mollai. Magari penserete che
non  stato proprio carino prendere a calci un moribondo, e forse
avete ragione. Ma era da tanto che avevo voglia di prenderlo a calci,
e fino a quel momento non era mai sembrato prudente farlo.
Dopo un po' lo lasciai l, a indebolirsi sempre pi. A contorcersi
in una pozza fatta del suo sangue e delle sue budella. E poi a
smettere di contorcersi.
Andai alla fattoria degli Hauck.
La casa era molto simile alla maggior parte delle fattorie che si
vedono in questa zona, a parte il fatto che era un po' pi grande.
Una baracca col tetto spiovente, con una sola lunga stanza sul davanti
e tre stanze con la parete inclinata sul retro. Era di legno di
pino, naturalmente, e non era dipinta. Perch tra il sole rovente e
l'alto grado di umidit, quaggi  praticamente impossibile mantenere
le case tinteggiate. Almeno,  cos che dice la gente, e anche
se non  vero,  una gran bella scusa per fare i fannulloni. Il terreno,
non meno di centosessanta acri, era dei migliori che si possono
trovare.
Era quella terra argillosa, ricca e nera che si trova nelle pianure
fluviali, cos fina e dolce che quasi la puoi mangiare, e cos profonda
che non si esaurisce, come succede a tanto terriccio superficiale
del sud. Si potrebbe dire che quella terra somigliava molto a Rose,
naturalmente buona, buona nel profondo, ma Tom aveva fatto
del suo meglio per rovinarla, come con sua moglie, del resto. Non
c'era riuscito perch entrambe avevano troppe buone qualit. Ma
tanto la terra quanto lei erano ben lontane dall'essere come erano
state prima che lui ci mettesse le mani.
Quando arrivai stava zappando le patate dolci e mi venne incontro
di corsa dai campi, ansimando e scostandosi i capelli zuppi
di sudore dagli occhi. Caspita, era proprio graziosa; questo,
Tom non era riuscito a cambiarlo. E aveva proprio una bella figura.
Tom non era riuscito a rovinare nemmeno il suo corpo, anche
se sicuramente ci si era messo d'impegno. Quello che aveva cambiato
era il modo di pensare di Rose, maligno e duro, e il suo modo
di parlare. Quando non doveva stare in guardia, parlava male
praticamente quanto lui.
Per la miseria, tesoro disse, dandomi una rapida stretta e tornando
subito a fare un passo indietro. Dannazione, dolcezza
mia, oggi non posso proprio fermarmi. Quel figlio di puttana di
Tom mi ha dato troppo lavoro da fare.
Oh, avanti ribattei. Un paio di minuti puoi riposare. Ti aiuter
io dopo.
Porca miseria, disse, se anche avesse avuto sei uomini ad aiutarla,
non sarebbe servito a niente. Non ce l'avrebbe fatta comunque.
Lo sai che ti voglio, tesoro disse. Sono pazza di te, bambolotto,
lo sai. Se non fosse per tutto questo dannato lavoro...
Be', non so dissi, decidendo di prenderla un po' in giro. Non
sono mica tanto sicuro che mi vuoi davvero. Se mi volessi, credo
proprio che potresti darmelo, un minuto o due.
Ma non sarebbe un minuto o due, amore! Lo sai anche tu!
Perch no? Non ci vuole pi di tanto per sbaciucchiarti un
po', darti un paio di strizzatine e...
N-no! mugol, turbata. Non dire queste cose! Io...
Insomma, probabilmente avrei anche il tempo di tenerti sulle
ginocchia continuai. Con il vestito tirato un po' su, cos potrei
sentire come sei calda e morbida quando ti siedi. E magari potrei
tirarti un pochino gi il vestito da sopra, fartelo scivolare dalle
spalle, cos potrei vedere quelle belle cosine che hai sotto, e...
Smettila, Nick! Io... Lo sai cosa mi succede, e... Non posso!
Non posso proprio, tesoro!
Insomma, non credo neanche che dovrei toglierti completamente
il vestito dissi. Cio, non  veramente necessario, quando
si viene al dunque. Con una bambolina bella soda come te, uno
non deve fare praticamente niente, a parte...
Mi interruppe, con un gemito come quello di un cavallo sotto
i colpi degli speroni. Per la miseria! disse. Non me ne frega un
accidenti se quel figlio di puttana mi concia per le feste!
Poi mi afferr la mano e si mise a correre, trascinandomi verso
la casa.
Entrammo, lei sbatt la porta e la chiuse a chiave. Rimase un
momento appoggiata a me, torcendosi e fremendo. Poi si gett
sul letto, rotol sulla schiena e si tir su il vestito.
Che diavolo stai aspettando, tesoro? domand. Avanti, gioia,
per la miseria!
Com' che ti sei sdraiata? Pensavo che ti avrei tenuto sulle ginocchia
e basta.
P-per favore, Nick! Gemette di nuovo. N-non abbiamo
tempo da perdere, perci... per favore, tesoro!
Bene, d'accordo dissi. Ma ho una notizia per te. Una specie
di piccolo segreto. Credo che forse sia meglio se te lo dico prima...
Me ne sbatto del segreto. Scatt verso di me con foga. Non
voglio nessun dannato segreto! Quello che voglio ...
Ma riguarda il povero vecchio Tom. Succede che gli  capitata
una cosa...
Chi se ne frega?  un peccato che quel figlio di puttana non sia
morto, per la miseria! Adesso...
Le dissi che era quello il segreto: Tom era morto. Pare che gli
siano schizzate le budella fuori dalla schiena dissi. Pare che sia
inciampato sul suo fucile mentre era ubriaco, mandandosi al Creatore
da solo.
Mi guard, spalancando gli occhi, muovendo la bocca per cercare
di parlare. Alla fine le parole le uscirono in un sussurro tremante:
Ne sei sicuro, Nick? L'hai ucciso davvero?
Diciamo solo che ha avuto un incidente. Diciamo che il destino
gli ha giocato un tiro crudele.
Ma  proprio morto? Sei sicuro?
Le dissi che certo, ero sicuro. Sicurissimo. Se non lo ,  il primo
uomo vivo che abbia mai visto capace di restare immobile
mentre lo prendono a calci nelle palle.
Gli occhi di Rose si illuminarono come se fosse Natale. Poi torn
a gettarsi tra i cuscini, sganasciandosi dal ridere.
Ges santo, e cos quel fetente figlio di puttana  davvero
morto! Ho chiuso con quel lurido bastardo, finalmente!
Be', gente, sembra proprio cos confermai.
Che vada al diavolo! Vorrei solo esserci stata per prenderlo a
calci io stessa, quel bastardo puttaniere figlio d'un cane! disse,
aggiungendo ancora qualche insulto colorito. Sai cosa mi sarebbe
piaciuto fare a quel lurido bastardo, Nick? Quello schifoso figlio
di puttana, mi sarebbe piaciuto pigliare un attizzatoio rovente
e schiaffarglielo su per il... Ehi, cosa c', tesoro?
Niente. Cio, forse dovremmo mostrare un po' pi di rispetto
per il vecchio Tom, visto che  morto e tutto quanto. Non sembra
tanto giusto disprezzare i morti con tante brutte parole.
Vuoi dire che non dovrei dare del figlio di puttana a quel figlio di puttana?
Be', insomma, non  che sia proprio bello, no? Non  bello per niente.
Rose disse che secondo lei andava benissimo, ma se mi dava fastidio
avrebbe cercato di tenere a freno la lingua. Quel figlio di
puttana ci ha dato abbastanza problemi quando era vivo senza bisogno
di far danni anche dopo. Comunque farei qualsiasi cosa per
farti contento, dolcezza. Tutto quello che vuoi, gioia.
Perch non lo fai, allora? Com' che hai ancora quel vestito addosso?
Miseriaccia disse, guardandosi. Strappa via quest'accidente,
ti spiace, tesoro?
Cominciai a strappare e lei mi aiut a liberarmi dei miei vestiti.
E stavamo proprio arrivando al punto pi interessante, quando
squill il telefono. Rose imprec e disse di lasciar perdere quel maledetto
affare, ma dissi che poteva essere Myra (infatti era lei), cos
raggiunse a gran passi la cucina e rispose.
Parl per un pezzo. O meglio, ascolt Myra parlare. In pratica,
Rose non riusciva a dire altro che roba-da-matti e non-mi-dire, cose
cos. Alla fine disse: Diamine, certo che glielo dico, Myra, cara.
Appena arriva dai campi. E mi raccomando, tu e Lennie abbiate
cura di voi, finch non ci vediamo.
Rose sbatt gi il telefono e torn da me. Le domandai cosa voleva
Myra e lei rispose che poteva aspettare, per la miseria. C'erano cose pi importanti da fare, adesso.
Tipo?
Tipo questo. Questo!
Cos non parlammo pi per un pezzo.
Fino a molto pi tardi, quando fummo sdraiati fianco a fianco,
tenendoci per mano e facendo respiri lunghi e profondi. Poi, finalmente,
si volt a guardarmi in faccia, la testa appoggiata sul gomito,
e mi rifer la telefonata di Myra.
A quanto pare  la giornata delle buone notizie, tesoro. Prima
quel figlio di puttana, Tom, si fa ammazzare, e adesso pare che
sarai rieletto di sicuro.
Ah s? E com', piccina?
Sam Gaddis. Tutta la citt parla di lui. Ehi, sai cos'ha fatto,
Nick?
Non ne ho la pi pallida idea dissi. Ho sempre pensato che
Sam fosse un gran brav'uomo.
Ha stuprato una creatura di due anni, negra, ecco che ha fatto!
Mmmm? Maschio o femmina? domandai.
Femmina, credo. Io... ah, ah... Nick, sei tremendo. Rise e mi
diede una stretta. Ma non  terribile, tesoro? Pensare a un uomo
adulto che si scopa una povera creatura innocente! E questa  solo
una delle cose che ha fatto!
Ma senti. E cio?
Rose disse che Sam aveva anche sottratto a una povera vedova
i risparmi di tutta una vita, e poi aveva ammazzato di botte
suo padre con un ciocco di legno per impedirgli di parlarne.
E questo  solo l'inizio, Nick. Tutti dicono che Sam  penetrato
nella tomba di sua nonna e le ha rubato i denti d'oro dalla bocca.
Hai mai sentito una cosa del genere? E ha ammazzato sua moglie
e poi ha dato il cadavere in pasto ai porci. E...
Ehi, aspetta un momento dissi. Sam Gaddis non  mai stato
sposato.
 solo che non hai mai visto sua moglie. Prima di arrivare qui
era sposato, e l'ha data in pasto ai porci prima che qualcuno venisse
a sapere di lei.
Oh, avanti. E quand' che Sam avrebbe fatto tutte queste
cose?
Rose esit poi disse, be', non sapeva esattamente quando. Ma,
perdio, sapeva che le aveva fatte.
La gente non si inventerebbe storie cos. Non potrebbe!
Davvero?
Diamine, certo che no, tesoro! Comunque, la maggior parte
di queste storie arriva direttamente dalla moglie di Robert Lee
Jefferson, secondo Myra. E stato lui a raccontargliele, e sai che Robert
Lee Jefferson non mentirebbe mai.
Gi. Non sembra proprio, vero?
E dovetti mordermi le labbra per impedirmi di ridere. O magari
di fare il contrario. Perch era una roba di una tristezza maledetta,
non vi pare? Era proprio una situazione infelice.
Naturalmente tutto andava per il meglio, per quanto riguardava
me. Avevo gettato l'esca a Robert Lee Jefferson e lui aveva abboccato.
Aveva fatto esattamente quello che mi aspettavo: se n'era
andato in giro a chiedere alla gente cos'erano quelle storie su Sam.
E cos loro avevano cominciato a chiedere ad altra gente. E in quattro
e quattr'otto, erano saltate fuori risposte a volont; il genere di
schifezze orrende che la gente pu sempre inventarsi, quando
non ce ne sono di vere.
E la cosa mi ha rattristato, sapete? Mi ha veramente buttato gi.
Non potevo fare a meno di desiderare che Robert Lee non avesse
abboccato e non si fosse messo a fare domande. Il che, a sua volta,
aveva sollevato una montagna di porcherie attorno a un
brav'uomo come Sam Gaddis.
Sissignore, veramente avrei quasi voluto che le cose non fossero
andate cos. Anche se Sam era rovinato e io sarei stato rieletto,
cosa ormai praticamente sicura.
A meno che qualcosa andasse storto...
...
.
...
CAPITOLO 11.
...
.
...
Durante la notte piovve, e io dormii veramente bene, come mi
succede quasi sempre quando piove. Verso le dieci del mattino
successivo, mentre facevo una piccola seconda colazione perch alla
prima non avevo mangiato granch, solo qualche uovo, un po'
di frittelle e salsiccia, Rose Hauck chiam al telefono.
Era da un po' che cercava di parlarmi, ma non aveva potuto
perch c'era Myra che spettegolava su Sam Gaddis. Myra le parl
per un paio di minuti, poi me la pass.
Ho paura che sia successo qualcosa a Tom, Nick mi disse Rose,
come se non sapesse cosa gli era capitato. Il suo cavallo  arrivato
a casa senza di lui, stamattina.
Dici davvero? Credi che magari dovrei uscire e mettermi a
cercarlo?
Be', non lo so, Nick esit. Se Tom sta bene, pu essere che
si arrabbi se mando lo sceriffo a cercarlo.
Questo era certo, dissi, sicuro. A Tom non piaceva che nessuno
ficcasse il naso nei suoi affari. Magari si  rintanato da qualche
parte per via della pioggia. Magari sta aspettando che si asciughi
un po' la strada prima di tornare a casa.
Sar andata cos, ci scommetto disse lei con un tono di voce
sollevato. Probabilmente non c'era un riparo per la giumenta,
cos l'ha mandata a casa da sola.
Probabile, sar cos, di sicuro dissi. Dopo tutto, non ti ha
detto che veniva a casa ieri sera, vero?
No, no, non me l'ha detto. Non mi dice mai per quanto tempo
star via.
Be', non ti preoccupare. Non ancora, almeno. Se Tom non viene
a casa entro domani, be', allora comincer a cercarlo.
Myra stava facendo facce e gesti frenetici, come per dire, che sta
succedendo? Le passai il telefono e si misero a cicalare ancora un
po', finch non chiese a Rose di venire a cena da noi. Oh, devi
proprio venire, cara, perch ho novit di ogni genere da raccontarti.
Puoi farti dare un passaggio dal postino verso le quattro, e
dopo ti far riaccompagnare a casa da Nick.
Riattacc, scuotendo la testa e mormorando: Povera Rose,
quella povera, cara, dolce Rose.
Ma Rose non  povera, tesoro. Lei e Tom hanno una gran bella
fattoria.
Oh, chiudi il becco! disse lei. Se tu fossi stato uomo anche
solo un po', avresti fatto qualcosa per mettere a posto Tom Hauck
molto tempo fa! L'avresti sbattuto in galera, dove dovrebbe stare,
invece di lasciarlo libero di picchiare quella sua povera mogliettina
indifesa!
Ma non posso farlo obiettai. Non potrei mettermi in mezzo
tra un uomo e sua moglie.
No, non puoi. Non puoi fare niente! Perch non sei uomo neanche
un po'!
Be', questo non lo so. Non dico che hai torto, ma di sicuro non
dico neanche...
Oh, chiudi il becco! ripet. Lennie  pi uomo di te. Non 
vero, Lennie, tesoro? Gli sorrise. Sei l'uomo forte e coraggioso
della tua Myra, non  vero? Non un vecchio caprone vigliacco come
Nick.
Lennie si mise a ridere sbavando, puntandomi un dito contro.
Caprone vigliacco, caprone vigliacco! Lo sceriffo Nick  un caprone
vigliacco!
Lo guardai, e lui smise di ridere e di indicarmi. Si azzitt completamente
e impallid un poco.
Guardai Myra, e il suo sorriso si gel e scomparve. Ed era pallida
e silenziosa quasi quanto Lennie.
N-nick... Ruppe il lungo silenzio con una risata tremante.
Cosa c' che non va?
Che non va? ripetei.
Il tuo sguardo. Sembra che tu voglia ammazzarci tutt'e due,
Lennie e me. Non ti avevo mai visto con uno sguardo cos.
Me ne uscii con una risata forzata, cercando di farla suonare disinvolta
e stupida. Io? Io ammazzare qualcuno? Oh, andiamo!
Ma... ma tu...
Forse stavo pensando alle elezioni, credo. Pensavo che forse
non era una gran buona idea prendersi gioco di me, con le elezioni
in arrivo.
Lei annu e aggrott la fronte guardando Lennie. Certo non
ci comporteremmo mai cos in pubblico. Ma... ma probabilmente
non  una buona idea. Anche se stavamo solo scherzando.
La ringraziai per la comprensione e mi avviai verso la porta.
Fece un passo per seguirmi, ancora piuttosto ansiosa; era scossa
dallo spavento che, senza volerlo, le avevo fatto prendere.
Non credo che tu debba preoccuparti di essere rieletto, caro.
Non con tutte le chiacchiere che girano su Sam Gaddis.
Be', non ho mai creduto che sia giusto correre rischi dissi.
Credo sempre che uno debba fare l'impossibile e sfacchinare sodo,
e non dire quattro se non l'ha nel sacco.
La signora Jefferson ha detto che suo marito ha detto che tu
hai detto che non credevi alle storie su Sam Gaddis.
Infatti. Non credo una sola dannata parola dichiarai.
Ma... ha anche detto che lui ha detto che tu hai detto che avresti
difeso il signor Gaddis. Ha detto che lui ha detto che tu hai detto
che saresti montato sulla tribuna insieme a lui la domenica che
viene.
Le dissi che la signora aveva detto la verit, su questo non ci
pioveva. Quando ci parli di nuovo, dille che quando ha detto che
Robert Lee ha detto che io ho detto che avrei difeso Sam Gaddis,
aveva ragione al mille per cento.
Razza di scemo!... si trattenne. Ma Gaddis  candidato contro
di te, caro. Perch dovresti fare qualcosa per lui?
Ah, questa s che  una bella domanda feci. Sissignore, bella
domanda. Penso che ti darei la risposta se non credessi che
puoi divertirti molto di pi a trovarla da te.
Ma...
Credo che ora sia meglio se me ne torno nel mio ufficio di corsa.
Chiss cosa sar successo mentre ero via.
Scesi le scale, fingendo di non sentirla quando mi chiam. Andai
nel mio ufficio e mi sedetti appoggiando gli stivali sulla scrivania.
E mi calai il cappello sugli occhi e diciamo che mi appisolai
per un po'.
C'era una pace dell'altro mondo. Quasi tutti evitavano di uscire
per via del fango e gli imbianchini si erano presi un giorno libero
a causa dell'umidit, perci non si sentivano tutte le loro porte
sbattute, e i colpi e i richiami. Uno poteva davvero riposare, tanto
per cambiare, recuperando il sonno che aveva perso di notte.
Riposai e dormii fino a mezzogiorno, quando andai di sopra
per il pranzo.
Myra aveva superato lo spavento ed era tornata pressoch
normale. Mi guard e disse che si vedeva che avevo avuto una
mattinata molto intensa e sperava che non mi stessi affaticando
troppo.
Be', sto cercando di non farlo risposi. Uno come me, con
tutta la contea che dipende da lui per la legge e l'ordine, deve stare
attento alla sua salute. A proposito, la storia che dovrei portare
Rose Hauck a casa stasera...
Lo farai! sbott Myra. La accompagnerai, perci non cercare
di svicolare!
Ma metti che Tom  l? Metti che si arrabbia perch ho portato
a casa sua moglie, e... e...
Abbassai gli occhi, a disagio. Ma riuscivo ancora a vedere lo
sguardo truce di Myra. Infine parl, con voce tremante per l'odio
e il disgusto.
Razza di...! Razza di miserabile rifiuto d'uomo! Sentimi bene,
Nick Corey! Se Tom  davvero l e lasci che faccia del male a Rose,
far di te l'uomo pi infelice della contea!
Insomma, santo cielo! Perdinci! Non c' bisogno di parlare cos.
Non me ne starei l a guardare uno che fa del male a Rose.
Be', sar meglio! Non ho nient'altro da aggiungere! Sar
meglio!
Mi misi a mangiare, e ogni tanto Myra mi lanciava occhiate sospettose.
Dopo un po', alzai gli occhi e dissi che mi era appena
venuta in mente un'altra cosa a proposito di Rose. Mettiamo che
Tom venisse a casa dopo che io me n'ero andato e non ero pi l
per proteggerla.
Sar sicuramente in un gran brutto stato dissi.  stato via tanto
tempo, probabilmente sar due volte pi sbronzo e cattivo del
solito. Mi vengono i brividi a pensare cosa potrebbe fare a Rose.
Be'... Myra esit, riflettendo su quello che avevo detto e non
trovando niente da obiettare. Be', non sembrerebbe normale,
credo, che tu resti tutta la notte in quella casa. Ma...
Nooo, non potrei! Non potrei di sicuro. Comunque, non sappiamo
con certezza quando Tom rientrer a casa. Magari sta via
per due o tre giorni. Sappiamo solo che, quando torna, sar parecchio
dura averci a che fare.
Myra era furiosa e accigliata e ripeteva che se avessi fatto qualcosa
con Tom tanto tempo fa, Rose adesso non si sarebbe trovata
in questa situazione. Risposi che probabilmente aveva ragione e
che era un gran peccato non riuscire a pensare a un modo di offrire
a Rose una qualche protezione.
Vediamo dissi. Chiss, magari potremmo procurarle un
cane da guardia, o...
Cretino! Tom lo ammazzerebbe in un minuto! Ha ammazzato
tutti i cani che hanno avuto!
Uhm, miseriaccia, me n'ero dimenticato. Be', vediamo un po'.
Io saprei qual  la cosa giusta, se Rose fosse una persona diversa.
Pi fredda, sai, invece che cos mite e docile. Ma lei  fatta cos, perci
non servirebbe a niente.
Cosa, non servirebbe a niente? Di che stai parlando?
Be', una pistola dissi. Sai, uno di quei cosi che servono a
sparare. Ma di sicuro a Rose non servirebbe a niente, visto che ha
paura della sua stessa ombra, perci...
Ecco! esclam Myra. Le daremo una pistola! Dovrebbe
averne una comunque, una donna che sta tanto tempo da sola.
Ma a che le servir? domandai. Rose non sparerebbe a nessuno
neanche per salvarsi la vita.
Non ne sarei tanto sicura, se c' in gioco la sua vita. In ogni modo,
potrebbe puntarla. Per tenere lontano quel bestione di suo marito.
Be', insomma, non saprei. Se me lo chiedi...
Non te lo sto chiedendo! Prendo Rose e la porto a comprare
una pistola oggi stesso, perci tu finisci il tuo pranzo e stai zitto!
Finii di mangiare e tornai gi nel mio ufficio. Riposai e sonnecchiai
ancora un po', ma non bene come al mattino. Ero stupito di
me stesso, diciamo cos: mi chiedevo perch avevo voluto che Rose
Hauck avesse una pistola. Perch, naturalmente io volevo che ne
avesse una.
Cercai di dirmi che era solo per la sua protezione, nel caso qualcuno
cercasse di darle fastidio. Ma sapevo che non era quella la
vera ragione. La mia vera ragione, pensai, era qualcosa che non
avevo ancora ben capito. Faceva parte di qualcos'altro, di certi piani
che volevo preparare per Myra e Lennie, e neanche questi li avevo
ancora capiti bene.
Magari non sembra logico che uno faccia certe cose per una ragione
che non conosce. Ma credo di aver fatto quasi sempre cos,
in vita mia. La ragione per cui ero andato a trovare Ken Lacey, per
esempio, non era quella che avevo detto che era. L'avevo fatto perch
avevo un piano per lui, e avete visto di che piano si trattava.
Ma non lo sapevo, nel momento in cui ero andato a fargli visita.
Avevo un obiettivo, diciamo, e avevo immaginato che un tipo
come Ken potesse essere molto utile per raggiungerlo. Ma non
avevo neanche una mezza idea di come lo avrei usato.
E adesso la situazione era la stessa, con Rose e la pistola. Sapevo
soltanto che probabilmente sarebbero tornate utili per un piano
che riguardava Myra e Lennie. Ma non avevo davvero idea di
quale fosse quel piano; non lo sapevo, in verit.
A parte il fatto che era decisamente spiacevole, credo...
Rose arriv al tribunale verso le quattro del pomeriggio. Stavo
all'erta per sentirla arrivare, e la feci entrare un momento nel
mio ufficio prima di lasciarla andare di sopra.
Non l'avevo mai vista cos bella, il che  tutto dire. Disse che
aveva dormito come un pupo tutta la notte e che si era svegliata
ridendo, pensando a quel figlio di puttana di Tom morto da qualche
parte in mezzo al fango.
Ho fatto bene a chiamarti stamattina, tesoro? sussurr.
Sembravo davvero preoccupata per quel lurido bastardo?
Hai fatto benissimo. E ascolta, piccola...
Le dissi della pistola, di come avrebbe dovuto sembrare preoccupata
che Tom la picchiasse quando sarebbe tornato, e questo,
capite, dimostrava che lei non sapeva che era morto. Lei esit per
un secondo, lanciandomi una rapida occhiata corrucciata, ma non
discusse.
Come vuoi tu, Nick, tesoro. Se ti sembra una buona idea.
Be', in effetti  un'idea di Myra. Diciamo che ho dovuto darle
retta, altrimenti poteva sembrare che sapessi che Tom non sarebbe
tornato.
Rose annu e liquid l'argomento: Che diavolo! Magari una
volta o l'altra posso sparare a te, se non sei pi che carino con me.
Quel momento non arriver mai dichiarai. Le diedi un rapido
abbraccio e una strizzatina, poi sal su per le scale.
Poco dopo, lei e Myra uscirono per andare a prendere la pistola
e rimasero fuori fin dopo le cinque.
Pochi minuti prima delle sei, Myra mi chiam; chiusi l'ufficio
e andai su per la cena.
Parl quasi sempre Myra, come al solito, tappandomi la bocca
ogni volta che dicevo qualcosa. Rose, praticamente, non faceva altro
che annuire, infilando una parola ogni tanto su quanto Myra era
meravigliosa e in gamba. E anche questo era come al solito. Finimmo
di mangiare. Myra e Rose cominciarono a sparecchiare. Lennie
mi guard per vedere se lo stavo osservando (e lo stavo facendo, solo
che lui non lo sapeva) e poi si diresse furtivamente alla porta.
Mi schiarii la gola per attirare l'attenzione di Myra e feci un cenno
con la testa verso Lennie. Che mi dici, tesoro? dissi. Lo sai
qual era il nostro accordo.
Cosa? fece lei. Di cosa stai parlando ora, per l'amor del cielo?
Del fatto di lasciarlo uscire la sera. Lo sai cosa va a fare, e non
 proprio una buona idea, con le elezioni alle porte.
Oh, uff. Il ragazzo deve pur prendere un po' d'aria ogni tanto,
no? Questo non glielo puoi negare!
Ma eravamo d'accordo che...
Non io! Mi hai messo una tale confusione in testa che non
pensavo a quel che dicevo! Comunque Sam Gaddis sar battuto
di sicuro, e lo sai!
Be', non vedo proprio a cosa serva rischiare insistei. Io...
Oh, chiudi il becco! Hai mai visto un uomo simile in vita tua,
Rose? C' da stupirsi se sono diventata mezza matta, a vivere
con lui? Myra mi lanci uno sguardo truce, poi si volt per sorridere
a Lennie. Va' pure, tesoro. Divertiti, ma non fare troppo
tardi.
Usc, dopo avermi indirizzato un bavoso sorriso maligno. Myra
disse che era meglio se andavo in camera da letto e ci restavo,
se non riuscivo a far niente di sensato, cosa di cui era sicura, e fu
quello che feci.
Mi sdraiai sul letto, con il copriletto ripiegato per non insudiciarlo
con gli stivali. La finestra era aperta e sentivo cantare i grilli,
come fanno sempre dopo la pioggia. Di tanto in tanto una rana
toro gridava il suo lamentoso craaaah, come una grancassa che tiene
il tempo. In lontananza, dall'altra parte della citt, qualcuno stava
pompando l'acqua, plump, uishh, plump, uishh, e si sentiva una
mamma che chiamava il suo bambino: Henry Clay, oooh, Henry
Clay Houston! Vieni subito a casa! E nell'aria c'era il profumo della
terra bagnata di fresco, uno dei profumi pi dolci che esistano. E...
e tutto andava bene.
Era cos dannatamente dolce e tranquillo che mi appisolai di
nuovo. Sissignore, mi addormentai, anche se non avevo avuto
proprio una dura giornata di lavoro ed ero gi riuscito a recuperare
un po' di riposo.
Dovevo essermi addormentato da circa un'ora quando mi svegliarono
gli strilli di Myra e le urla di Lennie, e qualcuno che parlava
con loro: Amy Mason che diceva la sua in un modo che dava
quasi i brividi. Con calma, ma ferma e tagliente, come soltanto Amy
riesce a essere quando le salta la mosca al naso. Sapevi che era meglio
ascoltare quello che diceva, quando Amy parlava in quel modo;
era meglio ascoltare e prenderla molto sul serio, altrimenti c'era
da vedersela brutta.
Sapevo che su Myra stava facendo un certo effetto, nonostante
gli strilli e il tentativo di apparire sprezzante. Cominci quasi
a frignare e piagnucolare, dicendo che Lennie non aveva nessuna
cattiva intenzione, a sbirciare nella finestra di Amy, era solo curioso.
Amy disse di sapere perfettamente quali erano le sue intenzioni,
e che era meglio se non provava pi a fare quei suoi disgustosi
giochetti, se ci teneva a passarla liscia.
Ho gi avvertito suo marito disse e adesso avverto lei, signora
Corey. Se pesco di nuovo suo fratello alla mia finestra, lo
prendo a scudisciate!
L lei non oserebbe! mugol Myra. E la smetta di fargli male!
Lasci andare l'orecchio di quel povero ragazzo.
Con piacere rispose Amy. Toccarlo mi fa accapponare la
pelle.
Aprii uno spiraglio di qualche centimetro nella porta e guardai
fuori.
Myra circondava con un braccio le spalle di Lennie, rosso in faccia,
arrabbiato e spaventato mentre lei gli dava dei buffetti sulla
testa. Rose era in piedi accanto a lei e cercava di avere un'aria preoccupata
e protettiva. Ma, conoscendola bene, sapevo che dentro
stava ridendo, in brodo di giuggiole nel vedere che, per una volta,
Myra si prendeva una lavata di testa. Quanto a Amy...
Guardandola, deglutii a fatica, domandandomi che cosa mai
avevo visto in Rose dopo aver avuto una come Amy.
Non che fosse pi bella di Rose, o pi ben fatta. Sulla bellezza
o la corporatura di Rose non c'era proprio niente da ridire, con
chiunque la paragonassi. La differenza, credo, era qualcosa che
veniva da dentro, qualcosa che quasi ti afferrava al cuore, ti segnava
come un marchio a fuoco, al punto che la sua immagine e il ricordo
di lei erano sempre con te, ovunque andassi.
Saltai fuori dalla camera da letto e mi guardai attorno, facendo
una faccia veramente sorpresa. Che sta succedendo qui, allora?
domandai, senza dare a nessuno la possibilit di rispondere.
Oh, buonasera, signorina Mason. C' qualche problema?
Amy disse che no, non c'era nessun problema; quasi facendomi
il verso, se non lo aveste capito. No che non c', sceriffo.  tutto
sistemato. Sua moglie le dir come evitare problemi in futuro.
Mia moglie? Lanciai a Myra e Lennie un'occhiata indagatrice
e tornai a voltarmi verso Amy. Il fratello di mia moglie ha fatto
qualcosa, signorina Mason? Me lo dica.
Ma certo che Lennie non ha fatto niente! sbott Myra. Stava
soltanto...
Ti chiami signorina Mason? la interruppi.
C-cosa? Cosa?
Ho fatto una domanda alla signorina Mason. Se per caso non
l'hai sentito dire, la signorina Mason  una delle giovani pi importanti
e rispettate di Potts County, e quando le chiedo una cosa
 perch so che mi dir la verit. Perci forse  meglio che non
ti metti a contraddirla.
Myra rest a bocca spalancata. Da rossa in faccia si fece bianca,
e poi rossa di nuovo. Sapevo che probabilmente mi avrebbe fatto
vedere i sorci verdi, una volta soli, ma sul momento non replic.
Sapeva che era meglio per lei, con la storia delle elezioni e il fatto
che Amy era ben vista da tutti. Sapeva che una persona come Amy
poteva procurare un mare di guai, se ci si metteva, e l'anno delle
elezioni non era un periodo buono per i guai.
Sicch Myra non mi diede il tormento, per quanto ne avesse
voglia, mentre Amy era piuttosto compiaciuta per come mi ero
comportato e disse che le dispiaceva se aveva detto qualcosa di
scortese. Temo di aver perduto la pazienza per un momento
sorrise, un po' rigida. Se volete scusarmi, ora corro a casa.
La accompagner io dissi. Una signorina non se ne va in giro
da sola la sera cos tardi.
Oh, non  affatto necessario, sceriffo. Io...
Ribattei che certo, era necessario; io e mia moglie, noi non potevamo
fare altrimenti.  cos, no, Myra? Insisti perch io accompagni
la signorina Mason fino a casa, vero?
Myra rispose di s, i denti praticamente serrati.
Annuii, strizzai l'occhio a Rose e lei lo strizz a me; Amy e io uscimmo.
Perci dovette ascoltarmi quando mi misi a raccontarle come
Myra mi aveva accalappiato. Disse che non le interessava e che
non erano affari suoi, cose del genere. Ma ascolt comunque, perch
non poteva sfuggirmi. E dopo un paio di minuti smise di interrompermi
e cominci a stringersi di pi a me, e capii che credeva
a quello che stavo dicendo.
Sulla veranda di casa, mi gett le braccia al collo e io la strinsi tra
le mie, e restammo l al buio per un poco, abbracciandoci e basta.
Poi mi spinse via, pi o meno, e non riuscivo a vedere la sua espressione,
ma chiss come sapevo che stava aggrottando la fronte.
Nick disse. Nick,  terribile!
Gi, credo di aver fatto un bel casino, pi o meno. Credo di
essere stato tre volte scemo, a lasciare che Myra mi spaventasse
tanto da farsi sposare e...
Non parlavo di quello. Quello si pu risolvere coi soldi, e io
di soldi ne ho. Ma... ma...
Allora, cos' che ti preoccupa? Cosa c' di tanto terribile, tesoro?
Non... non ne sono sicura. Scosse la testa. So cosa ma non so
perch. E non sono proprio certa che farebbe tanta differenza, se
lo sapessi. Io... non posso parlarne ora! Non voglio neanche pensarci!
Io... Oh, Nick! Nick!
Mi affond il viso nel petto. La strinsi pi forte, carezzandole
la testa e sussurrando che andava tutto bene, che niente poteva
essere davvero terribile, dal momento che eravamo di nuovo insieme.
Non potrebbe proprio, tesoro dissi. Tu dimmi solo cos', e
ti dimostrer che in effetti non  niente.
Si aggrapp un poco pi forte a me, continuando a tacere. Be',
al diavolo, dissi; magari ne avremmo parlato un'altra volta, quando
io non fossi andato di fretta come quella sera.
Ti ricordi che una volta andavo a pesca di notte? dissi. Be',
pensavo che magari potrei andarci domani notte, e sarebbe un errore
quasi naturale capitare qui invece che al fiume, visto che non
 una distanza mostruosa.
Amy sorrise, poi si mise a ridere.
Oh, Nick! Come te non c' proprio nessuno!
Be', lo spero replicai. Il mondo sarebbe in un casino del diavolo,
altrimenti.
Le dissi che ci saremmo visti la notte dopo, appena faceva
buio. Rabbrivid appoggiata a me e disse che andava bene.
Ma ora devi proprio andare, tesoro?
Be', credo che pi o meno dovrei. Myra si chieder cos' successo,
e stasera devo ancora accompagnare a casa madama Hauck.
Oh, gi fece Amy. Mi ero quasi dimenticata di Rose.
Gi, devo portarla a casa dissi, con tono un po' seccato. Myra
le ha promesso che l'avrei fatto.
Povero Nick! Amy mi diede un buffetto sulla guancia. Tutti
si approfittano di lui.
Oh, non  un problema. In fondo, qualcuno deve pur occuparsi
della povera madama Hauck.
Quant' vero! E non  una fortuna che abbia qualcuno che si
occupa di lei? Sai, Nick, sembra che la povera signora Hauck riesca
a reggere ottimamente, con tutti i suoi problemi. Sembrava
decisamente florida, come una donna innamorata, si direbbe.
Sul serio? dissi. Non posso certo dire di averlo notato.
Vieni dentro un momento, Nick, voglio parlarti.
Credo che sar meglio aspettare domani sera.  un po' tardi, e...
Subito! Stasera, Nick.
Ma Rose... Madama Hauck, cio, star aspettando. Non...
Lascia che aspetti. Temo non sia l'unica delusione che le toccher.
Avanti, entra!
Spalanc la porta ed entr, e io dietro. La sua mano afferr la
mia nel buio e mi condusse fino in fondo alla casa, alla sua camera
da letto. E fu una cosa strana: aveva detto che voleva parlarmi, invece non parl per niente.
O quasi.
Dopo, stava distesa a sbadigliare e stiracchiarsi; un tantino irrequieta
perch non ci ho mai visto bene, al buio, ed ero lento a rivestirmi.
Ti spiace fare un po' in fretta, tesoro? Mi sento tanto bene, rilassata
e insonnolita, e voglio mettermi a dormire.
Be', non  che devi andare molto lontano, questo  certo. Di
cos'era che volevi parlarmi, comunque?
Di come ti esprimi, se posso. Non sei un bifolco, Nick. Perch
parli come se lo fossi?
Abitudine, credo. Sono rimasto preso nel tran tran. La lingua e
la grammatica, credo, sono come un sacco di altre cose. Uno non
le usa, non trova che servano davvero a qualcosa, e ben presto ci
perde il gusto. Quel che  sbagliato diventa giusto, e viceversa, si
pu dire.
La testa di Amy si mosse sui cuscini, gli occhi spalancati nel viso
bianco mentre mi studiava.
Credo di sapere cosa intendi, Nick. In un certo senso, sono
vittima dello stesso processo.
Ah s? In che senso, Amy? domandai infilandomi gli stivali.
Oppure sto cominciando a esserne vittima. E sai, tesoro, non
mi dispiace.
Mi raddrizzai, infilando la camicia nei pantaloni. Ma cos'era
che volevi dirmi, Amy?
Niente che non possa aspettare fino a domani sera. In effetti,
penso che allora non avr pi niente da dire.
Ma hai detto...
E ho detto anche altre cose, gioia. Magari non stavi ascoltando.
Corri, adesso, e spero proprio che la povera madama Hauck non
sia troppo delusa.
Gi. Lo spero proprio anch'io.
Ma avevo una mezza idea che lo sarebbe stata.
...
.
...
CAPITOLO 12.
...
.
...
Ho conosciuto Myra qualche anno fa alla fiera della contea. Ero
tutto vestito a festa, come sempre quando vado da qualche parte,
e perfino un imbecille avrebbe capito che me la passavo pi che
bene. Comunque, credo che Myra lo avesse capito. E neanche lei
stava malaccio, allora. E non opposi troppa resistenza quando mi
si appiccic.
Eravamo a una di quelle baracche dove lanci palle contro la testa
di uno di colore, e se lo colpisci vinci un premio. Lo stavo facendo
solo perch il tipo che mandava avanti la baracca continuava
a chiedermelo. Sembrava scortese non farlo, ma di certo non
volevo colpire quel tipo di colore, e non lo feci. Ma sentii una che
batteva le mani, ed ecco Myra, che si comportava come fossi il pi
gran lanciatore del mondo.
Oooh, non capisco proprio come fa! mi disse con un sorrisetto
affettato. Lancerebbe qualche palla per me, per piacere, se
le do i soldi?
Be', diciamo che preferisco di no, signora. Mi deve scusare,
ma stavo proprio per andar via.
Oh disse, facendo la faccia floscia, il che non richiedeva un
grande sforzo, se capite cosa intendo. Capisco. C' sua moglie con
lei.
Nooo, non  mica questo. Non sono sposato, signora; solo che
non voglio tirare addosso a quel tale di colore, perch non mi sembra
giusto, in un certo senso. Non  una bella roba, si pu dire.
Dice solo per dire. Mise il broncio e fece un sorriso affettato.
 un modo per rimproverarmi la mia sfacciataggine.
Dissi che non era vero; la pensavo veramente come avevo detto.
Farsi lanciare le palle  il suo lavoro, ma lanciarle non  il mio
precisai. E comunque, uno starebbe meglio senza un lavoro, che
con uno cos. Se deve farsi colpire per vivere, mica vale la pena di
tirare avanti.
Myra assunse un'espressione solenne e disse che si vedeva che
ero una persona profonda. Risposi che be', questo non lo sapevo,
ma di sicuro ero uno che aveva sete.
Magari potrei offrirle una limonata, signora, visto che non
posso farla contenta lanciando palle.
Be'... Si contorse e fremette e cinguett. Non penser che
sono terribilmente sfacciata se dico di s?
Oh, ma l'ha appena detto, signora dissi, conducendola verso
il chiosco delle limonate dolci. Ha appena detto di s e io non
penso niente del genere.
Ed era vero, questo  sicuro.
Quello che pensavo  che doveva avere le formiche nei mutandoni
o una pulce sotto il vestito, o come si dice. Mi sembrava che
fosse il caso di far qualcosa in fretta, altrimenti le sarebbero andate
in fiamme le mutande e magari avrebbero dato fuoco al luna
park e sarebbe scoppiato il panico, con migliaia di persone calpestate
a morte, per non parlare dei danni alla propriet. E mi venne
in mente un solo modo per impedirlo.
Be', comunque non volevo correre troppo. Non c'era nessun
bisogno di correre, per quanto mi riguardava, perch mi sarei
sposato con Amy la settimana dopo e lei aveva fatto tutto il necessario
per badare a me fino ad allora. Sicch tergiversavo, cercando
di decidere se davvero avrei dovuto fare l'unica cosa che
mi era venuta in mente. Magari direte che in realt non era un
problema mio, se Myra dava davvero fuoco al luna park, causando
la morte di migliaia di donne e bambini innocenti. Perch io
venivo da fuori, e sono un gran sostenitore dei diritti dei locali
(come i diritti dello Stato, capito) e Myra abitava l in citt. Potevo
cacciarmi in guai di ogni genere intromettendomi in un problema
locale, anche se perfino un imbecille avrebbe capito che ce
n'era uno, e la gente del posto non stava facendo niente per risolverlo.
Portai Myra a vedere qualche baraccone, standole vicino mentre
cercavo di decidere. La portai sulla giostra coi cavalli e su qualche
altra giostra, aiutandola a salire e a scendere e guardandola
quando il vestito si sollevava, e via dicendo. E per la miseria, non
ci misi molto a prendere una decisione.
Myra sembr scioccata quando glielo sussurrai, scioccata quasi
come se le avessi comprato un sacchetto di popcorn.
Oh, ma non ci penso nemmeno! Si contorse e fremette. La
sola idea di andare in un albergo con un estraneo!
Ma io non sono straneo ribattei, dandole un pizzicotto. Sono
fatto proprio come tutti quanti gli altri.
Oh, ma lei  tremendo ridacchi.  proprio terribile!
Be', non sono neanche terribile. Comunque, non sarebbe giusto
dire che non ho qualche conoscenza in pi sull'argomento.
Lei ridacchi e arross e disse che non poteva proprio andare
in un albergo. Non potrei proprio! Davvero.
Be', se non pu, non pu dissi, ormai un po' stanco della faccenda.
Lungi da me insistere.
Ma... Ma potremmo andare alla mia pensione. Nessuno penserebbe
qualcosa di male se venisse su nella mia stanza a farmi
una visitina.
Prendemmo un tram fino a dove abitava, una grossa casa bianca
a pochi isolati dal fiume. Era un posto molto rispettabile, all'apparenza,
e lo stesso valeva per la gente. E nessuno sollev un sopracciglio
quando Myra disse che andavamo di sopra a
rinfrescarci prima di uscire per cena.
Be', gente, a malapena la toccai, quella donna. O comunque, se
l'ho toccata, non ho fatto molto di pi. Ero pronto a farlo, anche
impaziente, e, be', magari qualcosina l'ho anche fatta. Ma con tutti
i vestiti che aveva addosso, fu veramente pochino.
A un tratto, per, mi spinse gi in terra, cominciando a sgolarsi
e singhiozzare cos forte da farsi sentire fino all'isolato vicino.
Mi tirai su e cercai di zittirla. Le domandai che diamine succedeva
e cercai di darle dei buffetti e calmarla. Mi diede un altro spintone,
piantando un fracasso ancora peggiore.
Non sapevo che diamine fare. Comunque, non ebbi il tempo di
fare niente, perch un gruppo di altri pensionanti irruppe nella
stanza.
Le donne si raccolsero attorno a Myra, cercando di tranquillizzarla
e parlarle. Myra continuava a sgolarsi e scuotere la testa,
senza rispondere quando le chiedevano cos'era successo. Gli uomini
mi guardavano e continuavano a chiedermi che cosa avevo
fatto a Myra. Ed era proprio una di quelle situazioni in cui la verit
non va e una bugia non serve, situazioni che per fortuna non
ce ne sono molte, in questa valle di lacrime.
Gli uomini mi afferrarono e cominciarono a prendermi a manate.
Una delle donne disse che avrebbe chiamato la polizia, ma gli
uomini dissero no, di me si sarebbero occupati loro. Mi avrebbero
dato quel che mi meritavo, dissero, e nel vicinato c'era un bel po'
di gente pronta ad aiutarli.
Be', non posso proprio fargli una colpa di aver pensato quello che
hanno pensato. Probabilmente avrei pensato la stessa cosa, al posto
loro, con Myra che si sgolava e i vestiti in disordine, e col fatto che
neanch'io ero proprio in buone condizioni. Credevano che l'avessi
stuprata, e quando uno stupra una ragazza da queste parti, in galera
non ci arriva quasi mai. O, se ci arriva, non ci resta per molto.
Certe volte penso che forse  per questo che non facciamo gli
stessi progressi di altre parti della nazione. La gente, invece di lavorare,
perde cos tanto tempo a linciarne altra e spende cos tanto
in corde e cherosene e per prendersi una sbornia anzitempo e altre
cose indispensabili, che non restano un granch di soldi o di
ore-lavoro per gli scopi pratici.
In ogni caso, sembrava decisamente che stessi per diventare
l'ospite d'onore di un party con un cappio come cravatta, quando
Myra decise di parlare.
Sono s-sicura che il signor Corey non aveva cattive intenzioni
disse, guardandosi attorno con gli occhi pieni di lacrime. E un
brav'uomo, in realt, ne sono certa, e non aveva cattive intenzioni,
non  vero, signor Corey?
Nossignora, certo che no risposi, passandomi il dito attorno
al colletto. Di sicuro non avevo nessuna intenzione del genere,
su questo non ci piove.
E allora perch l'ha fatto? un uomo mi guard accigliato.
Questa non  proprio una di quelle cose che si fanno per caso.
Be', non saprei dissi. Non direi che ha torto, ma non sono
nemmeno sicuro che ha ragione.
Fece per mollarmi una sventola. Mi abbassai ma un altro tizio
mi prese per la spalla e mi scagli verso la porta. Caddi in ginocchio
e qualcuno mi prese a calci, e qualcun altro mi tir di nuovo
in piedi, senza tanti complimenti, e poi tutti mi spintonarono fuori
dalla stanza cercando allo stesso tempo di prendermi a pugni.
Myra disse: Aspettate, per favore! E tutto un malinteso.
Rallentarono un po' e qualcuno disse: Su, non si tormenti,
Miss Myra. Non ne vale la pena, per questa carogna.
Ma vuole sposarmi! Volevamo sposarci stasera!
Tutti rimasero parecchio sorpresi, me compreso, e anche sconcertati,
ma non io. Sembrava proprio che raccogliessi quello che
avevo seminato, come si dice. Era tutta la vita che davo la caccia alle
femmine, senza curarmi del fatto che tutto quello che ha un fondoschiena
da una parte ha anche i denti dall'altra, e adesso mi stavano
masticando.
Sul serio, Corey? Un tale mi diede di gomito. Tu e Miss Myra
vi sposate?
Be' risposi be',  cos, o almeno  cos che la vedo io.
Cio, uh...
Oh,  tanto timido! Myra rise. E si emoziona tanto facilmente!
 questo che  successo quando... Abbass la testa e si
guard, arrossendo e lisciandosi i vestiti in disordine. Si  tanto
emozionato quando ho detto di s, che lo sposer, che... che...
Le donne la abbracciarono e la baciarono.
Gli uomini mi presero a pacche sulle spalle e cominciarono a
stringermi la mano. Dissero che gli dispiaceva di aver frainteso la
situazione; e per la miseriaccia, vero che una donna poteva ficcare
un uomo in un mare di guai senza neanche provarci di striscio?
Caspita, avremmo anche potuto appenderti per il collo, Corey,
se Miss Myra non avesse chiarito le cose! Allora, non sarebbe
stata una gran bella situazione?
Gi dissi. Sarebbe stato un gran bello scherzo. Ma sentite,
ragazzi, a proposito di questa faccenda del matrimonio...
Istituzione meravigliosa, Corey. E ti stai prendendo una donna
meravigliosa.
E io un uomo meraviglioso! Myra salt su e mi gett le braccia
al collo. Ci sposeremo stasera stessa, perch il signor Corey
non ce la fa ad aspettare, e siete tutti invitati alle nozze!
Guarda caso, c'era un predicatore proprio nel caseggiato accanto,
perci  l che andammo (dove tutti gli altri andarono, dovrei
dire) e che venni catturato. Myra mi trascin per tutta la strada,
con il braccio agganciato al mio; e quegli altri mi ostruivano il passaggio
alle spalle, ridendo e scherzando e prendendomi a manate
e standomi tanto alle calcagna che non potevo rallentare.
Cercai di indietreggiare, e tutti lo trovarono di un divertente
mai visto. Trovavano divertente l'espressione sulla mia faccia, e
in pratica si sbellicarono quando dissi qualcosa come cos'era
quella dannata fretta e che magari era meglio rifletterci un po'.
Mi ricordava una di quelle cerimonie che si leggono nei libri di
storia antica. C' questa grande processione, capito, e tutti quanti
ridono e vanno avanti e si divertono come matti, e davanti a tutti
c' questo tipo che deve essere sacrificato agli di. Sa che gli faranno
il culo a fette con un'accetta da macellaio non appena avranno
finito di gettargli rose, perci di sicuro non ha nessuna fretta di arrivare
all'altare. Non pu tirarsi fuori dal gioco, ma nemmeno si
pu esaltare. E pi protesta, pi la gente ride di lui.
Sicch...
Sicch ecco cosa mi ricordava. Un tipo che viene sacrificato per
qualcosa che non vale proprio la pena.
Ma ci sono un sacco di matrimoni che mi fanno lo stesso effetto,
direi. Tutto fumo e niente arrosto. Tutto in pubblico e niente in
privato.
E quella notte, quando io e Myra andammo a letto... Credo che
un sacco di matrimoni finiscano cos. Urla, accuse e cattiverie: la
donna che si sfoga sull'uomo perch  stato troppo stupido per
sfuggirle.
O forse  solo che sono un po' acido...
...
.
...
CAPITOLO 13.
...
.
...
Presi cavallo e calesse dalla scuderia e tornai al tribunale. Myra
mi salt al collo, quasi nel momento stesso in cui misi piede dentro
casa, ansiosa di sapere cosa mi avesse trattenuto tanto tempo. E risposi
che mi ci era voluto parecchio per chiarire le cose con Amy.
Non vedo perch disse Myra. Sembrava abbastanza calma
quando  andata via di qui.
Be', ci sono alcune cose che tu non capisci. Per esempio, perch
dovresti tenere Lennie in casa la notte per evitare casini come
questo.
Adesso non cominciare con Lennie!
Te lo dico io cosa mi piacerebbe cominciare. Mi piacerebbe
cominciare a portare a casa Rose, cos magari prima o poi possiamo
andarcene tutti a letto, stanotte.
Rose disse che s, doveva proprio andare, ringrazi Myra per
la cena, l'abbracci, la baci e le diede la buona notte. Io la precedetti
di sotto, per non impegolarmi in un'altra discussione, lei mi
venne dietro di corsa dopo un paio di minuti e mont sul calesse.
Bleah! fece, strofinandosi la bocca. Ogni volta che bacio
quella vecchia troia mi viene voglia di lavarmi la bocca.
Dovresti stare attenta con certe parole, Rose. Potrebbero scapparti
senza volerlo, una volta o l'altra.
Gi, credo proprio che dovrei, maledizione. E colpa di Tom,
quel lurido figlio di puttana, ma far del mio meglio per smettere,
diavolo.
Brava la mia ragazza. Sono certo che non avrai problemi.
Ormai eravamo fuori citt e Rose si spost sul sedile per rannicchiarsi
contro di me. Mi baci sulla nuca, mi infil una mano
nella tasca e la mosse qua e l; poi si ritrasse un pochino e mi diede
un'occhiata strana.
Cosa c' che non va, Nick?
Cosa? Come dici, Rose?
Ho detto: cosa c' che non va?
Ma niente. Certo, sono un po' stanco e fiacco per tutte le emozioni
di stasera, ma non c' niente che non va davvero.
Mi fiss, senza dire niente. Si gir sul sedile, guardando dritto
davanti a s, e procedemmo in silenzio per un po'. Alla fine parl,
con voce cos bassa che la sentii a malapena, e mi fece una domanda.
Mi sentii gelare dalla testa ai piedi, poi dissi: Per l'amor
del cielo! Ma cosa dici! Lo sai che Amy Mason non  quel tipo di
donna, Rose! Lo sanno tutti.
Che diavolo vuol dire che non  il tipo? sbott Rose. Vuoi
dire che  troppo dannatamente perbene per andare a letto con
te, e io invece no?
Voglio dire che io quella donna neanche la conosco! Giusto
quel tanto da toccarmi il cappello quando la incontro.
Stasera sei stato con lei abbastanza per fare conoscenza!
Oh, no, tesoro, non  vero.  sembrato tanto a te, e anche a me.
Sai, perch non vedevamo l'ora di stare insieme stasera, e sembrava
un'attesa dannatamente lunga. Insomma, tesoro, ero tutto un
fremito per te fin dall'istante in cui sei arrivata, oggi.
Be'... Si spost un po' sul sedile.
Insomma, santo cielo dissi. Che cavolo potrei volere da
Amy Mason, quando ho te? Insomma, non ha proprio senso, ti
pare? Non c' proprio paragone tra voi due!
Rose venne tutta dalla mia parte del sedile. Appoggi la testa
sulla mia spalla e disse che le dispiaceva, ma mi ero comportato
in modo strano, e le faceva venire una dannata rabbia il modo in
cui erano fatti certi uomini.
Quel maledetto Tom, per esempio! Quel figlio di troia non mi
ha lasciato in pace finch non mi sono arresa a lui, e poi ha preso
e si  messo a fottere tutto quello che corre meno forte di lui!
Tsk, tsk feci. Non li capisco proprio i tipi cos.
Rose mi strinse e mi baci sull'orecchio. Mi diede un morsettino
e sussurr. Raccontandomi tutto quello che mi avrebbe
fatto, una volta a casa sua.
Myra vuole che resti un po', per assicurarti che io stia bene. Non
 carino, mmm? Possiamo prenderci tutto il tempo, solo io e te insieme,
per ore e ore. E, tesoro, non perderemo neanche un minuto!
Oh, ragazzi dissi.
Sar come non  mai stato prima, caro! Rabbrivid stretta a
me. Oh, tesoro, sar qualcosa di speciale per te stanotte!
Caspiterina dissi. Ma bene, cribbio santo.
Continu a sussurrare e rabbrividire stretta a me, dicendo che
quella sarebbe stata una notte che non avrei mai dimenticato. Ci
scommetto anch'io, risposi, e dicevo sul serio. Perch per come mi
sentivo, vuoto come un fischietto di corteccia d'albero e con la
schiena che sembrava rotta in sei punti, non ci sarebbe stata nessuna
festa una volta a casa di Rose. E questo significava che avrebbe
capito di aver ragione a proposito di Amy. E significava anche che
probabilmente avrebbe preso quella pistola che aveva comprato e
mi avrebbe sparato bucandomi la parte incriminata. E con un souvenir
come quello, di sicuro non avrei dimenticato quella notte.
Cercai di pensare a un modo per bloccarla. Guardai su nel cielo,
che si stava di nuovo rannuvolando, e vidi un paio di lampi e
pensai, be', magari potrebbe colpirmi un fulmine, mettendomi KO
per stanotte, cos Rose mi perdonerebbe. Poi pensai, be', magari il
cavallo potrebbe sfuggirmi e mandarmi a sbattere nel filo spinato,
e anche cos Rose avrebbe dovuto lasciarmi in pace. O magari
un mocassino acquatico poteva arrampicarsi sul calesse e darmi
un morso. O...
Ma non accadde niente del genere. Uno non ha mai tanta fortuna,
quando gli serve davvero.
Arrivammo alla fattoria. Portai il calesse nel fienile, domandandomi
quanto si potesse restare menomati con un buco l dove presto
ce l'avrei avuto. Mi sembrava che mi avrebbe incasinato di
brutto nelle cose che mi servivano di pi, e smontai dal calesse
decisamente abbacchiato.
Aiutai Rose a scendere, dandole una pacca sul didietro per abitudine,
poi mi chinai dietro il parafango per sganciare il bilancino,
mentre il cavallo si agitava e dimenava la coda e io dicevo:
Suu, bello, suu. E poi mi venne un'idea.
Diedi al cavallo un pizzicotto facendolo sobbalzare. Diedi una
spallata al parafango, facendo un chiasso d'inferno come se il cavallo
gli avesse dato un calcio. Poi mi tirai su, di nuovo in vista,
gemendo e stringendomi le braccia attorno al corpo.
Rose arriv di corsa, prendendomi per un braccio mentre barcollavo,
piegato in due. Oh, tesoro! Caro! Quel maledetto ronzino
ti ha preso a calci?
Proprio dove-sai-tu gemetti. Non ho mai sentito tanto male
in vita mia.
Se ne vada al diavolo, miseriaccia! Prendo un forcone e lo
sbudello, quel pezzato bastardo!
No, lascia stare. Il cavallo non l'ha fatto apposta. Aiutami solo
a riagganciarlo, cos posso andare a casa.
Casa? Non vai da nessuna parte, in queste condizioni. Adesso
ti porto dentro, e non discutere.
Ma no, senti un po', dissi, non era necessario prendersi tutto
quel disturbo. Vado a casa, mi stendo, ci metto su un panno
freddo e...
Tu ti stendi qui, e di panni parliamo dopo che avr visto il
danno. Potresti aver bisogno di qualcos'altro.
Ma senti, senti qua, tesoro obiettai. Una cosa del genere 
piuttosto privata. Non  mica una roba di cui dovrebbe occuparsi
una donna.
E da quando? disse Rose. Su, ora smettila di discutere. Appoggiati
a me e andiamo, pian pianino.
feci come diceva. Non potevo fare altro.
Arrivammo in casa. Mi accompagn in camera, mi fece stendere
sul letto e cominci a levarmi i vestiti. Le dissi che non occorreva
toglierli tutti, perch il dolore era solo sotto la parte coperta dai
pantaloni. Rispose che non c'era alcun problema e che potevo rilassarmi
meglio se ero tutto svestito invece che solo in parte, e di
smetterla di impicciarmi dei fatti suoi.
Osservai che a far male erano gli affari miei e lei replic che be',
gli affari miei erano affari suoi, e adesso di quel settore si occupava
lei.
Si chin sopra la zona ferita, o presunta tale, girando la lampada
da una parte e dall'altra per poter eseguire un'ispezione accurata.
Uhm. Non vedo lividi, tesoro. Nessuna lacerazione della pelle.
Be', dissi, di sicuro faceva male, sapevo solo questo. Ovviamente
non c' bisogno di colpire uno troppo forte in quella zona,
per fargli un male cane.
Dunque, vediamo, dimmi dove ti fa male. Fa male l, qui o qui...
Era delicata, cavolo, cos delicata che non mi avrebbe fatto male
da nessuna parte neanche se fossi stato colpito davvero. Le dissi
che forse doveva essere un po' pi decisa, perch io potessi capire
bene dov'era il dolore. Cos spinse e premette un po' pi
forte, chiedendo se faceva male l o qui, eccetera. E io mandavo
un "Ooh" o un "Aah" ogni tanto. Ma quello che sentivo non era dolore.
Amy non aveva pi importanza; il fatto che ero stato con lei
quella sera, cio. Ero pronto e scalpitante come non mai e, ovviamente,
Rose non ci mise molto ad accorgersene.
Ehil! disse. Che succede quaggi, mister?
A te cosa sembra?
A me sembra una gran ripresa degli affari.
Be', cribbiolino, ulla peppa! esclamai. E proprio dopo un colpo
micidiale all'economia! Pensi che dovremmo festeggiare l'occasione?
Tu che diavolo credi? fece lei. Lascia solo che mi levi questi
dannati vestiti!
Dopo, mi feci un pisolino. Non pi di un quarto d'ora, credo,
perch quel giorno mi ero riposato abbastanza e non ero veramente
stanco.
Mi svegliai con la mano di Rose che mi artigliava il braccio, e
lei che sussurrava spaventata: Nick! Nick, svegliati! C' qualcuno
fuori!
Cosa? borbottai, facendo per girarmi su un fianco. Be', lasciali
star fuori. Certo non li vogliamo qui dentro.
Nick! Sono sul portico, Nick! Cosa... chi pensi che...
Io non sento niente. Forse  solo il vento.
No, ... senti! Eccolo di nuovo!
Allora lo sentii; passi smorzati, prudenti, come di qualcuno che
cammina in punta di piedi. E con quelli, un rumore sordo e lento,
come se qualcosa di pesante venisse trascinato sulla veranda.
N-nick. Cosa pensi che dovremmo fare, Nick?
Slanciai le gambe gi dal letto e dissi che avrei preso la pistola
e dato un'occhiata. Lei cominci ad annuire, poi tese la mano e mi
ferm.
No, tesoro, non sta bene che tu sia qui a quest'ora di notte.
Non con le luci tutte spente e il cavallo rinchiuso.
Ma dar solo una sbirciatina fuori dissi. Non mi far vedere
da nessuno.
Potrebbe essere necessario. Resta qui e non far rumore, andr
io.
Scivol silenziosamente dal letto e trotterell nell'altra stanza,
senza far pi rumore di un'ombra. Ero piuttosto nervoso, naturalmente,
e mi chiedevo chi o cosa ci fosse sulla veranda e cosa potesse
avere a che fare con me e Rose. Ma il modo in cui lei stava affrontando
le cose, prendendole di petto, diciamo, e lasciando me
sullo sfondo, era un gran conforto. Pensai all'idea che Myra aveva
di Rose, di una persona mite e tranquilla e pronta a sobbalzare
per la sua stessa ombra, e quasi mi misi a ridere forte. Rose metterebbe
paura anche a una lince, se solo decidesse di farlo. Forse
aveva lasciato che Tom avesse la meglio su di lei, ma quella non
era proprio una partita ad armi pari.
Sentii il clic della chiave nella porta esterna.
Mi rizzai a sedere, quasi in bilico sull'orlo del letto, pronto a
scattare se lei mi avesse chiamato.
Aspettavo, trattenendo il fiato per non far rumore. Vi fu un altro
clic quando Rose tolse il chiavistello della porta a rete, poi un
cigolio rugginoso quando l'apr. E poi...
Era una casa piccola, come ho detto. Ma tra dove stavo io e dove
stava lei c'era comunque una certa distanza, forse una decina
di metri. Ma anche da cos lontano, lo sentii. Il sussulto, il suono
folle di terrore del suo respiro risucchiato dentro.
E poi grid. Grid e imprec in un modo che non voglio sentire mai pi.
N-nick! Nick! D figlio di troia  tornato! Quel maledetto Tom  tornato!
...
.
...
CAPITOLO 14.
...
.
...
Feci per acchiappare i calzoni, ma le gambe erano attorcigliate
e vista la situazione di Rose non avevo proprio tempo da perdere.
Comunque non era dei calzoni che avevo bisogno, con quel
maledetto Tom di nuovo tra i piedi. Cos afferrai la pistola, e di
quella avevo bisogno di sicuro, e corsi alla porta.
Inciampai su una sedia in cucina e per poco non piantai la testa
nel muro. Mi tirai su e scattai fuori sulla veranda. Poi vidi come
stavano le cose - e certo non stavano bene, d'accordo, ma molto
meglio di quel che mi aspettavo.
L c'era il corpo di Tom, non Tom. Lo avevano lasciato sulla veranda,
a faccia in su, con il fucile piazzato di fianco. La barba era
cresciuta un po', perch i peli continuano ancora a crescere nei
giorni dopo che uno  morto. Era tutto coperto di fango e al centro
del corpo non c'era altro che un grosso buco pieno di budella.
Gli occhi erano spalancati e sbarrati. Tutta la cattiveria se n'era andata,
ma la paura che aveva preso il suo posto era peggio. Qualunque
faccia avesse la morte, di sicuro per lui non era bella.
Tutto sommato, si pu dire che non fosse uno spettacolo molto
grazioso. Non avrebbe certo vinto il primo premio in un concorso
di bellezza. Quel vecchio di nome Morte aveva dipinto Tom Hauck
con i suoi colori autentici, e non era decisamente un ritratto lusinghiero.
Non potevo proprio biasimare Rose per come si era comportata.
Quasi qualunque donna avrebbe fatto lo stesso, se suo marito
fosse arrivato a casa a notte fonda nello stato in cui era Tom.
Rose aveva il diritto di piantar su un pandemonio, ma questo non
aiutava, specialmente non mi aiutava a pensare. Cosa che ovviamente
dovevo fare, e in fretta. Cos la strinsi con un braccio e cercai di calmarla.
Tranquilla, tesoro, tranquilla. Non  una bella cosa, ma...
Accidenti a te, perch non l'hai ammazzato? Si stacc da me.
Mi avevi detto di averlo ammazzato, quel figlio di troia!
L'ho fatto, piccola. Non ha certo l'aria di un uomo vivo, ti pare?
Non potrebbe essere pi morto se...
Allora chi l'ha riportato qui? Chi  stato quel maledetto lurido
bastardo? Se metto le mani su quel figlio di puttana...
Si interruppe e gir su se stessa con uno sguardo folle, apparentemente
in ascolto di qualcosa. feci per dire che anch'io volevo mettere
le mani addosso a quel tale, perch che diavolo l'aveva fatto a
fare, comunque? Rose mi disse di chiudere il dannato becco.
Insomma, tesoro dissi. Non  questo il modo di parlare.
Dobbiamo stare calmi e...
Laggi! strill, puntando il dito. Eccolo l! E il figlio di puttana
che l'ha fatto!
Balz gi dalla veranda e si mise a correre,
precipitandosi lungo
il vialetto che portava dalla casa in strada. Il suo bianco corpo
nudo svan nell'oscurit. Esitai, domandandomi se non avrei dovuto
almeno mettermi i pantaloni, poi pensai che diavolo, e mi
misi a correrle dietro.
Non riuscivo a vedere quel che aveva visto Rose. Non riuscvo
a vedere praticamente niente, per quanto era buio. Ma sentivo
qualcosa: il cigolio di ruote di carro e l'arrancare attutito di zoccoli
sulla strada fangosa.
Continuai a correre. Infine il cigolio e l'arrancare cessarono e vidi
il bianco del corpo di Rose. Aveva gi ricominciato a imprecare
e gridare, ordinando a quel tale, chiunque fosse, di scendere dal
carro.
Vieni gi, nero bastardo! Vieni gi, accidenti a te! Che diavolo di idea sarebbe, riportare quel figlio di troia di mio marito?
Miz Rose. Prego, signora, Miz Rose. Io... Era la voce bassa,
spaventata di un uomo.
Ti faccio vedere io, figlio di puttana! Ti insegno io! Ti spello
quel culo nero fino all'osso!
Stava cercando di strappar via una briglia quando arrivai di
corsa. La feci voltare con uno strattone e lei mi guard con occhi
folli, indicando tremante l'uomo fermo di fianco al carro.
Era Zio John, il tipo di colore di cui vi ho parlato. Era in piedi
con le mani sollevate a met, e nel buio i suoi occhi terrorizzati parevano
tutti bianchi. Guardava da un'altra parte, naturalmente,
poich uno di colore poteva farsi ammazzare per aver guardato
una donna bianca nuda.
 stato lui! Rose cominci a strillare. Ha riportato lui il figlio
di troia, Nick!
Be', insomma, sono sicuro che non voleva far niente di male
dissi. Come va, Zio John? Bella serata.
Grazie, Mistah Nick. Sto mica male, grazie. La voce gli tremava
di paura. Sissignore, sicuro, molto bella serata.
Figlio di puttana! url Rose. Che lo hai riportato a fare? Perch
credi che ci siamo sbarazzati di quello sporco bastardo, allora?
Rose! feci Rose! e Zio John rote gli occhi e disse: Prego,
signora, Miz Rose e suonava come una preghiera.
Aveva gi visto molto, di gran lunga molto pi di quanto fosse
salutare vedere. Di sicuro non voleva anche sentire. Rose scivol
di nuovo via da me, aprendo la bocca per cacciare un altro strillo,
e Zio John cerc di tapparsi le orecchie con le dita. Ma sapeva che
era inutile. Sent tutto, e seppe che io lo sapevo.
Non  giusto, Nick, miseriaccia! Tu ti prendi il disturbo di ammazzare
quel figlio di troia, e questo bastardo lo riporta indietro!
La schiaffeggiai sulla bocca. Gir su se stessa e si avvent su di
me a unghie sfoderate. L'afferrai per i capelli, la sollevai da terra
e le diedi un ceffone incrociato, avanti e indietro.
 chiaro il concetto? dissi, rimettendola gi. Adesso sta'zitta
e torna in casa, altrimenti ti do il peggior sacco di botte che ti sia
mai presa in vita tua.
Si port lentamente le mani alla faccia. Abbass gli occhi e si
guard, a quanto pare accorgendosi solo in quel momento di essere
nuda. Rabbrividendo, cerc di coprirsi con le mani, lanciando
un'occhiata spaventata a Zio John.
N-Nick. Cosa... cosa faremo...
Avanti, fa' come ti ho detto. Le diedi una spinta verso la casa.
Io e Zio John sistemeremo la cosa.
M-ma... ma perch lo ha fatto?
Anche su quello ho un'idea. Adesso corri, andr tutto bene.
Esit, poi torn indietro sul sentiero sgambettando. Aspettai
finch non fui sicuro che se ne fosse andata davvero, poi mi voltai
verso Zio John.
Gli sorrisi e lui cerc di sorridere a me. Ma i denti gli battevano
tanto che non ci riusc.
Su, non aver paura, Zio John. Non hai niente da temere da
me. Non ti ho sempre trattato bene? Non ho sempre fatto del mio
meglio con te?
S, s, sicuro Mistah Nick rispose infervorato e io fatto bene
con voi, sicuro,  vero, Mistah Nick? Ma per davvero, sicuro?
Sempre stato bravo negro per voi, eh?
Be', ecco. Credo che si pu dire cos, d'accordo.
Sissignore, Mistah Nick. Uno di quei negri cattivi combina
guai, io sempre viene a dire a voi, sicuro. Uno ruba una gallina o
gioca ai dadi o si ubriaca o tutte quelle altre cose che fanno i negri
cattivi, io sempre viene subito a raccontare a voi,  vero?
Be', ecco risposi. Hai ragione anche su questo, direi, e non
me lo sono dimenticato, Zio John. Ma dov' che vuoi arrivare, comunque?
Deglut e si strozz, rimandando gi un singhiozzo. Mistah
Nick, io non dice niente di... di quello che  successo stanotte. Giuro,
Mistah Nick, io non dice niente a nessuno. Lasciatemi solo andare
e... e...
Ma certo che lo far. Ti sto forse trattenendo, adesso?
D-dite sul serio, Mistah Nick? Davvero non siete niente arrabbiato?
Posso andare a casa subito e tenere mia vecchia boccaccia
chiusa sempre sempre?
Gli dissi che naturalmente poteva andarsene. Ma sarei stato
molto meglio se prima mi avesse detto come mai era capitato qui
con il corpo di Tom Hauck.
Se non me lo dici, potrei avere qualche sospetto. Potrei immaginare
che hai fatto qualcosa di brutto e stavi cercando di nasconderlo.
No, sicuro, Mistah Nick! Proprio qualcosa di brutto, non l'ho
fatto! Io cerco di fare bene, e poi faccio grossa confusione, vecchio
scemo che sono e... e... Oh, Mistah Nick! Si copr la faccia con le mani.
N-non vi arrabbiate con me, sicuro. Zio John, lui non sa niente
di niente. Lui non sente niente e lui non vede niente e... prego non
mi uccidete, Mistah Nick! Prego non uccidete il vecchio John.
Gli diedi una pacca sulle spalle, lasciandolo piangere per un
minuto. Poi dissi che sapevo che non aveva fatto niente di sbagliato,
perci perch avrei dovuto fargli qualcosa di male? Ma di sicuro
gli sarei stato grato se mi avesse detto che cosa era successo.
V-voi... Si scopr il viso per guardarmi. Davvero non volete
uccidermi, Mistah Nick? Sul serio?
Per la miseria, mi stai dando del bugiardo? E adesso comincia
a parlare e non dirmi nient'altro che la verit.
Mi raccont quello che era successo, perch aveva riportato il
corpo di Tom Hauck alla fattoria.
Quadrava proprio con quello che avevo pensato.
Si era imbattuto nel corpo quella sera di buon'ora mentre era in
giro a caccia di opossum, e aveva pensato di venire in citt a dirmelo.
Poi, con tanti mascalzoni in giro, aveva pensato che forse era
meglio portare il corpo con s. Cos lo aveva caricato sul suo vecchio
carretto molleggiato, insieme al fucile, e si era diretto di nuovo
verso la citt.
Era pi o meno a met strada quando gli era venuto in mente
che poteva essere una gran brutta idea farsi vedere in citt con il
cadavere; in effetti, era proprio un'idea del cavolo anche solo farsi
beccare nei paraggi di quel corpo. Perch un sacco di gente poteva
immaginare che lui avesse una ragione di prima categoria
per ammazzare Tom. In fondo, Tom gli aveva dato un bel po' di
legnate e aveva intenzione di rifarlo, se gli fosse capitato a tiro.
La sua non avrebbe certo potuto essere una vita molto felice, finch
c'era Tom in circolazione, perci non sarebbe stata affatto una sorpresa
se lo avesse ammazzato. E comunque, essendo uno di colore,
Zio John non avrebbe mai goduto del beneficio del dubbio.
Tom Hauck non serviva assolutamente a niente e la comunit
stava benissimo senza di lui. Per avrebbero comunque linciato
Zio John. Sarebbe stato pi o meno un dovere civico, per come la
vedevano loro; uno dei metodi per tenere in pugno la gente di colore.
Ebbene, il povero vecchio Zio John si era messo nei pasticci.
Non poteva portare in citt il corpo di Tom, e neppure farsi vedere
con il cadavere. E dal momento che Tom era un bianco, non riusciva
a decidersi a mollarlo semplicemente da qualche parte in
una fossa. Cera soltanto una cosa che poteva fare, per come la vedeva
lui; soltanto una cosa che sarebbe stata accettabile per il bianco
spettro di Tom e per il Dio Onnipresente nel quale gli avevano
insegnato a credere. Aveva semplicemente riportato il morto a casa
sua e l'aveva lasciato l.
Allora, non vi pare giusto, Mistah Nick? Capite come ho pensato,
signore? Adesso credo che non era la cosa giusta, visto come
l'ha presa male Miz Rose, e...
Be', di questo non devi proprio preoccuparti lo interruppi.
Miss Rose era solo sconvolta a vedere suo marito morto, e morto
malamente, se  per questo. Probabile che ci metter un pezzo prima
che le passi, perci forse  meglio se spostiamo il corpo da qualche
altra parte, fino ad allora.
M-ma... ma voi dice che potevo andare, Mistah Nick. Voi dice
che io dice solo la verit e...
Sissignore,  meglio che facciamo cos dissi. Quindi sbrigati
e gira il carro.
Rest l fermo, a capo chino, muovendo la bocca come se cercasse
di dire qualcosa. Si ud un lungo rombo di tuono, poi il bagliore
zigzagante di un fulmine, che gli illumin la faccia per un momento.
E per qualche ragione dovetti distogliere lo sguardo.
Mi hai sentito, Zio John? Hai sentito cosa ti ho detto di fare?
Esit, poi sospir e mont sul carro. S, sicuro, vi ho sentito,
Mistah Nick.
Tornammo davanti alla casa. Mentre caricavamo il corpo di
Tom, cominci a piovere e dissi a Zio John di aspettare sulla veranda
finch non mi fossi vestito, in modo che non si bagnasse
pi del necessario.
Avrai un certo appetito dissi. Vuoi che ti porti una tazza di
cicoria calda? Magari una focaccina di mais o altro?
Credo di no, grazie, signore. Scosse la testa. Probabilmente
Miz Rose non ha il fuoco caldo a quest'ora di notte.
Be', possiamo accenderne uno replicai. Nessun problema.
Grazie, signore, penso di no, Mistah Nick. Io... non ho tanta
fame.
Salii in casa e mi asciugai con un asciugamano che Rose mi diede,
e fu davvero un piacere tornare nei miei vestiti. Mentre mi vestivo
lei mi tempestava di domande: cosa dovevamo fare e cosa
avrei fatto, e cos via. Le domandai cosa pensava; se credeva di potersi
mai sentire sicura, con qualcuno che sapeva quel che sapeva
Zio John.
Be'... Si umett le labbra, distogliendo gli occhi dai miei.
Possiamo dargli dei soldi, no? Tutti e due. Questo dovrebbe,
ehm, be', non direbbe niente, cos, vero?
Ogni tanto si fa un bicchierino dissi. Va' a sapere cosa pu
andare a raccontare uno dopo che ha alzato abbastanza il gomito.
Ma lui...
Ed  un tipo molto religioso. Non mi stupirei per niente se
credesse di dover pregare per noi.
Puoi mandarlo via da qualche parte disse Rose. Mettilo su
un treno e mandalo al Nord.
E lass non pu parlare? Non si sentirebbe pi libero di farlo,
lontano da noi, di quanto non lo sarebbe qui?
Risi e le diedi un buffetto sotto il mento, chiedendole cosa aveva
da fare tanto la schizzinosa. Ehi, credevo che fossi una vera
dura. Quello che  successo a Tom non ti ha turbato per niente.
Perch lo odiavo, quel figlio di troia! Non  la stessa cosa con
Zio John, un povero negro che stava solo cercando di fare del suo
meglio!
Magari anche Tom faceva del suo meglio. Mi domando se
quello che abbiamo fatto noi sia migliore.
Ma... ma, Nick! Tu, insomma, lo sai com'era fatto quel bastardo!
Risposi che s, lo sapevo, ma non avevo mai sentito dire che
qualcuno avesse ammazzato la moglie di Tom, e che Tom fosse
andato a letto, prima e dopo, con la persona che lo aveva fatto. Poi
risi, interrompendola prima ancora che potesse intervenire. Ma
questa  una cosa diversa davvero, tesoro dissi. Questa cosa, la
sai prima che succeda. Non  che te la raccontano dopo, in modo
che puoi dire: be', che posso farci, in fondo non  opera mia.
Nick... Mi tocc il braccio, piuttosto impaurita. Mi dispiace
di aver perso la testa stasera, tesoro. Credo di non poterti biasimare
se hai cercato di farmi male.
Non  questo, a dire il vero. Penso solo di essere un po' stanco
di fare le cose che tutti sanno che sto facendo, cose che vogliono
davvero e che si aspettano da me, per poi dovermi prendere tutta
la colpa.
Lei cap; o almeno disse di aver capito. Mi abbracci e mi tenne
stretto per un poco, e parlammo per un paio di minuti di quello che andava fatto. Poi me ne andai, dato che mi aspettava una
lunga notte di lavoro.
feci andare Zio John per la campagna, fino a circa tre miglia
dietro la fattoria. Scaricammo l il corpo di Tom, di fianco a certi
alberi, e Zio John e io ci riparammo alla meglio, un paio di metri
pi in l.
Si sedette alla base di un albero, le gambe troppo traballanti per
reggerlo ancora. Mi accovacciai a poca distanza da lui e aprii la canna
del fucile. Sembrava piuttosto pulita, abbastanza da essere sicura,
comunque. Ci soffiai dentro un paio di volte per sicurezza, poi
la caricai con le cartucce che avevo preso dalle tasche di Tom.
Zio John mi guardava, negli occhi tutte le suppliche e le preghiere
del mondo. Richiusi la canna, regolai l'alzo e lui ricominci
a piangere.
Lo guardai aggrottando la fronte, piuttosto nervoso.
Allora, com' che adesso fai tante storie? dissi. Sapevi dall'inizio
cosa avrei dovuto fare.
Nossignore, io vi credo, Mistah Nick. Voi diverso da altri
bianchi. Io credo ogni parola che voi dite.
Be', insomma, io penso che stai mentendo, Zio John affermai.
L'hai fatto, e mi dispiace di averti sentito farlo. Perch sta proprio
nella Bibbia, che mentire  peccato.
 peccato anche uccidere la gente, Mistah Nick. Un peccato
peggio che mentire. V-voi... voi...
Ti dir una cosa, Zio John. Ti dir una cosa, e spero ti sia di
conforto. Ogni uomo uccide ci che ama.
V-voi non mi amate, Mistah Nick...
Gli dissi che su questo aveva ragione in pieno, al mille per cento.
Ci che amavo era me stesso, e per la miseria, ero disposto a fare
qualunque cosa per continuare a vivere e giocare d'azzardo e
bere whisky e scopare e andare in chiesa la domenica con tutte le
altre persone rispettabili.
Ti dir un'altra cosa continuai che  un sacco pi sensata della
maggior parte delle dannate scritture che ho letto. Meglio il cieco,
Zio John; meglio il cieco che piscia da una finestra, del buontempone
che ce l'ha portato. Lo sai chi  il buontempone, Zio John?
Praticamente tutti, per la miseria, tutti i figli di puttana che girano
la testa quando la merda vola, ogni bastardo che sta seduto sul suo
uccello, con un pollice nel culo e l'altro in bocca sperando che non
gli succeda niente, ogni ruffiano convinto che la piscia si trasformer
in limonata, ogni coglione che dovrebbe essere fatto a immagine
di Dio, e a pensarci bene non mi piacerebbe per niente incontrarlo
in una notte buia. Anche tu, tu in particolare, Zio John; gente
che se ne va in giro ad annusare la merda con la bocca aperta e poi
fa la faccia tutta stupita se qualcuno gli ci inzeppa dentro uno stronzo
con un calcio. Gi, non puoi essere diverso da quello che sei,
nient'altro che un povero negro.  questo che dici, Zio John, e sai
cosa ti dico io? Va' a farti fottere, dico. Dico che non puoi essere diverso
da quello che sei, e io non posso essere diverso da quello che
sono, e tu sai dannatamente bene cosa sono e cosa devo essere. Sai
dannatamente bene di non avere amici tra i bianchi. Dovresti sapere
dannatamente bene che non ne avrai mai perch fai schifo,
Zio John, te ne vai in giro implorando di farti fottere, e come diavolo
si fa ad avere un amico cos?
Gli scaricai addosso tutt'e due le canne del fucile.
Per poco non lo tagli in due, miseriaccia.
...
.
...
CAPITOLO 15.
...
.
...
Ecco come volevo che sembrasse: Zio John aveva sparato a Tom
con il proprio fucile, poi Tom gli aveva preso il fucile e aveva sparato
a Zio John. O viceversa. Comunque, quando mi misi a pensarci
in seguito, mi pareva che la gente non l'avrebbe vista affatto cos.
E questo significava che probabilmente si sarebbero messi a
cercare il vero assassino. E per qualche tempo fui piuttosto preoccupato.
Ma non era necessario. Per quanto fosse una follia totale,
con Zio John ammazzato quasi due giorni dopo Tom, e tutti e due
ovviamente morti quasi nello stesso istante in cui erano stati colpiti,
alla fine nessuno ci trov niente di strano. Non si domandarono
proprio come avesse fatto un morto a ucciderne un altro.
Naturalmente, entrambi i corpi erano bagnati e coperti di fango,
sicch non si poteva dire, su due piedi, quando fossero morti
con esattezza; e qui a Potts County non siamo attrezzati per fare
tanti esami scientifici e indagini. Se le cose sembrano in un certo
modo, di solito la gente si immagina che siano proprio cos. E se
anche avessero avuto intenzione di far chiasso per qualcuno, non
sarebbe stato per Tom Hauck o Zio John.
La semplice verit era che a nessuno fregava un accidenti di
quei due. Per quanto riguardava Tom, era semplicemente la gradita
eliminazione di una sgradita spazzatura; e uno di colore in
pi o uno in meno, a chi fregava, se non a qualche altro tizio colorato,
e a chi fregava che gliene fregasse a loro?
Ma sto uscendo un po' dal seminato, credo...
...
.
...
Buttai il fucile tra Tom e Zio John. Poi, lasciando il cavallo e il
carro di John dove si trovavano, tornai scarpinando per la campagna
fino alla fattoria degli Hauck.
A quel punto era piuttosto tardi, o piuttosto presto, dovrei dire.
Mancava pi o meno un'ora all'alba. Attaccai il calesse, senza
entrare in casa, e mi diressi in citt.
La porta della scuderia era aperta e lo stalliere russava come una
sega circolare su nel fienile. Una lanterna ardeva in un mastello di
sabbia, gettando una luce tremolante lungo la fila di stalle. Sistemai
cavallo e calesse senza fare il minimo rumore e lo stalliere continu
a russare. E uscii di nuovo nel buio, buio e pioggia.
Non c'era nessuno per strada, naturalmente. Anche senza la
pioggia, nessuno sarebbe stato fuori a quell'ora. Entrai nel tribunale,
mi levai gli stivali e sgattaiolai di sopra, a letto.
Il calduccio asciutto era una meraviglia, dopo tutto il tempo
passato con quei vestiti bagnati addosso, e dovevo essere totalmente
esausto. Perch mi addormentai di colpo, invece di rigirarmi
per quindici, venti minuti come faccio di solito.
Poi, nello stesso momento in cui la mia testa toccava il cuscino,
o cos mi parve, Myra cominci a strillare e a scuotermi.
Nick! Nick Corey, alzati di l! Santo cielo, vuoi dormire tutta
la notte e anche tutto il giorno?
Perch no? borbottai, aggrappandomi ai cuscini. Mi sembra
un'ottima idea.
Ho detto alzati! E mezzogiorno e c' Rose al telefono!
Mi lasciai tirare su e parlai con Rose per un minuto o due. Dissi
che mi dispiaceva che Tom non fosse ancora a casa, e che probabilmente
sarei riuscito a dare un'occhiata in giro per cercarlo,
anche se non ero sicuro che il sole avrebbe resistito e non avrebbe
ricominciato a piovere.
Probabile che far cos, Rose dissi perci non ti preoccupare
proprio. Probabile che comincio a cercarlo oggi, anche
se si mette a piovere e mi macchio i vestiti come ieri sera, per non
parlare del tremendo raffreddore che potrei beccarmi. Senn, se
non esco oggi, lo far di sicuro domani.
Riattaccai e mi voltai.
Myra mi guardava corrucciata, con le labbra strette e l'aria disgustata.
Indic il tavolo e mi disse di sedermi, per l'amor del cielo.
Sbrigati a far colazione ed esci di qua! Comincia a fare il tuo
lavoro, tanto per cambiare!
Io? Io faccio sempre il mio lavoro.
Tu! Stupido imbecille smidollato! Tu non fai niente!
Be',  questo il mio lavoro. Non fare niente, cio.  per questo
che la gente mi elegge.
Myra gir sui tacchi cos veloce da far roteare le gonne e se ne
and in cucina. Mi sedetti a tavola. Guardai l'orologio e vidi che
erano quasi le dodici, praticamente ora di pranzo, perci non mangiai
molto a parte un po' di uova e prosciutto e farina d'avena e salsa
e sette o otto biscotti e una coppettina di pesche con la panna.
Stavo prendendo la terza tazza di caff quando Myra torn.
Cominci ad agguantare i piatti, borbottando tra s, e le chiesi
quale fosse il problema.
Se ce n' uno dissi tu raccontami tutto quanto, perch due
teste pensano meglio di una.
Miserabile...! Non uscirai mai di qua? strill. Perch sei ancora
seduto a tavola?
Come, sto bevendo questo caff. Se guardi bene da vicino lo
vedi.
Be'... be', portatelo via! Bevilo da qualche altra parte!
Cio, vuoi che mi alzi da tavola?
S! Avanti, deciditi, santo cielo!
Dissi che sarei stato ben contento di farle la cortesia, ma se ci rifletteva
bene avrebbe capito che non aveva molto senso alzarmi
da tavola. Cio,  quasi ora di pranzo dissi. Lo servirai da un
momento all'altro, perci per cosa dovrei alzarmi quando posso
starmene seduto qua, bello pronto per cominciare a mangiare?
T-tu! Digrign i denti. Fuori di qui!
Senza pranzo? Vuoi dire che devo lavorare tutto il pomeriggio
a stomaco vuoto?
Ma se hai appena... Rimase senza parole e sprofond su una
sedia.
Va bene, dissi, faceva bene a sedersi e riposarsi un po', e non
aveva nessuna importanza se il pranzo tardava di un minuto o
due. E lei disse...
Non lo so, cosa disse. Andammo avanti a botta e risposta per un
po', senza che nessuno dei due ascoltasse davvero l'altro. Per lei
non era un problema, dato che non mi ha mai prestato attenzione
comunque, e a dire il vero neanch'io le ho mai prestato molta attenzione,
comunque. In ogni modo, quel giorno non avrei potuto
farlo neppure se avessi voluto, perch ero troppo preoccupato di
quello che sarebbe successo quando avessero trovato Tom e Zio
John morti.
 per questo che tormentavo Myra, credo. Non volevo uscire
e affrontare quello che sarebbe successo, qualunque cosa fosse,
perci avevo cominciato a stuzzicare lei. Era un po' una mia abitudine,
credo, rifarmi su di lei quando avevo la luna storta. Forse,
pi un'abitudine di quanto mi rendessi conto.
Dove sta Lennie? domandai, riprendendo la conversazione.
Se non si sbriga fa tardi per il pranzo!
Ha gi pranzato! Cio, gli ho preparato da mangiare prima
che uscisse!
Vuoi dire che  fuori quando pare proprio che il sole presto finir
di splendere e che comincer a venir gi il diluvio, e probabile
che si macchier i vestiti e si beccher un raffreddore della miseria?
Insomma, non mi pare che ti prendi tanta cura di tuo fratello,
tesoro.
La faccia di Myra cominci a gonfiarsi, pareva che le scoppiassero
le guance. Mi fiss, con gli occhi fuori dalle orbite, e sia dannato
se non tremava dalla testa ai piedi.
Come mai Lennie  uscito di giorno, comunque? dissi. Non
pu sbirciare nelle finestre, quando c' luce.
Tu! esclam Myra alzandosi di scatto. R-razza di... Indic
la porta, con la mano che tremava come una foglia. Fuori di qui,
mi hai sentito? fuori di qui!
Cio, vuoi che me ne vado? Be', avresti dovuto dirmelo prima.
Darmi almeno un piccolo indizio.
Mi misi il cappello e le dissi di ricordarsi di chiamarmi quando
il pranzo era pronto. Afferr la zuccheriera con fare minaccioso,
e io scesi le scale piuttosto in fretta.
Mi misi a sedere nel mio ufficio. Mi calai il cappello sugli occhi
e appoggiai gli stivali sulla scrivania. Mi sembrava un buon
momento per fare un pisolino, visto che non c'era ancora tanta
gente in giro per via del fango. Ma non era proprio giornata da
riuscire a tenere gli occhi chiusi.
Alla fine smisi di provarci. Non serviva a granch, preoccupato
a morte com'ero. Pensai che la cosa migliore fosse chiudere la
faccenda: mettere insieme un po' di gente e cominciare la caccia a
Tom. Poi, qualunque cosa fosse successa, almeno l'avrei saputo e
non avrei pi dovuto angustiarmi.
Mi alzai e feci per andare alla porta. Il telefono squill e tornai
indietro per rispondere. E proprio in quel momento, Lennie si
precipit nella stanza.
Agitava le braccia, farfugliando e sputacchiando dappertutto
per l'emozione.
Gli feci cenno di calmarsi e al telefono dissi: Un momento solo,
Robert Lee. E appena entrato Lennie, e sembra che mi voglia
dire qualcosa.
Lascia stare. Lo so cosa vuole dirti afferm Robert Lee Jefferson,
e mi disse che cos'era. Adesso  meglio che vieni subito
qui ad assumere il controllo.
Risposi che l'avrei fatto, e lo feci.
Era stato Henry Clay Fanning, un contadino che viveva un paio di miglia a sud della casa degli Hauck, a trovare i corpi. In quel
momento era fuori a tagliar legna, e li aveva subito buttati in cima
al carico e portati in citt.
Non ho perso neanche un minuto disse con orgoglio, sputando
tabacco nel fango. Credete che la contea provveder, per
il mio disturbo?
Be', non ne sono proprio sicuro, Henry Clay risposi, notando
come la testa di Zio John fosse schiacciata tra la legna e il fondo
del carro. Dopo tutto, dovevi venire in citt comunque.
Ma, e quel negro? Un bianco dovrebbe prendere una qualche
ricompensa per aver maneggiato un negro.
Be', forse l'avrai dissi. Se non in questo mondo, nel prossimo.
Continu a far questioni. Alcuni dei presenti ripresero l'argomento
e si misero a discutere tra loro. Le opinioni erano divise
pressoch equamente: un gruppo sosteneva che Henry Clay aveva
diritto a una ricompensa, e l'altro diceva che un bianco tanto
stupido da occuparsi di un negro non meritava altro che un calcio
in culo.
Acchiappai un paio di tipi di colore e dissi loro di riportare il corpo
di Zio John alla sua gente. E quelli la tirarono un po' per le lunghe,
ma naturalmente lo fecero. Poi, io e Robert Lee con uno dei
suoi commessi portammo Tom all'emporio Taylor, Arredi e Pompe
Funebri.
Dissi a Robert Lee che mi sarebbe piaciuto sentire la sua opinione
sulla faccenda, e lui si volt verso di me, nauseato. Non
puoi almeno lasciarmi lavare le mani? sbott. Hai tutto questo
diavolo di fretta?
Non io risposi. Non ho pi fretta di quanta ne ha il vecchio
Tom, e di sicuro non mi sembra che ne abbia, e che ne dici, Robert
Lee? Difficile dire cos' pi grosso, il vecchio Tom o il buco
che ha in corpo!
Tutti ci ripulimmo nel retro dell'emporio; Robert Lee era terribilmente
pallido e nauseato. Poi il suo commesso torn nel negozio
di ferramenta e io e Robert Lee lo seguimmo una decina di minuti
pi tardi. Non potemmo farlo prima perch Robert Lee
dovette fare un'altra corsetta e una lunga visita al lavabo. Quando
ce ne andammo si raddrizz e strinse le labbra, ancora bianco come
uno spettro. Poi, appena varcata la porta, Henry Clay Fanning
gli si appiccic.
Quell'Henry Clay era una vera sagoma, un esempio di quello
che da queste parti chiamiamo un avvocato del campo di cotone.
Conosceva tutti i privilegi a cui aveva diritto (e forse ancora altri tre
o quattro milioni) ma dei suoi doveri non capiva granch. Nessuno
dei suoi quattordici figli era mai andato a scuola, perch mandare
a scuola i figli contrastava con i suoi diritti costituzionali.
Quattro delle sue sette figlie, tutte abbastanza grandi per esserlo,
erano incinte. E lui non permetteva a nessuno di domandar loro
come fosse successo, perch quella era una sua responsabilit legale,
era compito di un padre occuparsi della moralit dei suoi figli,
e lui non tollerava alcuna interferenza.
Naturalmente, tutti avevano un'idea piuttosto precisa su chi
avesse messo incinte quelle ragazze.
Ma date le circostanze, non c'era modo di provarlo e dato che
Henry Clay aveva, diciamo, un brutto carattere, nessuno ne parlava
molto.
Sicch ora eccolo l, sempre occupato a esercitare i suoi diritti.
Ad afferrare per il braccio Robert Lee Jefferson e farlo roteare su
se stesso.
Sentite una cosa, Robert Lee, forse quel Nick Corey dell'accidenti
non conosce la legge, ma voi s, e per la miseria, sapete bene
che mi spetta una ricompensa. Io...
Cosa? scatt Robert Lee. Cosa hai detto?
La contea paga una ricompensa per i cadaveri estratti dal fiume,
no? Perch allora non prendo una taglia per aver trovato questi?
Non solo li ho trovati, ma li ho trascinati fino in citt sporcando
tutto il mio carro di sangue negro, e...
Rispondimi, farabutto incestuoso! Mi hai chiamato Robert
Lee?
Henry Clay disse che sicuro, l'aveva chiamato cos, e allora?
Com' che mi avete chiamato, fra...
Robert Lee lo colp alla bocca. Henry Clay decoll dal marciapiedi
e atterr nel fango di schiena. Aveva gli occhi aperti, ma non
si muoveva. Stava sdraiato l e basta, respirando rumorosamente
per via del sangue che gli usciva dal naso e dalla bocca.
Robert Lee si spolver le mani, mi rivolse un cenno ed entr
nel suo negozio. Lo seguii nel suo ufficio.
Ora mi sento meglio sospir, sprofondando su una poltrona.
Erano anni che avevo voglia di prendere a pugni quel cane
rognoso, e finalmente mi ha dato una scusa.
Dissi che secondo me Henry Clay in realt non ne capiva molto
di legge, dopotutto. Altrimenti saprebbe che chiamandoti con
il nome di battesimo ha creato i presupposti per una legittima aggressione.
Cosa? Mi diede un'occhiata perplessa. Non sono sicuro di
aver capito.
Niente. Un pugno gliel'hai dato, non c' dubbio, Robert Lee.
Una bellezza, eh? Vorrei solo avergli spezzato quel lurido collo.
Forse  meglio che stai attento, per un po'. Henry Clay potrebbe
cercare di rifarsi.
Robert Lee sbuff. Non ha il fegato, ma mi piacerebbe. Ecco
uno che ammazzerei volentieri. Chiamarmi con il nome di battesimo,
pensa!
Gi dissi. Pensa che roba!
Ora, a proposito di quest'altra faccenda di Tom e Zio John,
non credo che serva a molto nominare una giuria che decida se
procedere dopo l'inchiesta del coroner, in un caso cos lampante.
I fatti sembrano abbastanza ovvi, non sei d'accordo?
Be',  un caso lampante, sicuro dissi. Non credo di aver mai
visto un caso di omicidio tanto lampante.
Esatto. E tutti quelli con cui ho parlato sono dello stesso parere.
Naturalmente, se Rose dovesse insistere per un'inchiesta...
O i parenti di Zio John...
Oh, via rise Robert Lee. Non siamo ridicoli, Nick.
Ho detto qualcosa di buffo?
Be', ehm fece Robert Lee, schiarendosi la gola. Forse ho
scelto la parola sbagliata. Avrei dovuto dire irrealistici.
Con aria inespressiva, gli chiesi cosa voleva dire esattamente,
comunque? Sbott che sapevo benissimo cosa voleva dire. Nessun
dottore fa un'autopsia su un negro. Diamine, non se ne trova
uno che tocchi un negro vivo, figuriamoci uno morto.
Credo che abbia ragione dissi. Se per caso bisogna farlo, per,
e chiedo solo per sapere, pensi di poter ottenere un'ingiunzione
del tribunale per far fare il suo dovere a un dottore?
Uhm, be'... Robert Lee si appoggi allo schienale e storse le
labbra immagino sia una cosa che si potrebbe fare de jure, ma
non de facto. In altre parole, sarebbe un paradosso: il diritto legale
di fare una cosa, impossibile per da realizzare in pratica.
Che io sia dannato, dissi, era proprio un tipo in gamba come
pochi. Penso che la testa mi scoppia totalmente, con tutte queste
cose che mi hai detto, Robbie Lee. Forse  meglio che me ne vado
di corsa prima che mi spieghi qualcos'altro e mi si apre in due come
un melone.
Oh, mi stai adulando sorrise raggiante, alzandosi insieme a
me e questo mi ricorda che dovrei complimentarmi con te per
la tua condotta nella vicenda di oggi. L'hai gestita benissimo,
Nick.
Oh, grazie molte, Robert Lee. Che ne pensi delle elezioni a
questo punto, se posso chiedere?
Penso che vincerai facilmente, viste le disgraziate voci su Sam
Gaddis. Basta che continui a fare il tuo lavoro, come hai fatto oggi.
Oh, lo far. Continuer proprio cos.
Uscii dal ferramenta e me ne tornai tranquillamente al tribunale,
fermandomi ogni tanto a parlare con qualcuno, o meglio a
lasciarli parlare con me. Quasi tutti avevano la stessa idea di Robert
Lee Jefferson, sull'uccisione. Quasi tutti erano d'accordo che
il caso era bell'e chiuso: Zio John aveva ammazzato Tom e poi
Tom, morto com'era, aveva ammazzato Zio John. O viceversa.
Praticamente gli unici a non pensarla cos, o almeno a dirlo, erano
certi fannulloni. Volevano che ci fosse un'inchiesta del coroner
e fosse nominata una giuria e si dicevano pronti e disposti a farne
parte. Ma se erano cos a secco da aver bisogno di un paio di dollari,
immaginai che non avevano pagato le tasse municipali, perci
quel che pensavano non aveva importanza.
Quando fui di ritorno al tribunale, Rose aveva gi sentito la notizia
da due o trecento persone e Myra disse che dovevo andare
immediatamente a casa Hauck e portare Rose in citt.
Su, per piacere, per una volta in vita tua, sbrigati, Nick! Quella
poveretta  terribilmente sconvolta!
E sconvolta per cosa? Perch Tom  morto, vuoi dire?
Certo che voglio dire questo! Che altro dovrei voler dire?
Be', mi chiedevo solo. Ieri sera era terribilmente sconvolta
quando pensava che forse sarebbe tornato a casa, e adesso  terribilmente
sconvolta perch sa che non  tornato. Non so perch ma
non mi sembra che abbia tanto senso.
Oh, lascia perdere! sbott Myra. Non ti permettere di discutere
con me, Nick Corey! Fa' quel che ti dico e basta, altrimenti sarai
tu a non avere tanto senso! Non che tu ne abbia mai avuto, comunque.
Presi cavallo e calesse e mi avviai verso la fattoria degli Hauck,
dicendomi che uno non fa in tempo a risolvere un problema che
deve subito occuparsi di un altro. Forse avrei dovuto prevedere
che Rose sarebbe venuta a stare con Myra e me quella notte, ma
non l'avevo fatto. Avevo avuto troppe altre cose per la testa. Cos
quella sera dovevo vedere Amy (ed era meglio che la vedessi, se ci
tenevo a rivederla ancora) e dovevo anche stare a casa (Rose
l'avrebbe considerata una bella stranezza, se non l'avessi fatto). E
non sapevo proprio che cribbio fare.
Erano un vero problema, Rose e Amy. Un problema molto pi
grosso di quanto mi rendessi conto.
La fattoria era tutta piena di vapore e piuttosto maleodorante,
quando Rose mi fece entrare. Si scus, accennando al vestito nero
appeso sopra la stufa.
Ho dovuto tingerlo in fretta e furia, tesoro. Ma quel maledetto
affare dovrebbe asciugarsi in fretta. Vuoi venire in camera da
letto ad aspettare?
La seguii in camera da letto e lei cominci a levarsi le scarpe e
le calze, vale a dire tutto quel che aveva addosso. Senti, tesoro
dissi. Forse non dovremmo farlo, adesso.
Eh? Mi guard accigliandosi. Perch diavolo no?
Be', lo sai. Sei appena diventata ufficialmente vedova. Non
sembra conveniente saltare nel letto con una donna che  vedova
neanche da un'ora.
Che diavolo di differenza fa? Prima che fossi vedova ci venivi,
a letto con me?
Be', certo. Ma quelle son cose che fanno tutti. Si pu dire che
 quasi una forma di complimento alla donna. Ma cos, quando
una non ha fatto manco in tempo a far asciugare l'abito nero, non
 proprio rispettoso. Cio, in fin dei conti, ci sono certe convenzioni
da osservare, e un tipo perbene non si butta addosso a una
vedova nuova di zecca, cos come una vedova nuova di zecca
perbene non glielo lascia fare.
Esit, studiandomi, ma alla fine annu.
Be', forse hai ragione, Nick. Lo sa Dio se non ho sempre fatto
del mio meglio per essere rispettabile, miseriaccia, malgrado il figlio
di troia con cui ero sposata.
Oh, questo  certo dissi. Se non lo so io, Rose.
Allora aspetteremo fino a stanotte. Dopo che Myra  andata
a dormire, dico.
Be', ehm...
E adesso ho una sorpresa da comunicarti. Mi abbracci, con
gli occhi che danzavano. Tra non molto potremo dimenticarci di
Myra. Puoi ottenere il divorzio dalla vecchia befana (Dio sa se ne
hai, di ragioni) o senn possiamo semplicemente mandarla al diavolo
e andar via di qui. Perch avremo un mucchio di soldi, Nick.
Un mucchio!
Ehi, ehi, aspetta! Che cribbio stai dicendo, tesoro? Lei rise, e
mi spieg.
All'inizio, quando Tom ancora la copriva di zucchero, aveva stipulato
una polizza di assicurazione da diecimila dollari. Diecimila,
indennit doppia! Dopo un anno circa, quando essere gentile era
diventato faticoso, Tom aveva detto al diavolo la polizza e al diavolo
lei. Ma era stata lei stessa a mantenere i premi, pagandoli con
i suoi risparmi. Ora, dato che Tom era stato ucciso invece di morire
di morte naturale, avrebbe riscosso la doppia indennit. Ventimila
dollari tondi tondi.
Non  meraviglioso, tesoro? Mi abbracci di nuovo. E non
 tutto. Questa cavolo di terra  ottima, anche se quel figlio di troia
era un bastardo talmente buono a nulla che non ha mai provato
a fare dei miglioramenti. Anche con una vendita coatta, dovrebbe
fruttare dieci o ventimila dollari, e con tanti soldi,
perch...
Ehi, aspetta un momento la interruppi. Frena, tesoro. Non
possiamo...
Ma possiamo, Nick! Cosa diavolo potrebbe fermarci?
Pensaci. Pensa che effetto farebbe. Tuo marito viene ucciso e tu
sei subito ricca. Viene ucciso e per te  un beneficio enorme, e ti leghi
a un altro uomo quando il cadavere non  ancora freddo. Non
pensi che la gente potrebbe farsi qualche domanda? Non pensi che
potrebbero mettersi in testa qualche idea preoccupante su questa
donna e quest'altro uomo e la morte del marito?
Be'... Rose annu. Credo che tu abbia ragione, Nick. Quanto
tempo pensi che dovremo aspettare, per sicurezza?
Direi un anno o due, comunque. Probabilmente due anni sarebbe
meglio.
Rose disse che non pensava che due anni fossero meglio. Nossignore.
Un anno sarebbe stato un tempo lungo come la fame e
non era neanche sicura di farcela ad aspettare tanto.
Ma dobbiamo! Diamine, tesoro dissi non possiamo correre
rischi, proprio adesso che tutto  come volevamo. Non avrebbe
nessun senso, ti pare?
Non  tutto come volevo io! Neanche per il cavolo, miseriaccia!
Ma senti, tesorino. Hai appena detto anche tu che dovevamo
stare bene attenti, e adesso...
Oh, d'accordo. Rose rise, tenendo un po' il broncio. Cercher
di essere ragionevole, Nick. Ma non dimenticare che c' il
mio marchio, su di te. Non te lo dimenticare nemmeno per un minuto!
Avanti, tesoro, cosa dici! Per quale motivo dovrei volere
un'altra donna, quando ho te?
Dico sul serio, Nick! Dico sul serio dalla A alla Z!
Sicuro, dissi, lo sapevo, perci cosa insisteva a fare? Si plac un
pochino e mi diede un buffetto sulla guancia.
Mi spiace, tesoro. Ci vediamo stanotte, eh? Sai, dopo che Myra
 andata a dormire.
Non vedo perch no dissi, con una gran voglia di vederlo, il
perch.
Mmm, non vedo l'ora! Mi baci e salt su. Chiss se quel
dannato vestito  asciutto.
Era asciutto. Probabilmente di gran lunga pi asciutto di me,
con tutta la sudata che mi ero fatto. Pensavo tra me: Nick Corey,
come cavolaccio hai fatto a ficcarti in questi stramaledetti casini?
Stanotte devi stare con Rose: non avresti il coraggio di non starci.
E stanotte devi stare con Amy Mason. Comunque, hai di sicuro
una voglia matta di stare con Amy, anche se non sei costretto a
starci. Sicch...
Ma ero costretto.
Anche se non lo sapevo ancora.
...
.
...
CAPITOLO 16.
...
.
...
Myra ci stava aspettando in cima alle scale quando io e Rose arrivammo,
e le due caddero praticamente l'una nelle braccia dell'altra.
Povera, povera cara, disse Myra, e oh, che avrei fatto mai
senza di te, Myra, disse Rose, poi tutte e due scoppiarono in singhiozzi.
Fu Myra a far pi rumore, naturalmente, anche se sarebbe spettato
a Rose, che si era esercitata per tutta la strada. Solo che nessuno
poteva battere Myra, quando c'era da far rumore. Cominci a
sospingere Rose verso la sua camera da letto, tenendo gli occhi su
Rose invece di guardare dove andava, e and a sbattere dritto contro
Lennie. Rote su se stessa e gli moll un ceffone che quasi fece
male a me. Poi lo colp di nuovo perch strillava.
Chiudi il becco, adesso! lo avvert. Chiudi il becco e comportati
bene. La povera Rose ha gi abbastanza problemi senza i tuoi
schiamazzi!
Lennie strinse i denti per non singhiozzare; quasi mi faceva pena.
Il fatto  che mi faceva pena davvero, ma allo stesso tempo sentivo
qualcos'altro. Perch  cos che sono fatto, credo. Comincio a
provar simpatia per la gente, come Rose, per esempio, o anche
Myra o Zio John o, be', un mucchio di gente, e poi va a finire che
sarebbe stato molto meglio se non l'avessi fatto. Meglio per loro,
cio. E credo sia piuttosto naturale, sapete? Perch quando provi
simpatia per qualcuno, vuoi aiutarlo, e quando ti rendi conto che
non puoi, che ce ne sono troppi, che dovunque giri gli occhi ce n'
qualcuno, milioni di loro, e tu sei un uomo solo, per la miseria, e
a nessun altro frega un tubo e... e...
Quella sera la cena era pronta e andava solo scaldata, il che era
un bene, visto quanto tempo Myra rimase in camera da letto con
Rose. Finalmente uscirono, e io diedi una pacca sulla spalla a Rose
dicendole che doveva farsi coraggio. Mi appoggi la testa sul
petto per un momento, come se non fosse proprio riuscita a trattenersi,
e le diedi un altro colpetto.
Oh, bene, Nick disse Myra. Occupati di Rose e io metto la
cena nei piatti.
Ma sicuro risposi. Io e Lennie ci occuperemo di Rose tutti
e due, non  vero, Lennie?
Lennie si accigli, dando naturalmente la colpa a Rose perch
Myra lo aveva picchiato. Myra aggrott la fronte e gli disse di stare
attento a quel che faceva. Poi and in cucina a prendere la cena.
Fu proprio bello mangiare in compagnia. Rose si ricordava di
scoppiare in lacrime ogni tanto, e di dire che non riusciva a mandar
gi un boccone. Ma non avrebbe potuto ingozzarsi molto di
pi, senza dover allargare il vestito.
Myra ci riemp le tazze del caff e serv il dolce, due tipi di crostata
e una torta al cioccolato. Rose prese un po' di ciascuna, versando
qualche lacrima nelle pause, per far vedere che si stava solo
sforzando.
Finimmo di mangiare. Rose si alz per dare una mano, ma naturalmente
Myra non volle sentir ragioni.
Nossignore, No-ssi-gno-re! Tu stai seduta l sul sof e ti riposi,
povera cara!
Ma non  giusto lasciare a te tutto il lavoro, Myra, amica mia
protest Rose. Potrei almeno...
Niente, assolutamente niente! Myra la cacci via. Tu adesso
ti siedi, ecco cosa fai. Nick, tu intrattieni Rose mentre io sono occupata.
Ma sicuro dissi. Niente mi piace di pi che intrattenere Rose!
Rose dovette mordersi le labbra per non ridere. Andammo al
sof e sedemmo, mentre Myra raccattava una bracciata di piatti
e andava in cucina.
Lennie ciondolava su una poltrona con gli occhi chiusi. Ma sapevo
che non erano del tutto chiusi. Era un suo trucchetto, far finta
di dormire, e credo che dovesse piacergli parecchio perch era
l'ennesima volta che provava a farlo.
Sussurrai a Rose: Che ne dici di un bacetto, tesoro?
Rose lanci una rapida occhiata a Lennie e alla porta della cucina,
e rispose: Facciamo un bacione. E un bacione fu.
E gli occhi e la bocca di Lennie si spalancarono contemporaneamente,
e cacci uno strillo. My-ra! Myra, vieni, presto!
Myra lasci cadere qualcosa in cucina e ci fu un fracasso del
diavolo. Una pila di piatti, pareva. Arriv di corsa, spaventata a
morte, come se si aspettasse di trovare la casa in fiamme.
Che? Che? Che? fece. Cosa succede? Cosa c' che non va,
Lennie?
Si abbracciavano e si baciavano, Myra! Lennie indic Rose e
me. Li ho visti, abbracciarsi e baciarsi.
Diamine, Lennie dissi. Come fai a dire una cosa cos terribile?
Invece  vero! Ti ho visto!
Avanti, lo sai che non  vero! ribattei. Lo sai pi che bene
quello che  successo, miseriaccia.
Allora, cosa  successo? domand Myra, guardando un po'
incerta da Rose a me. Sono... sono sicura che deve esserci un, ehm,
errore, ma...
Rose ricominci a piangere, affondando il viso tra le mani. Si
alz, dichiarando che non sarebbe rimasta un minuto di pi in
una casa dove si dicevano cose simili di lei.
Myra tese una mano per fermarla e disse: Nick, vorresti gentilmente
dirmi di che si tratta?
Si abbracciavano e si baciavano, ecco cos'! strill Lennie. Li
ho visti!
Ssst, Lennie! Nick?
Al diavolo esclamai, con tono furioso. Puoi credere quel
che ti pare, miseriaccia. Per ti dico questo:  l'ultima dannata
volta che cerco di consolare qualcuno che sta male!
Ma... oh fece Myra. Vuoi dire che...?
Voglio dire che Rose si  sentita di nuovo molto male. Si 
messa a piangere e io le ho detto di appoggiarsi a me finch non
si sentiva meglio, e le ho dato qualche pacca sulla spalla come
avrebbe fatto qualsiasi persona perbene. Insomma, miseriaccia!
Ho fatto la stessa cosa poco fa, per la miseria, quando tu eri proprio
qui in questa stanza, e hai detto che andava bene, che dovevo
occuparmi di lei! E per la miseria, guarda come ti comporti
adesso!
Ti prego, Nick Myra era tutta agitata e rossa. Non ho pensato
neanche per un momento che, ehm...
 tutta colpa mia dichiar Rose, tirandosi su, tutta dignitosa.
Non posso biasimarti, credo, per aver pensato di me cose cos terribili,
Myra, ma avresti dovuto sapere che mai, mai farei qualcosa
che potrebbe ferire la mia migliore amica.
Ma certo che lo so! Non ho mai avuto pensieri simili, Rose carissima!
Myra si stava praticamente inondando di lacrime.
Non ho mai dubitato di te per un momento, cara.
Stanno raccontando bugie, Myra! strill Lennie. Li ho visti
abbracciarsi e baciarsi.
Myra gli moll uno schiaffo. Gli indic la porta della sua camera,
correndogli appresso e assestandogli un altro paio di scappellotti.
L dentro, subito! Stai l dentro e per stasera non farti
pi vedere!
Ma li ho vi...
Myra gli diede una botta che praticamente lo sollev da terra.
Entr in camera sua incespicando, frignando e sputacchiando, e
lei gli sbatt la porta in faccia.
Mi dispiace tantissimo, Rose, tesoro Myra torn a voltarsi.
Io... Rose! Togliti immediatamente quel cappello, perch non farai
un solo passo fuori di qui!
C-credo sia meglio che vada a casa pianse Rose, ma non
sembrava davvero decisa. Sarei troppo imbarazzata a restare,
dopo questo.
Ma non devi, cara! Non ce n' assolutamente ragione. Perch...
Ma lo  intervenni e non la biasimo nemmeno un po'! Io pure
mi sento cos. Insomma, per la miseria, adesso mi sento in imbarazzo
anche solo a stare nella stessa stanza con Rose!
Be', perch non esci da quella stessa stanza, allora? scatt
Myra. Santo cielo, esci e fatti una passeggiata o qualcosa del
genere! Non  il caso che ti metti a fare lo scemo, solo perch l'ha
gi fatto il povero Lennie.
D'accordo, esco dissi. Quel maledetto Lennie fa il guaio, e
io vengo cacciato fuori da casa mia. Perci non ti stupire se ci metto
un po', a tornare!
Sar piacevolmente stupita se non lo farai. Sono sicura che n
Rose n io sentiremo la tua mancanza, vero, Rose?
Be'... Rose si morse il labbro. Mi dispiace sentirmi responsabile
di...
Ora non tormentarti un minuto di pi, tesoro. Vieni con me
in cucina, ci prendiamo una bella tazza di caff.
Rose la segu, con aria un tantino delusa, naturalmente. Dalla
porta della cucina, mi lanci una rapida occhiata e io scrollai le
spalle e allargai le braccia, con aria afflitta. Come a dire: lo sai,  un
peccato, accidenti, ma sono cose che capitano, che ci vuoi fare? E
lei annu, per farmi sapere che aveva capito.
Presi una canna e una lenza da sotto il mio letto. Uscii dalla camera
e chiamai Myra, per chiederle se poteva prepararmi un sacchetto
con uno spuntino perch stavo andando a pescare. E credo
sappiate cosa mi ha risposto. Sicch uscii.
Non c'era molta gente per strada a quell'ora di sera, quasi le nove,
ma praticamente tutti quelli che erano in giro mi chiesero se andavo
a pescare. Diamine, no, rispondevo, e come gli era venuta
un'idea del genere?
Be', com' che hai canna e lenza, allora? domand uno. Com'
che ce le hai, se non vai a pescare?
Oh, quelle ce l'ho per grattarmi le chiappe risposi. Metti che
sto da qualche parte in cima a un albero e da terra non arrivo a toccarmi.
Ma, senti un po'... Esit quello, accigliandosi. Non ha
senso.
Come sarebbe, che non ha senso? dissi. Insomma, praticamente
tutti quelli che conosco lo fanno. Vuoi dire che non ti porti
mai appresso una canna da pesca per grattarti le chiappe, in caso
stessi in cima a un albero e da terra non arrivassi a toccarti? Insomma,
caspita, sei proprio indietro!
Be', sicuro, disse, lo faceva anche lui. Anzi, era stato il primo a
pensarci. Volevo solo dire che non dovresti averci la lenza e
l'amo. Cio,  questo che non ha senso.
Diamine, certo che ce l'ha risposi. Serve a tirarti su le mutande
dopo che hai finito di grattarti. Per la miseria, amico, mi pare
che tu sia veramente indietro. Se non fai attenzione, il mondo
ti passa tutto davanti e tu manco te ne accorgi!
Strascic i piedi, tutto vergognoso. Io proseguii verso il fiume.
A uno dissi che no, non andavo a pescare, andavo ad appendermi
a un gancio nel cielo e a dondolarmi fin sull'altra sponda
del fiume. A un altro dissi che no, non andavo a pescare, la contea
aveva messo una taglia sulle merde volanti e volevo cercare di
agganciarne qualcuna, nel caso pulissero i cessi mentre passava il
treno. A un altro dissi...
Be', lasciamo perdere. Non fa pi differenza di quanto avessero
senso le mie risposte.
Arrivai al fiume. Aspettai un poco, poi cominciai a risalire lungo
la riva fino a trovarmi all'altezza della casa di Amy Mason. Poi
cominciai a tagliare di nuovo verso la citt, evitando tutte le case
illuminate e mettendomi al riparo ogni volta che potevo. E alla fine
arrivai dove ero diretto.
Amy mi fece entrare dalla porta di servizio. Era buio, mi prese
per mano e mi condusse in camera da letto. L si lev la camicia da
notte in fretta e furia, mi afferr e mi strinse per un minuto, muovendo
le labbra sul mio viso. Cominci a sussurrare parole folli e
impetuose, folli e impetuose e dolci. E le sue mani armeggiavano
coi miei vestiti e pensai tra me: per la miseria, non c' mai stata nessuna
come Amy! Non ce n' proprio nessuna come lei! E...
E avevo ragione.
Lei me lo conferm.
Poi restammo sdraiati fianco a fianco, tenendoci per mano. Respirando
insieme, con i cuori che battevano all'unisono. Chiss come,
c'era un profumo nell'aria, anche se sapevo che Amy non ne
usava mai; e chiss come, si sentivano violini suonare, tanto sommessi
e dolci, suonare una canzone che non  mai esistita. Era come
se non ci fosse pi ieri, come non ci fosse stato alcun tempo
prima di allora, e mi domandavo perch mai dovesse essere diverso
da cos.
Amy dissi, e lei gir la testa per guardarmi. Andiamo via
da questa citt, tesoro, scappiamo insieme.
Rest in silenzio per un momento, apparentemente riflettendo.
Poi disse che non dovevo avere molta considerazione per lei, altrimenti
non avrei fatto una proposta simile.
Sei un uomo sposato. Temo che potresti avere parecchi problemi,
sciogliendo il matrimonio. E cosa divento io, la donna che
scappa con te?
Be', senti, tesoro dissi. Di sicuro non  soddisfacente, il sistema
che usiamo adesso. Di sicuro non possiamo andare avanti
cos, giusto?
Abbiamo scelta? Scroll le spalle. Se almeno tu avessi dei
soldi - non ne hai, vero, caro? No, come pensavo - potresti essere
in grado di fare un accordo con tua moglie, e potremmo lasciare
la citt. Ma in mancanza di soldi...
Be', emh, a proposito di questo... Mi schiarii la gola. Credo
che ci siano un sacco di tipi troppo orgogliosi per accettare soldi
da una donna. Ma per come la vedo io...
Io non ne ho, Nick. Malgrado tutti pensino il contrario. Possiedo
un certo numero di propriet le cui rendite mi permettono di
vivere piuttosto bene, rispetto alla media di Pottsville. Ma vendendole
realizzerei ben poco. Certo, non abbastanza da mantenere
due persone per il resto della loro vita, figurarsi lenire i sentimenti
feriti di una moglie come la tua.
Non sapevo proprio cosa dire. Forse, be', forse, mi sentii un tantino
offeso. Perch delle propriet che possedeva ne sapevo in pratica
quanto lei, e sapevo anche che se la passava molto meglio di
quanto desse a intendere.
Solo che non voleva affrontare la situazione e andarsene con
me. O semplicemente scappare con me come avrebbe fatto qualsiasi
donna veramente innamorata. Ma erano i suoi soldi, perci
che diamine potevo farci?
Amy mi prese una mano e se la port su un seno. La strinse
forte, cercando di premersela nella carne, ma io non l'aiutavo per
niente, e infine la spinse via.
D'accordo, Nick. Ti dir il vero motivo per cui non voglio fuggire
con te.
Le dissi di lasciar perdere, che non volevo darle nessun problema,
e lei rispose brusca di guardarmi bene dall'essere villano con
lei. Non osare, Nicholas Corey! Ti amo - almeno, a me sembra
che sia amore - e per questo sono disposta ad accettare qualcosa
che non avrei mai pensato di poter accettare. Ma non fare il villano
con me, altrimenti potrei cambiare. Potrei smettere di amare
un uomo di cui so che  un assassino!
...
.
...
CAPITOLO 17.
...
.
...
Non dissi niente per un bel pezzo; restai soltanto sdraiato immobile
dov'ero, domandandomi che fine avessero fatto i violini
e perch non sentivo pi il profumo.
Infine dissi: Si pu sapere di cosa stai parlando, Amy? E provai
appena un po' di sollievo quando me lo disse, appena un po',
perch avrebbe potuto essere molto peggio.
Sto parlando di quei due uomini che hai ucciso. Quei, be', ruffiani,
credo si dica.
Ruffiani? Che ruffiani?
Smettila, Nick. Mi riferisco a una certa sera quando tu e io siamo
tornati a Pottsville con lo stesso treno. S, lo so che non mi hai
visto, ma c'ero. Ero curiosa di sapere perch andassi al fiume a
quell'ora, con addosso i tuoi vestiti migliori, cos ti ho seguito...
Oh, senti dissi. Non puoi avermi seguito dappertutto. Era
buio come la pece, quella notte che...
Era buio per te, Nick. Per uno che non  mai stato in grado di
vedere bene di notte. Ma  un handicap che io non ho. Ti ho seguito
molto facilmente e ti ho visto molto chiaramente quando hai ucciso
quei due uomini.
Be'... se avesse saputo che avevo ucciso gli altri due, sarebbe
stato peggio. Cos non sembravo invischiato con Rose in modo
tale da non sapere come venirne fuori. E Amy lo avrebbe capito
subito, sapendo che avevo ucciso Tom Hauck. E comunque era
cos, anche se Amy non lo sapeva.
Per un paio di minuti quasi desiderai di scappare con Rose e i
trentamila dollari, e al diavolo Amy. Ma quello era solo un quasi-pensiero,
e non dur neanche molto, quel quasi. Naturalmente,
Rose ti impegnava troppo, era troppo esigente e possessiva, e
non aveva un granch da dare in cambio. Era un gran pezzo di
donna, ma detto questo, era detto tutto. Un pezzo di donna, ma
volubile come poche. Una capace di perdere la testa proprio
quando le serviva di pi, come aveva fatto con Zio John.
Mi girai sul fianco e presi Amy tra le braccia. Per un momento
scivol su di me, premendomi addosso ogni soffice, caldo centimetro
di s, poi si scost con un gemito.
Perch l'hai fatto, Nick? Ti ho detto che l'avrei accettato, e l'ho
fatto, ma... perch, caro? Fammi capire perch! Non avevo mai
pensato che potessi uccidere qualcuno.
Nemmeno io ci avevo mai pensato. E non so dire esattamente
perch l'ho fatto. Loro erano solo una delle tante dannate cose
che non mi piacevano, forse una di quelle che mi piacevano di meno,
ma li avevo lasciati correre, come ho lasciato correre tante cose,
e alla fine ho pensato che be', non dovevo farlo per forza. C'erano
tante cose, quasi tutte, per cui non potevo fare niente. Ma per
loro potevo farci qualcosa, e alla fine... Alla fine ho fatto qualcosa.
Amy mi fissava, con uno sguardo lievemente indeciso. Le diedi
una pacca sul sedere e la baciai di nuovo.
A dire il vero, tesoro continuai sentivo davvero di fare la cosa
giusta per quei tipi. Non servivano a niente, n a se stessi n a
nessun altro e dovevano saperlo, chiunque saprebbe una cosa del
genere. Perci gli facevo una pura e semplice gentilezza a sistemare
la faccenda in modo che non dovessero continuare a vivere.
Capisco disse Amy. Capisco. E sei convinto anche che faresti
a Ken Lacey una pura e semplice gentilezza, se gli impedissi di
continuare a vivere?
A lui specialmente risposi. Uno che deride i suoi amici, che
fa del male alla gente solo perch  capace di fare del male... Ken
Lacey! esclamai. Cosa ne sai di lui?
Solo una cosa, Nick. Tutto quello che so  che in qualche modo
sembra che tu abbia arrangiato le cose in maniera tale che lo sceriffo
Lacey verr accusato dei due omicidi che hai commesso tu.
Deglutii e dichiarai che non sapevo proprio come se lo fosse
immaginato. Non  certo colpa mia se Ken arriva qua e si ubriaca
e si vanta ai quattro venti di che razza di duro . Se uno vuol
prendersi tutta la gloria facendo lo spaccone, deve prendersi pure
le colpe, penso.
Io non la penso cos, Nick. Non ti permetter di farlo.
Ma senti, perch no, Amy? Che cos' Ken per te, comunque?
 un uomo che potrebbe essere ingiustamente condannato
per omicidio.
Ma... ma non capisco proprio. Se non ti importa che abbia ammazzato
quei due ruffiani, perch...
Non mi hai ascoltato, Nick. Di loro mi importa, e molto. Ma
non avevo modo di sapere che volevi ucciderli. Nel caso dello sceriffo
Lacey, conosco i tuoi piani, e se ti permettessi di metterli in
pratica sarei colpevole quanto te.
Ma... esitai e se non potessi farci niente, Amy? Se fosse o lui,
o me?
Allora mi dispiacerebbe molto, Nick. Toccherebbe a te. Ma 
improbabile che la circostanza si verifichi, no? Non c' modo che
tu possa essere incriminato?
Be', no. Su due piedi non me ne viene in mente nessuno. E se
 per questo, ci sono buone probabilit che quei corpi non vengano
mai ritrovati.
Be', allora?
Be'... Dannazione, Amy, sarebbe molto meglio lasciare le cose
come avevo previsto! Di gran lunga meglio. Insomma, se conoscessi
quel maledetto Ken Lacey come lo conosco io, certe vigliaccate
che ha fatto...
No, Nick. Assolutamente no.
Ma, per la miseria...!
No.
Senti qua, Amy. Non mi sembra che tu sia in una posizione tale
da dare ordini. Sei colpevole di omessa denuncia, come si dice
in tribunale. Sai che ho ucciso quei tipi e non hai detto niente, quindi
se provi a farlo in seguito ti incrimini da sola.
Lo so Amy annu con calma. Ma lo farei lo stesso, Nick. E
tu lo sai, ne sono certa.
Ma...
Ma sapevo che l'avrebbe fatto davvero, anche se l'avessero impiccata.
Perci non c'era proprio nient'altro da dire sull'argomento.
La guardai, i capelli sparsi sui cuscini, il calore del suo corpo che
riscaldava il mio. E pensai, per la miseria, questo s che  un gran
modo di stare a letto con una bella donna. Tutti e due a discutere
di omicidi, a minacciarsi, quando si suppone che siate innamorati
e potreste fare tante cose molto pi piacevoli. E poi pensai: be', forse
non  cos strano, in fondo. Forse  cos per la maggior parte della
gente, tutti fanno pi o meno lo stesso, ma in maniera diversa. E
per tutto il tempo, hanno il paradiso in mano.
Mi dispiace, tesoro dissi. Ovviamente, far tutto quello che
vuoi. Non vorrei mai fare nient'altro.
E dispiace anche a me, caro. Mi sfior la bocca con un bacio.
E far quello che vuoi tu. Appena le cose qui si saranno sistemate
un po', verr via con te.
Bene. Va benissimo, tesoro la rassicurai.
Lo voglio tanto, mio caro, e lo far. Appena saremo certi che
qui non ci sono pi punti oscuri.
Ripetei che andava benissimo, domandandomi che cosa avrei
fatto di quel punto oscurissimo che era Rose Hauck. Poi pensai che
be', avrei solo dovuto affrontare il problema quando si presentava.
E mi levai dalla testa tutto, tranne Amy, e credo che lei si sia levata
dalla testa tutto tranne me. E fu com'era stato prima, e anche
meglio.
Fu come non era mai stato nient'altro. E anche di pi.
Poi ci ritrovammo di nuovo sdraiati fianco a fianco. A respirare
insieme, con i cuori che battevano all'unisono. E all'improvviso
Amy strapp la mano dalla mia e si drizz a sedere.
Nick! Cos' quello?
Cosa? Cos' cosa?
Guardai la finestra che stava indicando, la tendina tirata con il
suo orlo di luce tremolante.
Quindi saltai su, corsi alla finestra e scostai la tendina. E credo
di aver mandato un gemito forte.
Miseria dissi. Porca miseriaccia ladra!
Nick! Che succede, caro?
Il quartiere nero. Va a fuoco.
Avrei dovuto sapere che poteva succedere, credo. Perch Tom
Hauck era pur sempre un bianco, qualsiasi altra cosa si potesse dire
di lui, e pareva che lo avesse ammazzato un nero. Cos forse a
qualche imbecille era venuto in mente che bisognava dare una lezione
a quei negracci e aveva passato parola ad altri imbecilli. E
ben presto sarebbero arrivati i guai.
Mi rivestii mentre Amy mi guardava preoccupata. Mi domand
cosa avevo intenzione di fare e dissi che non lo sapevo, ma di
sicuro dovevo far qualcosa. Perch una cosa come questa, uno sceriffo
che se ne sta in giro a pescare mentre scoppia il casino, era proprio
di quelle che possono farti perdere le elezioni.
Ma, Nick... Questo non ha importanza ormai, no? Visto che
dobbiamo fuggire insieme!
Quando? Mi infilai gli stivali. Non hai stabilito una data
precisa, no?
Be'... Si morse il labbro. Capisco cosa vuoi dire, caro.
Potrebbe essere un anno, o due dissi. Ma se anche fossero
sei mesi,  meglio che io sia in carica. Cos  molto pi facile chiarire
tutti quei punti oscuri che dicevi, di quanto non lo sarebbe se
io fossi solo un semplice cittadino.
Finii di vestirmi e lei mi fece uscire dalla porta di servizio. Tornai
per la strada da cui ero arrivato, gi verso il fiume, poi su lungo
la riva. E ovviamente non portai con me la canna da pesca. Arrivai
al margine opposto della zona dei neri, sporcandomi con un
po' di carbone dell'incendio. Poi mi mescolai alla folla, soffocando
le fiamme con un sacco di tela bagnato, gettato da qualcuno.
Effettivamente non c'erano danni notevoli; forse sei o sette baracche
bruciate in tutto. Con tutta la pioggia recente e in assenza
di vento, il fuoco era stato lento ad attecchire e non era riuscito a
propagarsi molto, prima di venire scoperto.
Cominciai a spiegare ad alcuni uomini di colore che cosa fare,
lavorando insieme a loro. Poi mi fermai un momento ad asciugarmi
il sudore dagli occhi, e qualcuno mi batt un dito sulla spalla.
Era Robert Lee Jefferson, con l'aria pi solenne che gli avessi mai
visto.
Miseria, visto che roba, Robert Lee? dissi. Chiss cosa poteva
succedere, se non c'ero io puntuale e presente quando 
scoppiato l'incendio.
Vieni con me disse.
Oh, grazie, Robert Lee, ma non credo proprio di potere. L'incendio...
L'incendio  del tutto sotto controllo. Era gi sotto controllo
molto prima che tu arrivassi. Avanti, vieni con me.
Montai in carrozza con lui. Andammo al suo negozio e c'erano
altre carrozze e calessi e cavalli legati l fuori, e forse una mezza
dozzina di uomini in attesa sul marciapiedi. Cittadini importanti
come il signor Dinwiddie, il presidente della banca, e Zeke Carlton,
padrone della sgranatrice per il cotone, e Stonewall Jackson Smith,
il direttore della scuola, e Samuel Houston Taylor, proprietario dell'emporio Taylor, Arredi e Pompe Funebri.
Entrammo tutti. Sedemmo nell'ufficio di Robert Lee, o per meglio
dire, si sedettero tutti tranne me. Perch non era rimasto un posto per sedermi.
Zeke Carlton diede inizio alla riunione battendo il pugno sulla
scrivania e chiedendo che razza di contea del cavolo stavamo governando.
Lo sai che conseguenze pu avere un fatto come quello di stanotte, Nick? Lo sai cosa succede quando viene bruciata una
banda di poveri negri disgraziati?
Mi son fatto un'idea piuttosto chiara risposi. Tutta la gente
di colore si spaventa, e magari non li trovi pi quando  ora di raccogliere il cotone.
Precisamente, cribbio, non li trovi! Spaventare quei poveri
negri disgraziati potrebbe costare una barca di soldi a tutti noi!
Tua moglie ha detto che stasera eri andato a pescare disse
Robert Lee Jefferson. A che punto del fiume ti trovavi esattamente quando  scoppiato l'incendio?
Non sono andato a pescare risposi.
Avanti, Corey disse Stonewall Jackson Smith, deciso. Ti ho
visto io stesso andare verso il fiume con canna da pesca e lenza. Direi
che si tratta di una prova piuttosto decisiva del fatto che sei andato a pescare.
Be', insomma, non credo proprio di poter essere d'accordo
ribattei. Non dico che hai torto ma nemmeno che hai ragione.
Oh, dacci un taglio, Nick! sbott Samuel Houston Taylor.
Noi...
Prendiamo l'altra notte, per esempio proseguii. Ho visto un
certo tizio che strisciava su un carro merci vuoto con un certo insegnante
del liceo. Ma non credo sia una prova decisiva del fatto che
volevano spedirsi da qualche parte.
Stonewall Jackson Smith avvamp. Gli altri lo guardarono stringendo
gli occhi, come se lo studiassero bene per la prima volta. H
signor Dinwiddie, il presidente della banca, si volt verso di me.
Era pi cordiale degli altri. Era sempre stato piuttosto cordiale con
me, da quella volta che l'avevo tirato fuori dalla latrina.
Dove si trovava e cosa stava facendo esattamente questa sera,
sceriffo? domand. Sono certo che saremo tutti lieti di accettare la sua spiegazione.
Io no, perdio! fece Zeke Carlton. Io...
Silenzio, Zeke. Il signor Dinwiddie gli fece un cenno. Vada
avanti, sceriffo.
Be', cominceremo proprio dall'inizio di questa serata dissi.
Avevo immaginato che qualcuno poteva creare problemi alla
gente di colore, cos ho preso canna e lenza e ho fatto finta di andare
a pescare. Il fiume passa proprio dietro al quartiere nero, sapete, e...
Gi, diavolo, sappiamo tutti dove passa! fece Samuel Houston
Taylor, seccato. Quello che vogliamo sapere : perch non
eri l per prevenire l'incendio?
Perch ho dovuto fare una piccola deviazione. Ho visto un tipo
che sgattaiolava via dalla casa di qualcuno e ho pensato che magari
stava facendo qualcosa di disonesto. Mi sembrava che qualcuno
dovesse indagare, comunque, tanto per sicurezza. Cos sono
andato a quella casa e stavo per bussare ma poi ho deciso che non
era necessario e che poteva essere un po' imbarazzante. Perch
dentro ho visto la donna di casa, ed era chiaro come il sole, contenta
com'era, che non c'era stato nessun problema. A parte questo, in
pratica non aveva vestiti addosso.
Era solo un colpo sparato alla cieca, ovviamente. Una specie di
colpo doppio. Immaginavo che, essendoci di mezzo tanti cittadini
di Pottsville, era molto probabile che qualcuno tradisse la moglie
o che la moglie di qualcuno lo tradisse. O altrimenti che lui
avesse dei sospetti su di lei, e mica da poco.
Comunque pareva proprio che il mio colpo avesse fatto centro,
perch si comportavano nel modo pi dannatamente buffo che abbiate
mai visto. Tutti quanti - la maggior parte, per meglio dire - si
lanciarono sguardi di fuoco cercando allo stesso tempo di stare a
testa china. Tutti accusati e accusatori.
Il signor Dinwiddie fece per chiedere a quale casa mi riferivo
esattamente. Ma gli altri, con un'occhiataccia, gli chiusero subito
la bocca.
Robert Lee si schiar la gola e mi disse di continuare il mio racconto.
Possiamo supporre che alla fine sei arrivato al fiume e che ti trovavi
l quando l'incendio  stato appiccato. Poi cosa  successo? Cosa
hai fatto per tutto il tempo che noialtri eravamo occupati a combattere
le fiamme?
Stavo cercando di prendere i tizi che lo hanno appiccato. Dopo
si sono precipitati nella boscaglia, cercando di fuggire, e io gli
ho gridato l'altol, che erano in arresto, ma non  servito a niente.
Hanno continuato a correre e io li ho inseguiti, strillando di fermarsi
senn sparavo. Ma sapevano che non lo avrei fatto, credo, che
non avrei osato, perch sono scappati tutti.
Robert Lee si umett le labbra, esitante. Hai visto chi erano,
Nick?
Be', mettiamola cos: non fa molta differenza se so chi erano
oppure no. Visto che non li ho presi, i loro nomi non sono importanti
e dire chi era farebbe solo nascere rancore.
Ma sceriffo fece il signor Dinwiddie non vedo, ehm... si interruppe,
notando l'occhiata che gli aveva lanciato Zeke Carlton.
E le occhiate degli altri, titolari dei conti pi importanti della sua
banca.
Perch avevo sparato un altro colpo alla cieca, ed era andato
anche pi a segno del primo.
Con un paio di eccezioni, non c'era un solo uomo l che non
avesse un figlio adulto o quasi. E non uno di questi giovanotti valeva
la polvere che lo faceva starnutire. Ciondolavano per la citt,
facendo pi o meno finta di lavorare per pap. Andando a puttane,
bevendo e inventandosi mascalzonate. Qualunque casino
scoppiasse, si poteva scommettere che c'era lo zampino di uno di
loro o di tutti quanti.
La riunione si sciolse e praticamente nessuno mi fece un cenno
di saluto, andando via.
Seguii Robert Lee fuori sul marciapiedi e restammo un minuto
l a parlare.
Temo che stanotte tu non ti sia fatto nessun amico, Nick mi
disse. Dovrai davvero metterti sotto a lavorare, d'ora in poi, se
vuoi restare in carica.
Lavorare? Mi grattai la testa. E per fare che?
Il tuo mestiere, naturalmente! Che altro? disse, poi, quando
lo guardai, distolse gli occhi. D'accordo, stanotte forse sei dovuto
scendere a compromessi. Forse dovrai farlo ancora. Ma un paio
di eccezioni non giustificano il fatto di non far proprio niente
perch si rispetti la legge.
Be', a proposito di questo, Robert Lee. Praticamente tutti quelliche violano la legge hanno un'ottima ragione per farlo, per come
la vedono loro, e quindi ogni caso  un'eccezione, non solo un paio.
Prendiamo te, per esempio. Un mucchio di gente potrebbe pensare
che eri colpevole di aggressione e percosse quando hai preso
a pugni Henry Clay Fanning...
Ti ho fatto solo una domanda mi interruppe Robert Lee.
Hai intenzione di cominciare a far rispettare la legge, o no?
Certo che s risposi. Sicuro, non ho intenzione di fare nient'altro.
Bene. E un sollievo saperlo.
Sissignore. Ho veramente intenzione di dare un giro di vite.
D'ora in avanti, chiunque infrange una legge dovr vedersela con
me. A condizione, naturalmente, che sia di colore o un povero disgraziato
bianco che non pu pagare le tasse municipali.
Questa  un'affermazione piuttosto cinica, Nick!
Cinica? Oh, avanti, Robert Lee. Cos'ho io da essere cinico?
...
.
...
CAPITOLO 18.
...
.
...
L'incendio era avvenuto venerd a notte fonda, ed era quasi
l'alba di sabato quando tornai a casa. Mi diedi una bella strigliata
e indossai dei vestiti puliti. Poi andai in cucina e mi misi a preparare la colazione.
Arriv Myra, su tutte le furie, e mi chiese che accidenti combinavo.
Le dissi dell'incendio e di come la gente mi criticava, e chiuse
subito il becco. Perch non voleva essere la moglie di un ex sceriffo
pi di quanto io volessi essere un ex sceriffo, e sapeva che
avrei dovuto darmi da fare, senn potevamo diventarlo.
Fin di cucinarmi la colazione. Mangiai e andai gi in centro.
Essendo sabato, tutti i negozi avevano aperto prestissimo, e tutti
i contadini che ancora non giravano in citt erano comunque in
arrivo. Se ne stavano fermi sui marciapiedi, i cappelli di tela neri
spazzolati e puliti, le camicie della domenica ben lavate, e le tute
da lavoro dallo sporco andante al lurido.
Le mogli portavano cuffiette da sole inamidate e ampi camicioni
di cotonina o cotone a quadretti. I vestiti dei loro bambini (tranne
quelli abbastanza grandi da portare roba di seconda mano) erano
fatti con i sacchi della farina, e su certi si vedevano ancora le
etichette sbiadite. Uomini e donne, e praticamente tutti i ragazzini
dai dodici anni in su, masticavano e sputavano tabacco. Gli uomini
e i ragazzi si infilavano il tabacco dietro il labbro inferiore. Le
donne e le ragazze usavano i bastoncini, che immergevano nella
scatola del tabacco e si mettevano nell'angolo della bocca.
Mi aggirai tra gli uomini, stringendo mani e dando pacche su
spalle e dicendo di venire a trovarmi ogni volta che avevano un problema.
A tutte le donne dissi che Myra aveva chiesto di loro e che
dovevano proprio andare a trovarla, una volta o l'altra. E ai bambini
diedi buffetti sulla testa, se le teste non erano troppo in alto, e monetine
da uno o da cinque centesimi, a seconda di quanto erano alti.
Naturalmente mi davo da fare anche con la gente della citt, facendo
l'impossibile per stringere amicizie o riallacciare quelle che
avevo perduto. Ma non potevo essere sicuro di cavarmela meglio
con loro che con i contadini, e non ero sicuro di essermela cavata
bene, con i contadini.
Oh, erano quasi tutti cordiali e nessuno si poteva definire apertamente
ostile. Ma in troppi erano cauti, quasi guardinghi quando
accennavo all'argomento elezioni. E se c' una cosa che so 
questa: uno che abbia intenzione di votare per te, non perde molto
tempo a manifestarsi.
Cercai di fare un conteggio mentale, e mi pareva che nel migliore
dei casi potevo sperare in un testa a testa con Sam Gaddis. Era il
massimo che potessi ottenere, nonostante tutte le sporche chiacchiere
che giravano su di lui. E se era tanto forte adesso, malgrado
le chiacchiere, come potevo essere certo che non sarebbe stato ancora
pi forte al ballottaggio?
Per pranzo mangiai dei cracker col formaggio, offrendone alla
gente con cui parlavo.
Verso le due dovevo andare al cimitero per la sepoltura di Tom
Hauck, ma ci andava un fracco di altra gente, sicch non si poteva
proprio dire che fosse una perdita di tempo.
Feci fruttare l'ora di cena, mangiando cracker e sardine e offrendone
alla gente con cui parlavo.
Alla fine, si fece troppo tardi per lavorare ancora. Ma a quel punto
ero talmente eccitato da tutto quel parlare, talmente irrequieto e
smanioso che avevo i nervi a fior di pelle. Sicch, invece di andare
a casa mia, me la svignai a casa di Amy Mason.
Tornammo in camera da letto. Mi tenne a distanza per un minuto,
un po' fredda e stizzosa, poi parve cambiare umore improvvisamente.
E andammo a letto.
Accadde piuttosto in fretta, considerato quanto ero esausto.
Ma dopo, gli occhi mi si chiusero senza sforzo, e mi parve di sprofondare
in un pozzo buio e profondo, e...
Svegliati! Amy mi scuoteva. Svegliati, ho detto!
Che ssuccede, tesoro? E Amy ripet che dovevo svegliarmi.
Significo cos poco per te? Puoi addormentarti come un porco
nel pantano mentre ti abbraccio? O ti stavi risparmiando per
la tua preziosa Rose Hauck?
Eh? Cosa? feci. Santo cielo, Amy...
Rose sta a casa tua, no?
Be', certo. Ma solo per via della morte e della sepoltura del
marito. Lei...
E perch non mi hai detto che stava l? Perch ho dovuto scoprirlo
da sola?
Ma, senti, che diamine avrei dovuto dirti? Che cosa c'entra con
noi? Comunque, sapevi gi tutto di me e Rose e sembrava che non
ti desse nessun fastidio!
Mi fissava, gli occhi lampeggianti di rabbia, e a un tratto mi
volt le spalle. Poi, proprio quando stavo per abbracciarla, si volt
di nuovo a guardarmi.
Cosa saprei gi di te e di Rose? Dimmelo!
Oh, su, tesoro. Io...
Rispondimi! Che cosa so di te, esattamente? Voglio saperlo!
Dissi che era stato solo un lapsus, che non c'era niente da dire su
Rose e me. Perch naturalmente non voleva sapere di noi. Nessuna
donna che va a letto con un uomo vuole sapere che lo sta facendo
anche un'altra donna.
Mi riferivo solo all'altra sera dissi. Sai, quando mi punzecchiavi
su Rose e io ti ho detto che non c'era niente tra noi. Era
solo questo che intendevo, quando ho detto che sapevi gi tutto
di noi.
Be'... Era ansiosa di credermi. Sei sicuro?
Certo che sono sicuro dissi. Insomma, diamine, non  come
se fossimo fidanzati e pronti a sposarci, noi due? Non dobbiamo
fuggire insieme appena avremo capito cosa fare con mia moglie e
saremo sicuri che non ci saranno contraccolpi per quei due ruffiani
che ho ammazzato?  cos, no, allora perch dovrei fare il cretino
con un'altra?
Sorrise, le labbra un po' tremanti. Mi baci e si rannicchi tra
le mie braccia.
Nick... Non vederla pi. Dopo che sar tornata a casa, voglio
dire.
Be', non voglio farlo di sicuro risposi. Non intendo farlo, comunque.
Di sicuro non la vedr, Amy, a meno che non sia proprio
inevitabile.
Ah s? E questo cosa vorrebbe dire?
Voglio dire,  amica di Myra. Anche prima che Tom si facesse
ammazzare, Myra mi scocciava sempre perch dessi una mano
a Rose, e a me faceva pena perci di solito lo facevo. Quindi
sembrer ben strano se smetto di colpo, senza neanche aspettare
che lei riesca ad assoldare un aiuto.
Amy rest in silenzio un momento, a riflettere sulla situazione.
Poi mosse la testa in un piccolo cenno di assenso.
D'accordo, Nick. Immagino che dovrai vederla... ancora una
volta.
Non sono sicuro che basti dissi. Cio, probabilmente s, ma...
Ancora una volta, Nick. Solo per dirle che farebbe meglio ad
assumere qualcuno perch tu non la rivedrai pi. No. Avevo fatto
per parlare e mi mise una mano sulla bocca. Discorso chiuso,
Nick. Ancora una volta e poi mai pi. Se vuoi me, cio. Se vuoi
evitare che mi arrabbi molto, ma molto, con te.
Dissi che andava bene, che avrei fatto cos. Non c'era molto altro
che potessi dire. Ma stavo pensando che sarebbe stata Rose ad
avere qualcosa da dire in proposito, e non dar retta a lei poteva
cacciarmi nei guai tanto quanto non dar retta ad Amy.
Amy non mi dava nessuna opportunit, per la miseria! Ero tanto
ansioso di farla finita con Rose quanto lei era ansiosa di avermi.
Ma occorreva tempo, e se non avevo il tempo, se potevo vedere
Rose solo un'altra volta...
Nick, caro... Sono ancora qui.
Gi, cavolo, lo vedo dissi, e la strinsi forte e la baciai e la coccolai,
mettendoci un bel po' di entusiasmo. Ma ve lo dico francamente,
non ne provavo molto. E non solo perch ero tanto stanco
che a malapena riuscivo ad alzare un dito.
Prima, ero quasi riuscito a elaborare un piano, una cosa che non
soltanto avrebbe sistemato Rose senza bisogno che la vedessi pi
di una volta, ma avrebbe anche sistemato Myra e Lennie in un colpo
solo. Poi Amy aveva parlato e i pezzi del piano si erano sparpagliati
da tutte le parti. E sapevo che mi ci sarebbe voluto un bel po'
prima di riuscire a rimetterli insieme, se mai ci fossi riuscito.
Nick! Il tono cominciava a essere di nuovo irritato. Non ti
addormenterai di nuovo, vero?
Chi, io? Io addormentarmi con una bellezza come te vicino?
Insomma, cosa credi?
Mi fece uscire, anche lei cos insonnolita da riuscire a malapena
a tenere gli occhi aperti. Attraversai la citt di soppiatto e, credetemi,
"soppiatto"  la parola giusta, perch ero totalmente prosciugato,
non avevo pi saliva nemmeno per fare un fischio.
Arrivai al tribunale e mi sfilai gli stivali ai piedi delle scale. Salii
le scale quatto quatto, arrivai in camera mia e mi spogliai. Quindi
scivolai nel letto, stando pi attento che potevo a non far cigolare
le molle. E sospirai e pensai Ossignore, quanto tempo ancora,
miseriaccia? Una croce  gi abbastanza pesante, non mi andava di
portarmi appresso un intero deposito di legname!
Rose mi agguant. Mi si arrampic addosso, il suo corpo sembrava
andare a fuoco.
Miseria! Perch diavolo ci hai messo tanto, Nick?
Cercai di impedirmi di gemere. Dissi: Rose, senti, non possiamo
farlo, tesoro. E gi domenica mattina.
In nculo la domenica mattina! Chi se ne sbatte di che giorno ?
Ma... ma non  bello mi ostinai. Non  mica bello fornicare la
domenica mattina. Su, prova a pensarci e vedrai che ho ragione.
Rose disse che non voleva pensarci, voleva farlo e basta. Avanti,
per la miseria! ansim. Avanti! Te lo faccio vedere io se  belloo no!
Be', non potevo proprio, sapete. Almeno credevo di non potere.
E credo di esserci riuscito solo per un motivo, perch il buon
Dio mi ha dato la forza. Ha visto che ero in un mare di guai, com'era
naturale che fosse, perch se Lui si accorge perfino di un
passero che cade dal nido, per forza ha potuto vedere la situazione
in cui mi trovavo.
Quindi mi ha dato la forza, credo. Il che, direi - e non vorrei
sembrare ingrato, era il minimo che potesse fare.
...
.
...
CAPITOLO 19.
...
.
...
Rose venne in chiesa con Myra e me, mentre Lennie rest a casa
perch non sempre si comportava bene in mezzo alla gente.
Dopo la funzione, Rose e Myra tornarono a casa per preparare il
pranzo e io restai a stringere qualche mano, carezzare qualche
bambino e dare pacche su qualche schiena.
Sam Gaddis, un tipo di mezza et con i capelli grigi e l'aria distinta,
stava facendo lo stesso. Il ministro gli aveva fatto una specie
di propaganda indiretta, nel sermone, che parlava di gettare pietre
e non giudicare se non si vuol essere giudicati, e adesso pareva che
stesse ottenendo un'accoglienza migliore di me. Stringendo la mano
a me, la gente si girava a guardarlo. Io davo pacche sulla schiena,
e quelli quasi le scambiavano per spinte verso Sam. E ci fu una
donna che tir via il suo bambino proprio mentre stavo per dargli
un bacio, e cavolo, poco ci manc che mi baciassi la fibbia della cintura.
Mi pareva che fosse una di quelle situazioni del tipo se non
puoi batterli, unisciti a loro, sicch mi feci strada tra la folla e afferrai
Sam per la mano.
Voglio che tu sappia che sto al mille per cento dalla tua, Sam
dissi. Tutte queste storiacce che girano su di te, lo so che non sono
vere, Sam, anche se lo sembrano, perci hai il mio sostegno morale
al mille per cento, e stasera sar l con te sulla tribuna per dimostrarlo!
Be', ehm fece lui, schiarendosi la gola imbarazzato be', 
davvero molto gentile da parte sua, sceriffo. Ma... ehm...
Quello che voleva dire era che non mi voleva attorno nel raggio
di mille miglia, figurarsi sulla stessa tribuna. Ma visto il tipo
che era, non sapeva come dirlo.
Be'... ehm, insomma... ritent. Apprezzo davvero la sua offerta,
sceriffo, ma non sarebbe meglio se, uh...
Gli diedi una pacca sulla schiena, interrompendolo. Cribbio,
dissi, l'avrei fatto e non doveva preoccuparsi di accettare favori
da me, perch quello non era un favore.
Credo solo che  la cosa giusta da fare dissi. E una cosa che
devo fare, si pu dire. Perci questa sera sar proprio l sulla tribuna
con... oof!
Zeke Carlton mi spinton per farsi largo, conficcandomi un
gomito nelle costole. Appoggi un braccio attorno alle spalle di
Sam e fece uno scatto con la testa verso di me.
Lo dir io al tuo posto, Sam. Non vuoi tra i piedi Nick, perch
 una subdola, insignificante, inutile mezza sega di imitazione di
sceriffo, e ti farebbe male anche solo essere visto con lui, senza bisogno
che ti ficchi un coltello tra le costole!
Sam si schiar di nuovo la gola, pi a disagio che mai. Zeke mi
guard truce, quasi volesse sputarmi in faccia.
Be', insomma, Zeke dissi non  mica questo il modo di parlare.
 domenica e siamo ancora qua davanti alla chiesa, e per la
miseria, ti metti a dirmi parolacce come "mezza sega".
Cazzate! ghign. Chi diavolo sei tu per riprendermi?
Perch...
Sono lo sceriffo dissi ed  compito mio stare attento alle
azioni sconvenienti, prima di tutto fare attenzione che il Signore
non venga insultato giusto nel giardino di casa Sua. Perci  meglio
che non lo fai pi, Zeke, o perdinci se non ti prendo e ti porto
dritto al fresco!
Zeke diede uno sbuffo rabbioso, poi se ne usc in una risata incerta.
Guard la gente intorno, cercando di farli passare dalla sua
parte. Ma la nostra  una comunit timorata di Dio, come probabilmente
avrete intuito, e tutti gli lanciarono occhiate accigliate o
gelide.
Questo lo fece imbufalire pi che mai. Perch, dannaz... diamine,
non vedete quello che sta cercando di fare? Sta cercando di
colpire Sam attraverso di me! Sa che io appoggio Sam, perci
vuole dar fastidio a me!
Via, non  cos dissi. Lo sai che non  cos, Zeke.
Col ca... Col cavolo!
Nossignore, dissi, certo che no, e lui lo sapeva come lo sapevo
io. Sentiamo chiunque dei presenti dissi se mi hanno mai visto
fare una porcheria a qualcuno o anche solo dire una parola
scortese su qualcuno, da che son nati. Chiediamo a chiunque. Lasciamo
che siano loro a parlare.
Zeke aggrott la fronte e borbott qualcosa sottovoce. Imprecazioni,
si sarebbe detto. Domandai a Sam se pensava che volessi
danneggiarlo e lui strascic i piedi con aria imbarazzata.
Be', uh, sono certo che, uh, non lo farebbe... uh...
Esatto ripresi non lo farei. In primo luogo, non  proprio nel
mio carattere far danno a qualcuno, e in secondo luogo, so che non
servirebbe a niente. Perch penso che non puoi essere danneggiato,
Sam. Per come la vedo io, in pratica sei gi eletto da ora.
La testa di Sam scatt in su. Si mise ad agitare le mani, impotente,
come se non sapesse che pesci pigliare. E se lui era sorpreso, di
sicuro era in buona compagnia. Tutti mi fissavano a occhi sbarrati.
Perfino Zeke Carlton rimase ammutolito per un momento.
Insomma, senti un po', Nick disse infine. Insomma, chiariamo
la cosa. Stai dicendo che cedi la vittoria a Sam?
Sto dicendo che lo far risposi, alzando la voce. Ceder la
vittoria a Sam appena avr risposto a una domanda.
Che tipo di domanda, chiese Sam. Una domanda semplice,
dissi, prendendo un poco di tempo per raccogliere pi gente che
potevo.
Una domanda semplice ripetei. Che  gi sulle labbra di
tutti, si pu dire, e a cui Sam dovr rispondere prima o poi.
Be', avanti! fece Zeke accigliato, impaziente. Domanda pure!
A Sam non dispiace rispondere, vero, Sam? Sam  come un libro
aperto!
Allora, Sam? dissi. Mi piacerebbe sentire cosa ne dici tu.
Be', uh, s. Cio, sar lieto di rispondere alla sua domanda.
Uh, tutto quel che posso, cio.
Be', a proposito di quelle storiacce che la gente racconta su di
te dissi. Ehi, aspetta un momento! Aspetta un momento, Zeke.
Sam alzai una mano lo so che quelle storie non sono vere. Lo so
che Sam non stuprerebbe mai una bambinetta di colore e non ruberebbe
i denti d'oro di bocca a sua nonna e non picchierebbe a
morte il suo babbo con un ciocco di legno e non ruberebbe a una
povera vedova i risparmi di tutta una vita e non darebbe sua moglie
in pasto ai porci. Lo so che un brav'uomo come Sam non farebbe
niente del genere. Perci quello che chiedo  solo questo; la
mia domanda  questa...
feci un'altra pausa, mettendo tutti quanti sul chi vive. Aspettai
finch non si sarebbe potuto sentir cacare una coccinella su un
batuffolo di cotone, poi rivolsi la mia domanda.
D'accordo, ecco qua. Se quelle storie non son vere, com' che
sono cominciate? Come mai quasi tutti sostengono che sono vere?
Sam batt le palpebre. Apr la bocca, poi la richiuse. E lui e Zeke
si guardarono.
Be', uh cominci Sam. Io, uh, io...
Ehi, calma un momento! si intromise Zeke, rivolto a me. Cosa
vuol dire, che quasi tutti dicono che sono vere? Chi diavolo sono
questi tutti?
Mi correggo replicai. Non  giusto dire tutti, credo, se si vuol
parlare seriamente. Probabile che non siano pi di due, trecento
persone, a dirlo. Ma la domanda resta la stessa. Come mai anche
solo due-trecento persone dicono che  vero che Sam ha stuprato
una bambinetta di colore e ha ammazzato di botte il suo babbo e
ha dato sua moglie in pasto ai porci e...
Lascia perdere, miseriaccia! Zeke agguant Sam per un
braccio. Vieni via, Sam. Non devi rispondere a nessuna domanda
idiota come questa.
Be', certo che non deve dissi. Ma sono convinto che vuole farlo.
Non vedo mica come pu essere eletto sceriffo se non risponde.
Zeke esit, accigliandosi. Lanci un'occhiata a Sam, poi gli diede
una spintarella.
D'accordo, Sam. Forse  meglio se rispondi.
Uh, be', naturalmente annu Sam. Uh, qual era gi la domanda,
sceriffo?
feci per dirglielo, ma qualcuno alle mie spalle mi interruppe.
La conosci la domanda, Sam! Come sono cominciate quelle storie
su di te? Come mai la gente dice che sono vere se non lo sono?
Vi fu un sonoro mormorio di assenso, la gente che annuiva e
si dava di gomito. Sam si schiar la gola per parlare e vi fu un'altra
interruzione. Un urlaccio dai margini della folla.
Che ci dici della bimbetta negra, Sam?
La gente si guardava imbarazzata, ridacchiando o sghignazzando
senza freni. A un tratto gli urlacci arrivarono da cinque o
sei direzioni diverse.
Dove sono quei denti d'oro, Sam? e Ti sei scopato quella vedova
solo per i suoi soldi, Sam? e Che ne hai fatto di quei porci
a cui hai dato in pasto tua moglie? e cos via. Finch non fu tutto
un clamore di urla e risate e scalpiccio di stivali.
Li lasciai fare per due, tre minuti, lasciai che questi bravi cristiani
s'infervorassero al punto giusto. Poi alzai le braccia e chiesi
silenzio, e finalmente l'ottenni. Ma era irrequieto, capito. Il genere
di silenzio che si sente subito prima della tempesta.
Allora, Sam dissi, voltandomi di nuovo a guardarlo. Pensi
di aver capito bene la domanda, o vuoi che te la ripeta?
Uh, be'...
Te la ripeto, e stavolta ascolta bene, Sam. Se non hai stuprato
nessuna indifesa bimbetta di colore o ammazzato di botte il tuo povero
vecchio babbo o dato la tua dolce e fiduciosa moglie che avevi
giurato di proteggere e riverire in pasto ai porci o... Se non hai
fatto nessuna di queste cose sudice e infami che mi fanno venire la
nausea a pensarci, com' che tanta gente dice che le hai fatte? Oppure,
per farla corta, Sam, com' che la gente dice che hai fatto cose
pi fetenti di una puzzola e che sei pi lercio di un cane mangiamerda,
se non  vero? O in altre parole ancora, affermi che tu
stai dicendo la verit e tutti gli altri sono sporchi bugiardi buoni a
nulla?
Zeke Carlton strill: Ehi, un momento! Non ... Ma fu messo
a tacere prima di poter dire altro. Tutti gridavano che Sam rispondesse,
di lasciarlo parlare da s. Alzai le mani di nuovo.
Ebbene, Sam, qual  la risposta? domandai. La stiamo
aspettando tutti.
Be'... Sam si umett le labbra. Be', uh...
S? feci. Parla e basta, Sam. Perch la gente dice che quelle
storie sono vere, se non lo sono?
Be...
Sam non aveva risposte. Quasi si sentiva l'odore del sangue
che stava sudando per trovarne una, ma non ci riusciva proprio.
Cosa che non mi sorprese affatto, naturalmente, perch come fa
uno a rispondere a una domanda come quella?
Sam continuava a provarci, per. Era pi o meno al sedicesimo
tentativo quando qualcuno scagli un libro di preghiere, colpendolo
dritto in bocca. E quello fu una specie di segnale, come il primo
lampo di un temporale. Perch all'improvviso l'aria si riemp
di libri di preghiere e di inni e tutti urlavano e imprecavano cercando
di mettere le mani addosso a Sam. Che di colpo scomparve, come
fosse cascato in una botola...
Me ne tornai tranquillamente a casa.
Pensavo, be', tanto valeva non salire sulla tribuna stasera al comizio
di Sam perch non ci sarebbe stato neanche Sam perch non
ci sarebbe stato nessun comizio perch Sam non era pi candidato.
Pensavo che be', era un chiodo in meno sulla mia croce e magari,
se continuavo a essere onesto e timorato di Dio senza far male
a nessuno tranne che per il loro bene o il mio, che in pratica era
la stessa cosa, insomma, allora forse tutti gli altri miei problemi si
sarebbero risolti facilmente come questo.
Consumammo il pranzo domenicale, Rose e Myra e Lennie e
io. Rose doveva tornare a casa quel pomeriggio e dissi che sicuro,
sarei stato orgoglioso di accompagnarla, non appena mi fossi
riposato un poco. Ma non la accompagnai, naturalmente.
Non potevo, sapete, dato che dovevo vederla solo una volta ancora.
Solo una volta per chiudere con lei. E quel piano mi era tornato
in mente, quel piano per chiudere con lei e Lennie e Myra in
un colpo solo. Ma non era cosa da poter fare la domenica pomeriggio
o un qualunque altro pomeriggio; doveva essere di notte. E
comunque, dovevo studiarmelo ancora un po'.
Myra mi chiam dopo un'oretta. Poi venne nella mia camera
da letto e mi chiam un altro po', scuotendomi fin quasi a far cascare
a pezzi il letto. E naturalmente fu del tutto inutile.
Alla fine si arrese e torn nell'altra stanza, e la sentii che si scusava
con Rose.
Non riesco proprio a svegliarlo, cara. Dorme come un sasso. E
non c' da stupirsi, credo, considerato tutto il sonno che ha perso.
Rose disse che s, non c'era da stupirsi, vero?, con voce un po'
piatta. Be', in realt non avevo in programma di restare qui stanotte, ma...
E non ce n' bisogno dichiar Myra. Porto con me Lennie e ti accompagno a casa io stessa.
Oh, non  necessario ribatt Rose in fretta. Non mi dispiace...
E a me non dispiace portarti. Davvero, cara. Perci preparati - Lennie, va' a lavarti la faccia - e ci avviamo.
Be', d'accordo, Myra cara fece Rose.
Se ne andarono pochi minuti dopo.
...
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...
CAPITOLO 20.
...
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...
Sbadigliai, mi stiracchiai e mi girai su un fianco, pronto a dormire
sul serio. Avevo appena cominciato ad appisolarmi quando
sentii qualcuno salire le scale.
Era un uomo, a giudicare dai passi. Feci per girarmi di nuovo
su un fianco pensando: be', al diavolo,  domenica pomeriggio e
ho diritto a un po' di riposo. Ma quando sei sceriffo non puoi ignorare
nessuno, domenica o non domenica. Perci slanciai i piedi oltre
la sponda del letto e mi alzai.
Uscii in salotto e spalancai la porta dell'ingresso, proprio mentre
stava per bussare.
Era un tipo vestito da cittadino, alto e magro, con un naso come
un amo da pesca e la bocca grande all'incirca quanto il culo
di un'ape.
Lo sceriffo Corey? Mi mostr un tesserino di riconoscimento.
Sono Barnes, dell'agenzia investigativa Talkinton.
Sorrise, stendendo la bocca a culo d'ape quanto bastava a mostrare
un solo dente, e fu come la fugace apparizione di un uovo di piccione
che sta per venir fuori. Dissi che ero ben fiero di conoscerlo.
Sicch lei  dell'agenzia Talkinton feci. Caspita, per la miseria
se non ho sentito grandi cose su voialtri! Vediamo, siete stati
voi a fermare quel grosso sciopero delle ferrovie, no?
Esatto mi mostr di nuovo il dente. Lo sciopero delle ferrovie
 stato un lavoro nostro.
Eh, perdinci, c' proprio voluto del fegato dissi. Quegli operai
che vi tiravano pezzi di carbone e vi spruzzavano d'acqua, e
voialtri senza niente per difendervi a parte fucili da caccia o automatici!
Sissignore, per la miseria, ve lo devo proprio riconoscere!
Ehi, un momento, sceriffo! La bocca gli si strinse come
un'asola. Non abbiamo mai...
E quei luridi operai tessili continuai. Miseria, li avete proprio
sistemati, eh? Gente che buttava al vento quelle grasse paghe
da tre dollari la settimana per fare una vita sregolata e poi si lamentava
di dover mangiare rifiuti per sopravvivere! Cio, che
diamine, erano tutti stranieri, no, e se non gli piacevano i buoni
vecchi rifiuti americani, perch non se ne sono tornati da dove
eran venuti?
Sceriffo! Sceriffo Corey!
S?  preoccupato per qualcosa, signor Barnes?
Certo che sono preoccupato per qualcosa! Perch sarei venuto
qui, altrimenti? Ora...
Vuol dire che non  passato solo per fare due chiacchiere?
Magari solo per farmi vedere le medaglie che le hanno dato per
aver sparato alla gente alle spalle...
Sono qui per chiedere informazioni su un ex cittadino di Pottsville!
Un uomo di nome Cameron Tramell.
Mai sentito. Arrivederci dissi.
Feci per chiudere la porta, ma Barnes la tenne aperta.
Lo ha sentito disse. In zona era conosciuto come Curly, ed
era un ruffiano.
Oh, dissi, oh, s, certo, lo avevo sentito nominare, Curly. Non lo
vedo da un pezzo, ora che ci penso. Come se la passa, comunque?
Avanti, sceriffo mi sorrise con gli occhi niente giochetti, tra
noi.
Giochetti? Cosa vuol dire?
Voglio dire che Cameron Tramell, alias Curly,  morto, come
lei ben sa. E sa anche chi lo ha ucciso.
Lo feci entrare e sedemmo in salotto mentre mi spiegava di Curly.
Pareva che entrambi i corpi fossero stati trascinati a riva, quello
di Moose come quello di Curly. Ma Moose non interessava a nessuno,
mentre Curly interessava parecchio. E la gente a cui interessava
era la sua stessa famiglia, una delle migliori famiglie del Sud.
Sapevano che era un buono a nulla, naturalmente; infatti lo avevano
pagato perch stesse alla larga da loro. Ma era pur sempre uno
della famiglia, uno di loro, e avevano intenzione di assicurarsi che
il suo assassino venisse impiccato.
Perci eccomi qua, sceriffo... fece Barnes con un sorriso forzato.
Forse noi due non l'abbiamo sempre vista allo stesso modo,
ma, be', io non sono tipo da portare rancore, e sono sicuro che nessuno
dei due vuol vedere un assassino in libert.
Io no di sicuro dichiarai. Se vedo un assassino che se ne va
in giro in libert, lo arresto e lo sbatto in galera.
Esatto. Perci, se mi dice il nome dell'uomo che ha ucciso
Curly...
Io? Io non lo so, chi l'ha ucciso. Se lo sapessi lo arresterei e lo
sbat...
Sceriffo! Lei sa chi  stato. Lo ha ammesso.
Io no.  stato lei a dire che lo sapevo, non io.
La bocca gli si serr di nuovo, e gli occhi pure. Con quel naso a
uncino, la sua faccia somigliava sputata a tre zolle su un banco di
sabbia tagliate da un aratro.
Circa una settimana fa, il mattino dopo che Curly  stato ucciso...
Ma come fa a sapere che era il mattino dopo? domandai.
Non c' nessuno che pu dirlo, a parte il tizio che l'ha ucciso.
Questo lo so, sceriffo. So che il suo amico, lo sceriffo Ken Lacey, si  esplicitamente vantato di aver sistemato Moose e Curly,
vale a dire di averli uccisi. E lei si trovava con lui in quel momento,
quando ha affermato di aver assassinato quei due uomini, e
gli ha dato la sua piena approvazione.
Ah, gi risi ora ricordo. Era un piccolo scherzo fra Ken e
me. Ci siamo fatti una carrettata di risate.
Insomma, sceriffo...
Lei pensa che non era uno scherzo? domandai. Lei pensa
che un tizio che ha ammazzato due uomini se ne andrebbe in giro
a farsi bello per questo e che io, un tutore della legge, gli darei
una pacca sulle spalle e basta?
Non ha importanza quello che penso, sceriffo! Gli avvenimenti
che ho descritto sono accaduti realmente, e la notte precedente -
l'unica notte che lo sceriffo Lacey ha trascorso a Pottsville - lui 
stato al bordello sul fiume, e l si  vantato con le ospiti della casa
di aver sistemato per bene Moose e Curly, di averli messi a posto
e cos via. In altre parole, esiste la prova inconfutabile che circa una
settimana prima del ritrovamento dei corpi di Moose e Curly,
l'unica notte che lo sceriffo Lacey ha trascorso a Pottsville, egli abbia
dichiarato di essere l'assassino dei suddetti Moose e Curly
Ha-ah feci, in tono molto interessato. Ora, questa prova in-
con-fu-cosa che dice, sarebbe la parola non comprovata di queste
ragazze del bordello?
Ma  comprovata, dannazione! Ci sono le vanterie dello sceriffo
Lacey il mattino seguente, e...
Ma stava solo scherzando, signor Barnes. L'ho spinto io a
farlo.
La testa di Barnes scatt all'indietro e quei suoi piccoli occhietti
mi guardarono di traverso. Poi saett di nuovo in avanti, quasi
volesse agganciarmi con il naso.
Ora mi ascolti, Corey! Mi ascolti bene! Non ho intenzione didi...
Si interruppe di colpo, scuotendosi come un cavallo che scaccia
le mosche. Poi il viso gli si contorse, si compresse e si allent, e
caspita se non sorrise. La prego di scusarmi, sceriffo Corey; ho
avuto una giornata piuttosto faticosa. Temo di aver perso di vista
per un momento il fatto che siamo entrambi ugualmente sinceri e
impegnati nel nostro desiderio di giustizia, anche se possiamo
non agire e pensare allo stesso modo.
Annuii e dissi che pensavo che avesse ragione da vendere. Con
un sorriso radioso, prosegu.
Dunque, lei conosce lo sceriffo Lacey da anni. E un suo buon
amico. Naturalmente sente di doverlo proteggere.
No-no risposi. Non  mio amico, e se ci fosse un modo di
affibbiargli quei due omicidi, sarei ben lieto di farlo.
Ma, sceriffo...
Era mio amico ripresi. Ha smesso di esserlo ancora prima di
quella notte che  venuto qua e mi ha tirato gi dal letto perch gli
indicassi la strada per il bordello.
Allora ci  andato! Barnes si freg le mani. Lei pu testimoniare
di essere al corrente del fatto che  effettivamente andato al
bordello, la notte in questione?
Diamine, certo che posso.  la pura verit, quindi perch non
dovrei testimoniare?
Ma  meraviglioso! Meraviglioso, sceriffo! E Lacey le ha detto
perch voleva andare al... No, un momento. Ha detto qualcosa che
suggerisse che intendeva andare al bordello allo scopo di uccidere
Moose e Curly?
Vuol dire allora, quella notte? Scossi la testa. No, non ha
detto niente, allora.
Ma in un altro momento l'ha detto! Quando?
Quel giorno risposi che sono andato a trovarlo nella sua
contea. Disse che lui dei ruffiani non sapeva proprio cosa farsene
e che secondo lui andavano ammazzati per principio.
Barnes salt in piedi e cominci a camminare su e gi per la
stanza. Disse che quanto gli avevo detto era meraviglioso, meraviglioso,
ed era proprio quello che gli serviva, poi si ferm di fronte
a me e agit il dito scherzosamente.
Lei  un gran burlone, sceriffo. Mi ha quasi fatto perdere la
pazienza, e sono uno che va fiero del proprio autocontrollo. Fin
dall'inizio aveva queste informazioni fondamentali, eppure sembrava
che volesse difendere Lacey.
Dissi che be', ero fatto cos, un vero buontempone. Lanci
un'occhiata all'orologio e mi domand a che ora poteva prendere
un treno per la citt.
Oh, c' un sacco di tempo. Un paio d'ore e pi. La cosa migliore
 che resti qui e ceni con noi.
Be'... be',  molto gentile da parte sua, sceriffo. Molto gentile.
Presi un po' di whisky dall'ufficio e ci facemmo qualche bicchiere.
Cominci a parlare di s, e dell'agenzia investigativa, io buttavo
l una parolina ogni tanto per dargli la spinta, e la sua voce
cominci a farsi un po' amara. Sembrava che odiasse quello che
faceva. Sapeva esattamente cosa fosse la Talkinton, e non aveva
scuse per questo. Era gente assolutamente odiosa, e condivideva
le loro odiose azioni e si odiava per questo.
Probabilmente sa cosa intendo, sceriffo. Anche nel suo lavoro
bisogna chiudere gli occhi di fronte a certe cose molto brutte.
Ha ragione risposi. Devo chiuderli, se voglio continuare a
essere sceriffo.
E lo vuole? Non ha mai pensato di intraprendere un'attivit
diversa?
Non per molto tempo. Che altro potrebbe fare uno come me,
comunque?
Esatto! Gli occhi si illuminarono, cominciando ad apparire
molto pi grandi. Che altro pu fare? Che altro posso fare? Ma,
Nick - scusa la confidenza - io mi chiamo George, sceriffo.
Piacere di conoscerti, George annuii e chiamami pure Nick.
Grazie, Nick e butt gi un altro whisky. Dunque, ecco cosa
volevo chiederti, Nick, ed  una cosa che mi preoccupa tantissimo.
Il fatto che non possiamo fare nient'altro... Questo ci giustifica?
Be', giustifichi un palo perch entra in un buco? Magari dentro
quel buco c' un nido di conigli e il palo li schiaccer. Ma  davvero
colpa del palo, se  fatto apposta per riempire quello spazio?
Ma l'analogia non funziona, Nick. Stai parlando di oggetti
inanimati.
Ah, s? risposi. E noi non siamo tutti relativamente inanimati,
George? Quanto libero arbitrio esercita ciascuno di noi? Abbiamo
limitazioni su tutta la linea, la nostra struttura fisica, quella mentale,
l'ambiente da cui proveniamo; tutte cose che ci modellano in
un certo modo, ci preparano per un certo ruolo nella vita, e George,
 meglio che quel ruolo lo impersoniamo o riempiamo quel buco
o come cavolo preferisci metterla, o l'inferno intero ci croller dal
cielo sulla testa.  meglio che facciamo quello che siamo stati creati
per fare, senn scopriremo che lo stanno facendo a noi.
Vuoi dire che funziona cos, ammazza o fatti ammazzare?
Barnes scosse la testa. Detesto pensarlo, Nick.
Forse non  questo che intendo. Forse non so bene cosa intendo.
Probabilmente intendo che non pu esserci un inferno privato
perch non ci sono peccati privati. Sono tutti pubblici, George, tutti
condividiamo quelli degli altri e tutti gli altri condividono i nostri.
O forse intendo questo, George, che io sono il salvatore in persona,
Cristo sulla croce sceso proprio qui a Potts County, perch
Dio sa se c'era bisogno di me qui, e me ne vado in giro a fare buone
azioni, in modo che la gente sappia che non ha niente da temere,
e se si preoccupano dell'inferno, non c' bisogno di scavare per
trovarlo. E perdio, questo ha senso, no, George? Cio, l'impegno
non sta tutto dalla parte di chi lo accetta, e neanche la responsabilit.
Cio, be', cos' peggio, il tipo che caca sulla maniglia della porta
o quello che suona il campanello?
George gett indietro la testa e scoppi a ridere.  impagabile,
Nick! Impagabile!
Be', non  esattamente originale. Come dice la poesia, non 
colpa della brocca se  piegata perch al vasaio la mano  scivolata.
Perci dimmi chi  peggio, quello che insudicia la maniglia o
quello che suona il campanello, e io ti dir cosa  piegato e chi l'ha
piegato.
Ma... ma metti che la stessa persona faccia tutt'e due le cose?
 improbabile affermai. Essendo uno che ha dovuto far
fronte a un bel po' di bailamme e miseria se certe volte non mi
sembra di vivere nel paradiso dei buffoni, posso dire che di solito
queste piccole incombenze si spartiscono. Ma se cos non fosse,
George, allora abbiamo aperto un altro campo di impegni e responsabilit.
Perch quel tizio ha dovuto mangiare, prima di poter
cacare, no?, e il cibo da dove  venuto?
Continuammo a parlare e bere fino al ritorno di Myra.
Prepar la cena per George e me, dato che lei e Lennie avevano
gi mangiato da Rose. George fu davvero galante con Myra. Diamine,
lei sembrava quasi graziosa da come lui la lustrava, e diamine,
lui sembrava quasi bello, facendolo.
Poi finimmo di cenare e accompagnai a piedi George verso la
stazione, e non era pi cos bello. Eravamo cordiali, ma era solo
una formalit. Non c'era vero calore o piacere.
Direi che  il brutto del whisky, sapete? Il brutto di un sacco di
cose. Non il fatto di abbandonarsi, ma non essere capaci di farlo. I
postumi, quando risenti in bocca il vecchio e ben noto sapore di piscio
e vuoi sputarlo addosso a chiunque. E pensi: miseria, perch
ho voluto essere gentile con questo qua? E lui pensava che ero un
dannato idiota, scommetto.
George aveva un'aria piuttosto afflitta e abbacchiata; direi quasi
tetra e pensierosa. Poi, Amy Mason attravers la strada raggiungendoci,
gliela presentai e George torn a ringalluzzirsi.
Avete un grande sceriffo, quaggi dichiar, dandomi una
pacca sulla schiena. Un ottimo ufficiale, signorina Mason. Mi ha
aiutato a risolvere un caso importantissimo.
Davvero? fece Amy. Quale genere di caso, signor Barnes?
E George glielo disse, aggiungendo che non avrebbe avuto
nessuna prova contro Ken, se non fosse stato per me.
Sono sicuro che non  nemmeno stato facile, per lui afferm.
Non  mai facile per un ufficiale denunciarne un altro, anche se
non sono amici.
Quant' vero! esclam Amy. E sono sicura che diventer
ancora meno facile, con il passar del tempo. A proposito, sceriffo,
le dispiace passare a casa mia stasera? Credo di aver visto un
vagabondo in giro.
Risposi che sarei stato felice come una pasqua di passare da lei
e che non doveva sentirsi in obbligo di preparare caff o torta o altro
perch non volevo incomodarla.
Disse che non si sarebbe incomodata affatto, scuotendo la testa.
Quindi prosegu per la sua strada, e George Barnes e io proseguimmo
verso la stazione.
Lungo il fiume, in lontananza, il treno fischi prima del passaggio
a livello. George mi strinse la mano, mi rivolse un sorriso
a culo d'ape e mi ringrazi di nuovo per l'aiuto.
A proposito, Nick,  solo una questione formale, naturalmente,
ma riceverai una citazione entro domani, penso.
Una citazione? feci. Come mai ricever quella roba?
Come testimone a carico contro Ken Lacey, naturalmente! Il
testimone chiave, direi. Di sicuro non otterremmo mai una condanna,
senza di te.
Ma su cosa dovrei testimoniare contro di lui? Cos' che dovrebbe
aver fatto il vecchio Ken?
Cosa dovrebbe aver fatto? George mi fiss. Come... Insomma,
che scherzo ? Lo sai, cos'ha fatto!
Be', adesso credo di averlo dimenticato. Ti dispiacerebbe mica
ripetermelo?
Sentimi bene! Mi afferr per le spalle, digrignando i denti.
Non fare il fesso con me, Corey. Se vuoi dei soldi, d'accordo, ma...
Non ci capisco davvero un cavolo, George. Mi sottrassi alla
sua presa. Perch mai dovrei volere dei soldi?
Per dichiarare sotto giuramento quello che mi hai gi detto in
privato. Che Ken Lacey ha assassinato Cameron Tramell, alias
Curly!
Eh? Ehi, un momento, George. Io non ti ho detto niente del
genere.
Oh, s, invece! Hai detto proprio cos, in altrettante parole. Mi
hai detto...
Be', magari ti sei fatto questa impressione. Ma lasciamo stare,
lasciamo perdere quello che ti ho detto. A essere importante, credo,
 cosa non ti ho detto.
E sarebbe?
Questo: il mattino dopo che Ken Lacey  partito, ho visto
Moose e Curly vivi.
...
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...
CAPITOLO 21.
...
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...
Era domenica mattina. Domenica mattina presto, molto presto.
Nei campi, in lontananza, sentii cantare un gallo, ma pensai che
probabilmente era solo scemo, o lo faceva per allenarsi, perch
mancava almeno un'ora all'alba.
Sissignore, c'era una tranquillit totale, e non si muoveva anima
viva, si pu dire. Tranne me, che ogni tanto spostavo un po'
il sedere sul letto per star comodo. E tranne Rose.
Era gi in cucina, pareva, a farsi una tazza di caff. Poi ci fu un
clangore di stoviglie e pensai che doveva aver scagliato la tazza
contro il muro, quindi sentii una sfilza di parole borbottate che dovevano
essere imprecazioni.
Sbadigliai e mi stiracchiai. Avevo proprio bisogno di dormire
un po', ma io ho sempre bisogno di dormire, credo, come ho sempre
bisogno di mangiare. Perch le mie erano fatiche poderose (il
vecchio Ercole non sapeva cosa volesse dire lavorare sodo) e che
altro c' da fare, se non mangiare e dormire? E quando mangi e
dormi non devi angustiarti per le cose che non puoi cambiare. E
che altro c' da fare, se non ridere e scherzare... Come fai, altrimenti,
a sopportare l'insopportabile?
Piangere non serviva a niente, questo era certo. L'avevo gi
provato, nel mio tormento: avevo pianto e singhiozzato che pi
forte non si pu, e non era servito a un bel niente.
Tornai a sbadigliare e stiracchiarmi.
Domenica a Pottsville, pensavo. Domenica a Pottsville, il mio
tesoro mi lascer, forse il mio cuore si spezzer. Anche l'occhio mi
tradir, e nessun mi creder.
E pensavo: miseriaccia, Nick, se non fossi gi tagliato su misura
per il tuo lavoro, potresti fare il poeta. Il poeta laureato di Potts
County, cribbio, e potresti comporre poesie sul piscio che sciaborda
nel vaso, gli usignoli col travaso, le caccole del naso...
Rose entr, fermandosi accanto al letto.
Mi guardava mordendosi il labbro, la faccia contorta come una
pallina di creta dopo che ci ha giocato un bambino.
Voglio dirti solo una cosa, Nick Corey. E non credere che non
te la stai cavando a buon mercato, perch farei ben altro che parlare,
se potessi. Ti ritroveresti appeso per il collo, lurido bastardo.
Racconterei che hai ucciso Tom, e accidenti a te, mi sganascerei dalle
risate quando ti dovessero impiccarti. E... e...
Pensavo volessi dirmi solo una cosa osservai. A me mi sembrano
almeno una decina.
Vai a farti fottere! Non ti dir quello che stavo per dirti perch
sono una donna perbene. Ma se non lo fossi, lo sai cosa direi? Lo
sai cosa ti farei, lurido figlio di puttana? Alzerei una gamba e ti piscerei
nell'orecchio fino a lavar via quel fetido ammasso di merda
che chiami cervello!
Ehi, fai attenzione, Rose dissi.  meglio che fai attenzione,
altrimenti potresti dire qualcosa di scurrile.
Cominci a piangere a dirotto e usc incespicando.
La sentii crollare sul divanetto, singhiozzando e tirando su col
naso. E dopo un po' cominci a borbottare tra s. Domandandosi
ad alta voce come poteva qualcuno (cio io) fare una cosa cos terribile.
E cosa avrei potuto dire, se non che non era facile; non era facile
di sicuro. E come avrei potuto spiegare quello che io stesso
non capivo?
Ebbene?
Ma ecco cosa era successo.
...
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...
CAPITOLO 22.
...
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...
Dopo aver portato George Barnes alla stazione la scorsa domenica,
ero passato da casa di Amy Mason. Sapevo che avrei fatto meglio
a spiegare che stavo solo scherzando, di fronte a Barnes; che
non avevo intenzione di lasciar accusare Ken Lacey dell'omicidio
di quei due ruffiani.
Ma visto come Amy mi salt al collo nell'istante in cui mi vide,
proprio non ebbi modo di dire niente.
Ti avevo avvisato, Nick! mi guardava con occhi di fuoco. Ti
avevo avvisato di non farlo! Adesso dovrai sopportare le conseguenze!
Ehi, un momento, tesoro, cosa...?
Mander un telegramma al governatore, ecco cosa! Stasera
stessa! Gli dir chi ha veramente ucciso quei due, uh, uomini!
Ma Amy, io non ho...
Mi dispiace, Nick. Non saprai mai quanto mi dispiace. Ma lo
far. Non posso permetterti di commettere un omicidio, e incastrare
lo sceriffo Lacey sarebbe omicidio, di cui ero gi a conoscenza.
Alla fine riuscii a farmi ascoltare, a dirle che non avevo la minima
intenzione di incastrare Ken. Era solo uno scherzo, capisci?
Stavo solo menando Barnes per il naso, per poi dargli una grossa delusione.
Davvero? Mi guard intensamente. Sei sicuro?
Sicuro che sono sicuro. Avresti dovuto vedere la sua faccia
quando gli ho detto di aver visto quei ruffiani vivi il giorno dopo che Ken  stato qui.
Be'...
Era ancora vagamente sospettosa, non del tutto convinta che
non avessi pronto qualche tranello per incastrare Ken senza mettermi
nei guai. Alla fine mi prese una certa impazienza e dissi che
non ero certo lusingato di vedere che dubitava della mia parola
senza nessun motivo.
Mi dispiace. Sorrise e mi diede un bacetto sulla guancia. Ti
credo, caro, e ti dir un'altra cosa. Se odiassi lo sceriffo Lacey come
lo odi tu, probabilmente anch'io vorrei ucciderlo!
Odiare? Cosa ti fa pensare che lo odio?
Avanti, tesoro, ce l'hai scritto in faccia. Cosa ti ha mai fatto,
perch lo giudichi cos male?
Ma no risposi. Cio, non lo odio. Cio, quello che importa
non  come lo giudico io.  quello che , capisci? Le cose che ha
fatto agli altri. Io... Be',  un po' difficile da spiegare ma... ma...
Non importa, caro. Rise e mi baci di nuovo. Tu non gli farai
niente,  solo questo che importa.
Ma non era solo quello, sapete? Neanche per sogno. Avrei giurato
di non aver mai portato rancore a nessuno, mai un briciolo di
odio. O se mai avevo provato una minuscola punta di avversione,
non era stato quello il fattore determinante di qualunque cosa
avessi fatto.
Era cos che la pensavo su me stesso, comunque, finch Amy
non aveva detto quelle cose. E ora ero un po' preoccupato. Potevo
levarmi di mente Ken Lacey, dal momento che non avrei preso
nessuna iniziativa contro di lui. Ma gli altri, be', facevano tutti parte
dello stesso schema, no? E se avevo mostrato ostilit verso Ken,
forse allora avevo fatto la stessa cosa con loro.
E forse, nel caso di quello che stavo per fare, delle persone di
cui stavo per occuparmi...
Ma bisognava farlo, pensavo. Bisognava, e non avevo scelta.
Ero disposto a lasciar correre; sono un tipo molto paziente, si
pu dire. Ma loro non l'avrebbero accettato.
Rose chiamava Myra ogni giorno, lasciando intendere che aveva
bisogno di me per far questo o quell'altro. E Myra continuava
ad assillarmi perch uscissi e andassi a fare quello che Rose voleva
fosse fatto (cio, non quello che Myra pensava). E Amy insisteva
che avrei potuto vedere Rose solo un'altra volta, non di pi. E Lennie
era in uno di quei periodi in cui mi tampinava e mi spiava. E...
E infine arriv il sabato sera, e non potevo pi rimandare. Se
la cercavano, tutti quanti! E come dice la Buona Novella, chiedi e
ti sar dato.
Erano circa le otto di sera, circa un'ora dopo il tramonto.
Arrivai di corsa lungo i filari di cotone, un po' curvo, ma non serviva
granch a nascondermi, dato che il cotone era basso. Nel crepuscolo,
praticamente chiunque, l vicino, mi avrebbe visto, e non
occorreva neanche che fosse troppo vicino. E cos volevo che fosse.
A Lennie non piaceva camminare. Di solito non usciva mai dai
confini della citt. Era stato davvero un lavoraccio, fare il guardingo
e il misterioso tanto da trascinarlo fin quaggi da Rose.
Saltai fuori dal cotone e scattai verso la casa. Con la coda dell'occhio,
vidi Lennie alzarsi nel campo e fissarmi a bocca aperta, mentre
raggiungevo la casa e bussavo alla porta. Pensava proprio di
avermi beccato, ormai, Lennie; aveva beccato me e Rose. Mi aveva
sorpreso a strisciare in casa sua di notte, perci ben presto avrebbe
cominciato a sbirciare. E poi sarebbe tornato in citt con una bella
storia da raccontare a Myra. Una storia alquanto succulenta su suo
marito e la sua migliore amica.
E proprio cos volevo che fosse.
Cos l'avevo studiata.
Lennie si sarebbe procurato una storia per Myra, certo, ma sarebbe
stata molto pi brutta di quanto aveva immaginato.
Nick... Rose apr la porta. Cosa... dove sei stato, comunque?
Perch non sei venuto l'altra...
Dopo. Scivolai dentro e chiusi la porta. La baciai, tenendole
la bocca chiusa finch non fui certo che era pronta ad ascoltarmi.
Non sono potuto venire prima, tesoro, perch ho preparato un
piano. E un modo per liberarci di Myra e Lennie, ho gi fatto il primo
passo e ora avr bisogno del tuo aiuto. Perci sono qui a chiedertelo.
Se non vuoi aiutarmi, basta che tu me lo dica, e non penseremo
pi a liberarci di loro e andremo avanti come prima.
Ma, per... cosa... Era propensa ma confusa, perplessa. Avevo
parlato in fretta, concitato, con una raffica di parole, facendola annuire
mentre ancora aveva la fronte aggrottata e si chiedeva che
diamine di storia fosse.
Be', lascia stare dissi, voltandomi verso la porta. Dimentica
che te l'ho chiesto, Rose, e mi spiace di averti disturbata.
No, aspetta! Aspetta, tesoro! Mi agguant. Mi chiedevo solo
cosa... perch... ma lo far, tesoro! Dimmi solo di che si tratta!
Voglio che aspetti un paio di minuti dissi. Poi, voglio che
vai fuori e acchiappi Lennie e...
Lennie! Le sfugg un rantolo spaventato. L-lui ...
Mi ha seguito fin qui. Gli ho dato io l'esca, perch fa parte del
piano. Allora lo acchiappi e lo trascini dentro, e poi gli dici quello
che ti dir.
Le spiegai che cosa dire, il nocciolo, cio. Impallid, guardandomi
come se fossi uscito di senno.
N-nick! ...  da pazzi! Non potrei...
Certo,  da pazzi replicai. Deve essere da pazzi, non capisci?
Ma... oh fece, stringendo un pochino gli occhi. Gi, capisco
come potrebbe... Ma Nick, tesoro, e il resto? Come?...
Adesso non c' tempo. Va' e occupati di Lennie, ti spiegher
tutto dopo.
Mi voltai e andai in camera da letto, dando apparentemente
per scontato, capito?, che avrebbe fatto come le avevo detto.
Rimase dov'era per un momento, irrequieta e incerta. Accigliata
e forse un po' spaventata. Fece un passo verso la camera da letto,
e parve sul punto di chiamarmi. Poi, di colpo fece dietrofront,
and dritta alla porta e usc.
Sentii confusamente rumori di corsa. Il rapido stropicco di passi
sul terreno compatto del cortile. Sentii uno strillo quando riusc
ad afferrare Lennie, e sentii lui gorgogliare e ridacchiare mentre
Rose lo trascinava dentro casa. Soddisfatto come una pasqua, ma
anche un tantino spaventato.
Arrivarono in cucina. Io restai in disparte a guardare e ascoltare.
D'accordo fece Rose, guardandolo con occhi che erano veleno
puro. Cosa ci facevi a spiare da queste parti?
Lennie ridacchi e sogghign, mettendosi le mani sulla bocca,
a griglia. Poi disse che io e Rose ci saremmo presi una bella lavata
di capo.
Aspetta solo che lo dico a Myra! L'ho visto! Ho visto Nick il
furbacchione!  venuto qui di nascosto, cos tu e lui potevate fare
le brutte cose!
Vuoi dire scopare? disse Rose. Cosa c' di brutto a scopare?
Ooh! Lennie punt un dito tremante su di lei, gli occhi enormi
e tondi come piattini da t. L'hai fatta grossa! Adesso le prendi
davvero! Dico a Myra che hai...
Qual  il problema? lo interruppe Rose. Tu ti scopi Myra
continuamente, e non dirmi che non  vero, stupida faccia da somaro!
Ecco perch sei diventato scemo, te la sbatti troppo. Gliel'hai
messo dentro tante di quelle volte, che oramai hai il culo pi
avanti degli occhi!
Per poco non scoppiai a ridere.
Quella Rose! Non ce n'era proprio nessuna come lei, cribbio!
In meno di un minuto aveva gettato Lennie in una confusione tale
che non sarebbe riuscito a trovarsi le chiappe nemmeno se ci
avesse avuto su un campanello.
Le punt di nuovo il dito contro, tremando tutto. Strofinandosi
gli occhi con l'altra mano e cominciando a frignare.
Non  veeero! Non lo faccio! Non ho mai fatto nessuna di quelle
cose, e...
Non l'hai fatto, un corno! Non sei suo fratello, sei il suo amichetto!
Per questo ti tiene con s, per farsi suonare la chitarrina.
Perch tu ce l'hai grosso e a lei piace il tuo osso!
N-non  mica v-veeero! No! Sei... s-sei solo una v-vecchia contafrottole
cattiva e...
Non dire bugie, brutto bastardo labbra a canotto! Rose gli
agit il pugno davanti alla faccia. Ti ho visto che ci davi dentro
con lei! Sono salita su una di quelle scale che usano gli imbianchini
e ho sbirciato dalla finestra, e per la miseria, picchiavi come un
martello! Spingevi il tappo tanto gi nel buco che per poco non ci
cadevi dentro!
Be', miseriaccia. Era meglio del circo. E confermava cosa pu
fare uno, quando ci si mette d'impegno.
Prendiamo una cosa comune, quotidiana come il fornicare,
che, come si dice, pu essere un piacere assai fugace. Ma se si
prende soltanto l'idea, capito, e si comincia a sviscerarla con le
persone giuste, o con quelle sbagliate, a seconda dei punti di vista,
be', pu venirne fuori qualcosa di dannatamente singolare.
Come quello che stava succedendo l.
Era una cosa da spanciarsi dalle risate, e in pi un mezzo per
indurre certe persone a sbarazzarsi di se stesse, utilissimo quando
non hai modo di sbarazzarti tu di loro.
Lo d-dico a M-Myra! frignava Lennie. Le dico tutte le cose
che hai detto su di lei, tutte le parole sporche e cattive e...
Cosa, fotti? disse Rose, come se stesse dicendo Cos'hai fatto?,
e Succhia qui? come se stesse dicendo Scusa, chi? E
meglio che tu e Myra la piantiate di stuzzicare il cetriolo, prima
che il cervello ti schizzi via assieme alle palle.
Lo dico a Myra! grid Lennie in lacrime, incespicando verso
la porta. Te le dar!
Dille che forse lei  una buca, ma tu non sei un palo continu
Rose. Dille che le farai il solletico al culo se lei ti fischietta
"Old Black Joe".
Diede uno spintone a Lennie, che fin fuori dalla porta e gi
dalla veranda, atterrando lungo disteso nel cortile.
Si tir su, frignando e strofinandosi gli occhi. Rose gli diede una
strapazzata finale, accusando lui e Myra di una raffica di sconcezze.
Quasi mi fece trasalire, ascoltarla, tanto era sconcia. Quello che
aveva detto prima, in confronto, pareva un elenco di complimenti.
Torn dentro sbattendo la porta. La abbracciai e le dissi che era
andata benissimo.
Allora, cominci ad afferrare l'idea? domandai. Lennie non
lascia mai la citt. Non solo  un pigro dell'accidenti, troppo per
camminare sul serio, ma ha paura di allontanarsi da solo. Myra lo
sa. Sarebbe tanto probabile che agitasse le braccia e si mettesse a
volare, quanto che arrivasse fin qui a casa tua, e lei lo sa. Perci, cosa
succede quando va a casa e racconta a Myra di essere stato qui?
Mmm fece Rose, annuendo lentamente. Probabilmente lei
non gli creder, giusto? Ma cosa...
Non gli creder dissi. O perlomeno avr fortissimi dubbi
che dica la verit. Poi lui le riferisce tutte le sconcezze che tu hai
detto su di lei, su lei e Lennie che vanno a letto insieme e cos via.
E come fa a crederci? Come fa a credere che proprio la sua migliore
amica, una perfetta signora, si metterebbe di punto in bianco
a dire sconcezze su di lei?
Mmm-hmm Rose annu ancora. Tanto per cominciare non
pu credere che Lennie  venuto quaggi, e poi non pu credere
a quello che lui dice che  successo. Per come la vede lei, se lo sar
inventato e probabilmente si beccher uno scappellotto per
aver mentito. Ma...
Non semplicemente aver mentito la corressi ma aver detto
una bugia dannatamente pericolosa. Di quelle che distruggono
le famiglie e fanno ammazzare la gente. E Myra non vorr correre
il rischio che succeda di nuovo. Creder che Lennie abbia avuto
un brutto peggioramento e dovr rinchiuderlo da qualche parte,
come ha minacciato di fare certe volte.
Uh! Rose mi lanci un'occhiata perplessa. Quando mai
Myra ha fatto una cosa simile? Insomma, se non sopporta nemmeno
l'idea di perdere di vista Lennie!
Dissi che Myra aveva minacciato di rinchiuderlo un paio di volte,
quando aveva perso le staffe con lui pi del solito, e, gi, non
sopportava di perdere di vista Lennie. Ecco perch non ha mai
fatto niente per lui, perch voleva essere con lui dovunque lui fosse
e non voleva lasciare Pottsville. Adesso per non ha scelta. Se
lui se ne va, deve filar via anche lei.
Rose disse che non ne era tanto sicura. Sembrava funzionare,
ma che andasse proprio cos, non ci si poteva fare assegnamento.
Risposi che be', naturalmente avremmo dovuto dare una
spintarella alla situazione.
Myra ce lo dir di sicuro, e ovviamente noi ci preoccuperemo
a morte. E pi ci preoccupiamo noi, pi si preoccupa lei. Siamo
davvero in pensiero per quello che Lennie potrebbe fare la prossima
volta, capito, magari aggredire la gente con una mannaia invece
di raccontare solo bugie su di loro. O dar fuoco alle case. O
dar la caccia alle bambinette. O... be', non ti angustiare, tesoro.
Le diedi una stretta e una pacca sul fondoschiena. Andr tutto
bene, alla perfezione. Non ho l'ombra di un dubbio, su questo.
Rose scroll le spalle e disse be', pu darsi. Conoscevo Myra
meglio di lei. Poi mi si rannicchi addosso e mi mordicchi un
orecchio. E la baciai e mi staccai da lei.
Lennie non  molto veloce a camminare spiegai. Ho intenzione
di tagliare per i campi e tornare in citt prima di lui. Sai com',
non si sa mai.
Non si sa mai? Rose si accigli. Cosa, non si sa?
Se ci serve una prova decisiva. Qualcosa che spazzi via fino all'ultimo
dubbio dalla mente di Myra, se dovesse avere dubbi. Non
 nemmeno lontanamente probabile che ne abbia. Ma quando
Lennie arriver al tribunale, tutto ansimante, per raccontare a Myra
che sono stato quaggi, non ti pare una gran bella idea che io
me ne stia seduto nel mio ufficio?
Rose dovette ammettere che lo era, per quanto detestasse lasciarmi
andare.
Le promisi che saremmo stati insieme il giorno dopo o gi di
l. Poi me la filai dalla porta, prima di dover parlare ancora.
Naturalmente, non tornai in citt. Sapevo gi cosa sarebbe successo,
l. A me interessava piuttosto vedere cosa sarebbe successo
qui, anche se ne avevo gi un'idea piuttosto precisa, e magari
dare un piccolo contributo se ce n'era bisogno.
Feci il giro attraverso i campi fino ad arrivare al viottolo che saliva
dalla strada. Poi mi accovacciai l di fianco nella macchia di
gelsi, e attesi.
Pass circa un'ora e mezzo. Cominciai a preoccuparmi un po',
a chiedermi se non potevo essermi sbagliato, poi udii lo scricchiolio
delle ruote di un calesse che arrivava veloce.
Scostai i cespugli e sbirciai fuori. Lennie e Myra passarono al
galoppo, Myra stringendo le redini e Lennie con la testa che ciondolava
avanti e indietro sopra il collo. Portava in grembo qualcosa,
una specie di scatola nera, e una delle mani stringeva quello
che sembrava un bastoncino. Mi grattai la testa, chiedendomi che
diamine fosse quella roba (la scatola e il bastoncino), e subito dopo
il calesse mi aveva gi superato e dal viottolo era arrivato nel cortile.
Myra ordin al cavallo di fermarsi. Scese dal calesse con Lennie
e tir le redini sopra la testa del cavallo per impedirgli di
andarsene in giro. Poi, lei e Lennie attraversarono il cortile e salirono sulla veranda.
Myra batt forte alla porta, che si apr dopo un minuto, e la luce
della lampada incornici il suo viso, bianco e determinato. Fece
per entrare, poi prese Lennie per una spalla e lo spinse davanti a s. E finalmente vidi cosa aveva in mano.
Era una macchina fotografica, e uno di quei bastoncini che servono a farci esplodere la polvere lampeggiante per fare le foto al chiuso.
...
.
...
CAPITOLO 23.
...
.
...
Saltai su e mi avviai verso la casa. Praticamente al primo passo,
il piede mi rest preso in una radice, caddi lungo disteso e mi
manc l'aria. Per un minuto o due non ebbi fiato nemmeno per gemere,
e quando infine riuscii a tirarmi su, non ce la facevo a muovermi
molto in fretta. Perci mi ci vollero cinque minuti abbondanti
per raggiungere la casa e trovare una finestra da cui sentire e vedere.
Be', gente, era buffo, buffo e terribile, strano e pazzesco. Perch
a catturare la mia attenzione non fu affatto quello che avreste pensato.
Non Rose, spaventata e sbalordita, che si chiedeva cosa diamine
fosse andato storto. Non Lennie e Myra, sorridenti e maligni
e divertiti. Non qualcosa che si trovava dentro la stanza. Non
qualcosa, ma niente. Il vuoto. L'assenza di cose.
Ero stato in quella casa forse un centinaio di volte, in quella e in
altre cento come quella. Ma era la prima volta che vedevo com'erano
realmente. Non case, non posti fatti per viverci, niente. Solo pareti
di assi di pino che racchiudevano il vuoto. Niente quadri,
niente libri, niente da guardare o da pensare. Soltanto il vuoto che
in quel momento mi stava impregnando.
E poi, a un tratto, non fu pi l, ma dappertutto, in tutti i luoghi
come quello. E a un tratto il vuoto si riemp di suono e di cose visibili,
di tutte le cose tristi e terribili a cui la gente era stata portata dal vuoto.
C'erano le ragazzine indifese che piangevano quando i loro pap
gli strisciavano nel letto. Cerano gli uomini che picchiavano le
loro mogli, le donne che gridavano chiedendo piet. Cerano i
bambini che bagnavano i letti per la paura e il nervosismo, e le madri
che per punizione davano loro il peperoncino. Cerano le facce
sfatte, sbiancate dai vermi e chiazzate dallo scorbuto. Cera la minaccia
dell'inedia, la saziet mai raggiunta, i debiti sempre superiori
ai crediti. Cerano i pensieri: come-faremo-a-mangiare,
come-fa remo-a-dormire, come-ci-copriremo-il-povero-culo-nudo. Il
genere di pensieri che, quando non hai altro che quelli, be', staresti
meglio se fossi morto. Perch sono i pensieri del vuoto, di quando
sei gi morto dentro, e non farai altro che diffondere il tanfo e il
terrore, i pianti e i lamenti, la tortura, la fame, la vergogna del tuo
essere come morto. Del tuo vuoto.
Rabbrividii, pensando a quanto  stato meraviglioso il nostro
Creatore a sistemare nel mondo cose tanto spaventose, cos che
una cosa come l'omicidio, al confronto, non sembrava affatto brutta.
S, era stato davvero misericordioso e meraviglioso da parte
Sua. E stava a me smettere di rimuginare e prestare attenzione a
quanto stava accadendo qui e ora.
Sicch mi sforzai al massimo, strofinandomi gli occhi e scuotendomi,
e infine ci riuscii.
...un dannato bugiardo! stava strillando Rose. Non ho detto
nessuna di quelle dannate cose!
Ahi, ahi. Myra aveva in faccia un sorriso da furetto. Che linguaggio.
Sto cominciando a pensare che non sei tanto una brava
ragazza, dopotutto.
Al diavolo quello che pensi! Chi non imprecherebbe, vedendosi
piombare in casa te e quell'idiota a quest'ora!
Vuoi dire che non ci aspettavi? disse Myra. Pensavi che ti
avrei lasciato parlare di me in quel modo, senza far niente?
Ma non ho parlato di te! Lennie sta mentendo! Lennie non 
nemmeno stato qui, stasera!
Ma davvero? E allora cosa ci faceva il suo fazzoletto l fuori
sulla veranda? Uno del tipo extra-largo e a doppio strato che gli
ho cucito io, perch il povero caro sbava sempre.
Myra continuava a sorridere, osservando la paura che si spandeva
su tutta la faccia di Rose. Rose balbett che era una bugia,
che Myra non poteva aver trovato il fazzoletto di Lennie sulla veranda.
Ma l'aveva trovato, eccome. Ero stato io a metterlo l.
Ebbene? fece Myra. Ebbene, Rose?
Rose era in trappola, e lo sapeva. Il linguaggio brusco che aveva
usato era una prova evidente. Ma, come si fa quando si  spaventati,
continuava a tentare.
B-be'. Fece su e gi con la testa, a scatti. D'accordo, Lennie
 stato qui. L'ho sorpreso ad aggirarsi attorno alla casa e mi ha spaventato,
e credo di aver reagito con parole piuttosto dure. Ma... Ma
di sicuro non ho detto quelle oscenit che dice lui!
Sul serio?
Certo che no! Quante volte te lo devo dire?
Myra rise, una risata cattiva e spaventosa che diede i brividi
anche a me. Rispose che Rose non doveva dirglielo nessuna volta,
perch una bugia non ci guadagna niente, a essere ripetuta.
Lennie dice la verit, cara. Non ha abbastanza fantasia per inventarsi
una storia del genere.
M-ma... ma...
E nemmeno tu hai molta fantasia. Non avresti potuto inventarti
la tua storia pi di quanto avrebbe potuto lui. Il che significa...
Be', non so come l'hai scoperto, ma ovviamente l'hai fatto. Ed
 questo l'importante, no? Questo, e la sicurezza che non aprirai
bocca con nessun altro.
Rose la fissava, scuotendo la testa lentamente, la voce ridotta
a un sussurro roco e nauseato. Non... n-non ci credo. T-tu e Lennie.
Non posso crederci!
A dire il vero, restai piuttosto sconvolto anch'io. Perch avevo
indovinato la verit. Ne ero praticamente sicuro. Ma saperlo per
certo,  una bella differenza.
Non ci credo ripet Rose con voce tremante. Perch... Perch
dovresti...
Oh, smettila di fingere la interruppe Myra. Ci hai scoperti e
sei stata cos stupida da dirlo a Lennie. Quanto al perch, scoprirai
anche questo, e molto presto. Cio, ovviamente se sei attratta
da lui allo stesso modo.
Fece un cenno a Lennie, che le allacci la macchina fotografica
attorno al collo con una cinghia; lei armeggi per qualche
istante con le regolazioni, fino a sistemarla come voleva. Quindi
lui vers la polvere nella bacchetta del lampeggiatore, presa da
un barattolo che aveva in tasca, e con prudenza gliela porse.
Rose rimase immobile a fissarli.
Myra se ne usc con un'altra delle sue risate cattive e paurose.
Non preoccuparti per la fotografia, cara. Sono un'ottima professionista.
In realt ho fatto un bel po' di soldi in questo modo, prima
di sposarmi. Ti sorprenderesti delle cifre che la gente mi pagava
per scattare certe fotografie.
Rose scosse la testa, apparentemente per scuotere via la paura
che l'attanagliava in quel momento. Disse che la sorpresa l'avrebbe
avuta Myra se non trascinava le chiappe fuori di l.
Levati subito dai piedi, vecchia troia floscia! Prendi quella
specie di cimice del tuo amichetto e fila via prima che mi dimentichi
di essere una signora!
Tra un momento, cara. Non appena ti avr fotografata... insieme
a Lennie.
Fotografarmi! Insomma, che cavolo...
Gi, fotografarti. Con Lennie. Sar molto pi sicuro che ammazzarti,
e esattamente altrettanto efficace per farti star zitta, e...
Strappale i vestiti, Lennie!
La mano di Lennie saett prima che Rose potesse muoversi. Si
impigli sul davanti del vestito di lei e lo strapp dall'alto in basso,
portandosi via anche la biancheria. In un batter d'occhio, eccola
l in piedi su un mucchietto di stracci, nuda come un passerotto
appena nato.
Lennie gorgogli e si soffoc con la sua stessa saliva, versandosene
sul mento all'incirca una pinta. Myra gli rivolse uno
sguardo affettuoso.
Sembra molto carina, no, tesoro? Perch non guardi se lo 
davvero?
Guh, guh... Lennie esitava, dubbioso. E s-se mi fa del male?
Oh, vedrai che non te ne far rise Myra. Tu sei grande e
grosso e lei  piccola, e comunque ci sono io a proteggerti.
Guh, guh... Lennie esitava ancora. Aveva strappato i vestiti
a Rose, ma per quello, un solo rapido strattone, non serviva un
gran fegato. Non era affatto pronto per tutto il resto, nemmeno
con Myra a incoraggiarlo e a dirgli che andava tutto bene. C-cosa...
Come faccio, Myra?
Basta che la prendi e la sbatti gi rispose Myra, e poi, seccamente,
costringendolo a obbedire prima di poter pensare: Prendila,
Lennie!
Rose era rimasta l mezza stordita da quando le erano stati strappati
i vestiti. Occhi vitrei, troppo stupefatta anche solo per cercare
di coprirsi.
Ma poi Lennie la afferr, stringendola a s, sbavandole addosso,
e tutto cambi. Torn in s come una lince innaffiata di acquaragia,
strillando, graffiando, tirando calci e pugni. Lennie fu colpito
e graffiato in una dozzina di punti contemporaneamente, per
non dire della ginocchiata all'inguine e del calcio negli stinchi.
Cadde lontano da lei, frignando e stringendosi le braccia attorno
al corpo. Rose fil in camera da letto e sbatt la porta, e Myra,
di scatto, assest a Lennie un calcio nel didietro.
Seguila, stupidone! Sfonda la porta!
Ho pa-uura mugol Lennie. Mi fa male!
Io ti far molto pi male! Myra gli torse un orecchio a mo'
di dimostrazione. Se non fai quello che ti dico, ti faccio nero.
Sfonda subito quella porta!
Lennie cominci a prendere a spallate la porta. Myra gli stava
alle costole, incitandolo, dicendogli cosa gli sarebbe successo se
non le avesse dato retta.
La serratura cedette. La porta si spalanc con fragore, seguita
da Lennie sullo slancio e da Myra dietro di lui. E...
E cos, credo che non sapr mai cosa passava per la testa di Myra.
O cosa non passava. Se si era dimenticata della pistola che aveva
convinto Rose a comprare, o se pensava che Rose non avrebbe
avuto il coraggio di usarla. O se era talmente furiosa e decisa
a mettere Rose nei guai, o semplicemente non pensava affatto.
Nossignore, non sapr mai cosa pensava o non pensava. Perch
solo un secondo dopo che la porta della camera da letto venne
sfondata, lei e Lennie erano morti.
Barcollarono all'indietro nel soggiorno quando Rose cominci
a sparare, cascando uno sull'altra, finendo insieme in un groviglio
sul pavimento. A quel punto erano gi morti, credo, ma Rose
continu a far fuoco (come sparare ai pesci in un barile) fino a
scaricare la pistola.
Montai sul calesse e mi avviai verso la citt, riflettendo sugli
strani meccanismi della Provvidenza. Quello che mi ero immaginato
io, pi o meno, era che Myra avrebbe ucciso Rose, e poi Myra e Lennie
avrebbero dovuto lasciare la citt, perch io sarei stato
assolutamente imparziale anche se loro erano, diciamo, parenti,
e per la miseria, avrei fatto tutto il possibile perch fossero puniti,
anche se avessi dovuto sparargli addosso mentre cercavano di
fuggire. E questo, probabilmente, sarebbe stato il modo migliore
per chiudere la faccenda.
Ma anche cos andava bene, pensai. Avrebbe funzionato altrettanto,
con Rose che ammazzava Myra e Lennie.
Misi cavallo e calesse nella scuderia, sentendo lo stalliere che
russava su nel fienile. Ripassai per la citt e arrivai al tribunale,
e ovviamente erano tutti a letto da un pezzo e sembrava che sulla
terra non ci fosse nessuno a parte me.
Andai di sopra, in casa, e tirai bene le tendine. Poi accesi una
lampada e mi presi una tazza di caff freddo dal fornello, e mi
adagiai sul divanetto a berlo.
Lo finii e riportai la tazza in cucina. Mi levai con un calcio gli
stivali e mi allungai sul divanetto per riposare. E la porta di sotto
sbatt e Rose sal a passi pesanti le scale e mi piomb addosso.
Se l'era fatta tutta di corsa fino in citt, penso, e sembrava una
pazza. Si accasci sulla porta, trafelata, puntandomi contro un dito
accusatore. Per un momento non riusc a fare altro, puntava
quel dito e basta.
Come va, le dissi, e poi dissi che d'accordo che lei e io eravamo
amici, ma non era molto educato indicare la gente.
Credevo che lo sapessi dissi. Non solo non  educato, ma
potresti cacciare il dito nell'occhio a qualcuno.
T-tu! fece, sforzandosi di riprendere fiato. Tu... tu...!
O se uno  particolarmente alto ripresi potresti cacciarglielo
in qualche altro pertugio, e la cosa potrebbe essere decisamente
imbarazzante per te, per non parlare del pericolo che ti resti incastrato
il dito.
Si diede una spinta prolungata e tremante, quindi arriv al divanetto
e si ferm sopra di me. Tu tu tu figlio di puttana! disse.
Tu tu tu schifoso fetente bastardo. Tu... tu dannato puttaniere,
doppiogiochista, infame, ignobile, buono a nulla, meschino,
odioso, miserabile traditore...
Insomma, Rose, per la miseria dissi. Diavolo, sembra quasi
che sei arrabbiata con me.
Arrabbiata! strill. Te lo faccio vedere io, come sono arrabbiata!
Ti...
 meglio che non urli cos forte! dissi. Magari a qualcuno
salta in testa di venire quass a vedere che sta succedendo.
Che vengano pure disse Rose, ma abbass la voce. Miseriaccia,
glielo dico io che sta succedendo, lurido bastardo! Glielodico io, per filo e per segno!
E sarebbe?
Non fare il finto tonto con me, maledizione! Lo sai, cos' successo!
Sei rimasto l fuori tutto il tempo, perch ti ho sentito quando
 partito il calesse! Hai lasciato che succedesse! Te ne sei rimasto
a guardare mentre io ho dovuto uccidere due persone!
Eh? Ma va'? feci.
Che diavolo vuol dire, ma va'? Mi stai dicendo che non  vero,
che non  andata cos? Che non hai programmato tutta la faccenda
e... e...
Non sto dicendo proprio niente del genere. Sto solo dicendo,
o meglio chiedendo, cosa racconterai alla gente. Che tipo di spiegazione
credibile metterai assieme, per quei due morti che hai in
casa e tutto quel sangue sul pavimento, e il fatto che perfino un
idiota potrebbe dimostrare che i colpi sono della tua pistola? Perch
alla verit non ci creder nessuno, Rose; a una storia pazzesca
come questa, non ci crederanno. Pensaci solo un momento e te ne
accorgerai anche tu.
Apr la bocca per parlare, per dirmi qualche altra insolenza,
credo. Poi, a quanto pare, ebbe un ripensamento e si sedette in silenzio
sulla sponda del divanetto.
Devi aiutarmi, Nick. Devi aiutarmi a coprire questa cosa in
qualche modo.
Be', insomma, non vedo mica come potrei farlo dichiarai. Dopotutto,
sei colpevole di omicidio e fornicazione e ipocrisia e...
Eh? Co-osa? Mi lanci un'occhiataccia. Come, figlio di puttana
lingua biforcuta! Mi insulti, dopo quello che hai fatto! E tu
non sei affatto responsabile, immagino, vero?
Neanche un briciolo risposi. Solo perch ho indotto qualcuno
in tentazione, non significa che quello debba raccogliere
l'invito.
Ti ho fatto una domanda, accidenti a te! Chi ha programmato
questi omicidi? Chi dice una bugia ogni volta che tira il fiato?
Chi diavolo  che ha fornicato con me e Dio sa con quante altre?
Oh, be' dissi. Quando quelle cose le faccio io, non conta.
Non conta! Che diavolo vuoi dire?
Volevo dire che stavo solo facendo il mio lavoro, dissi, seguendo
i sacri precetti riportati dalla Bibbia.  quello che ci si aspetta
da me, capito, punire a sangue le persone in quanto persone. Convincerle
a manifestarsi, e poi fargli vedere i sorci verdi. Ed  un lavoraccio
dannato, Rose, tesoro, e penso che se riesco a ricavare un
po' di piacere intanto che metto in trappola la gente, ne avr bene
il diritto.
Rose mi fiss, accigliandosi.
Che roba  questa? chiese. Che razza di discorso balordo
sarebbe?
Be', insomma, forse in effetti pu sembrare balordo, ma non 
mica colpa mia, manco per niente. Di regola, dovrei buttarmi sui
prepotenti, la gente che veramente governa il paese. Ma non mi 
permesso toccarli, perci devo compensare rincarando la dose coi
poveracci bianchi e con i negri, e con la gente come te che si lascia
sprofondare il cervello fin gi nel culo perch non riesce a trovare
un posto migliore dove usarlo. Certamente, io lavoro nella vigna
del Signore, e se non riesco ad arrivare in alto, devo lavorare
ancora pi sodo sulle viti pi basse. Perch il Signore ama il lavoratore
operoso, Rose; Egli ama vedere un uomo che si fa un culo
come un secchio nell'orario di lavoro. E quell'orario io l'ho ridotto,
ma proprio di parecchio, mangiando e dormendo, ma non posso
mangiare e dormire tutto il tempo.
Mentre parlavo, avevo lasciato che mi si chiudessero gli occhi.
Quando li riaprii, Rose non c'era pi, ma la sentii muoversi per la
stanza di Myra.
Andai alla porta e guardai dentro.
Si era spogliata e stava provando certi vestiti di Myra. Le chiesi
se aveva intenzione di andare da qualche parte e lei mi lanci
un'occhiata che avrebbe incenerito una foresta.
Andare da qualche parte ripet amaramente. Come se tu
non sapessi cosa stavo per fare, cosa devo fare!
Pensavo, dissi, che volesse lasciare la citt col primo treno dell'alba,
perch cos nessuno l'avrebbe vista partire e avrebbe avuto
tutta la mattinata prima che io mi agitassi e preoccupassi per
Myra e Lennie e arrivassi a scoprire che erano stati assassinati.
Certo, quel treno non porta passeggeri, qui si fermano solo per
l'acqua. Ma penso che i ferrovieri saranno fieri di lasciarti viaggiare
con loro quando vedranno quanto sei cordiale. Scommetto che
non ti faranno pagare un centesimo, il che mi pare ottimo, visto
che non puoi mettere le mani sul becco di un quattrino.
Rose si morse le labbra e scosse la testa, stupita.
Tu ti stai divertendo sul serio, eh? Te la stai proprio godendo!
Non proprio risposi. Fa solo parte del mio lavoro, capisci,
godere dei guai altrui.
Nick, cosa ti  successo? Quando sei diventato cos?
Be', dissi, se intendeva quando mi era stata rivelata la verit, era
da un po' che succedeva. Un pochino per volta, l'avevo vista di
sfuggita, e ogni tanto pensavo di sapere cos'era, e ogni tanto ero solo
sconcertato e spaventato senza sapere da che cosa, e mi ero messo
in testa che forse stavo impazzendo o qualcosa del genere. E poi
quella sera, a casa sua, mentre stavo l fuori da me stesso a fare progetti,
e poi mentre guardavo succedere quello che avevo progettato,
era stato come se qualcuno avesse premuto un grilletto nella
mia testa e c'era stata una gran luce abbagliante, e infine avevo visto
tutta la verit; poi avevo capito perch le cose erano com'erano
e perch io ero com'ero.
Ho visto tutto, tesoro dissi. Ho visto la verit e la gloria; e
per te non sar neanche lontanamente brutta come potresti pensare.
Diamine, una ragazza come te pu fare una barca di soldi, in
quelle citt sul fiume, solo a fare quel che ti piace fare, e non ho
mai conosciuto una che lo facesse meglio. E a proposito, dato che
non ci vedremo pi, non sono contrario a unirmi a te per cinque
o dieci minuti, anche se sei, diciamo, una latitante.
Rose afferr la sveglia dal com e me la scagli addosso. Si fracass
contro la parete, e voglio dire che si fracass sul serio.
Oh, miseriaccia, Rose. Come cribbiolino faccio adesso a svegliarmi
in tempo per andare in chiesa?
Chiesa! Chiesa! gemette lei. Andresti in chiesa dopo... dopo...!
Oh, figlio di troia! Oh, viscido, ipocrita, bugiardo, untuoso
bastardo!
Ecco che ricominci. Non c' proprio pi bisogno di far finta,
perch adesso so che sei arrabbiata con me.
Part con un'altra mitragliata di parolacce. Poi torn a voltarsi verso
lo specchio e ad arrabattarsi con il vestito che stava provando.
 quella Amy Mason, vero? disse. Ti stai liberando di tutti
quanti cos potrai sposarla.
Be' risposi devo ammettere che ci stavo riflettendo.
Ci scommetto proprio, carogna doppiogiochista!
Sissignore, ci stavo riflettendo, ma il fatto  che non riesco a decidermi.
Non  che sia una peccatrice, perch  una di prima classe
e hanno le loro leggi e regole e di quelle non mi devo preoccupare.
Ma ho paura che sposarla potrebbe interferire con il mio
lavoro. Vedi, ho il mio incarico da portare avanti, Rose; devo continuare
a essere Primo Sceriffo, la pi alta autorit legale di Potts
County, questo posto che  il mondo, per la maggior parte della
gente che ci sta, perch non vedono mai nient'altro. Devo essere
Primo Sceriffo e basta, perch sono straa-namente e singolarmente
fatto apposta per questo, e non mi  permesso rinunciare. Ogni tanto
penso che voglio uscirne, ma poi mi vengono messi in testa i
pensieri e in bocca le parole che mi fanno restare al mio posto. Devo
essere questo, Rose. Devo essere Primo Sceriffo di Potts County
per sempre. Devo continuare, fare il lavoro del Signore; e Lui
non fa altro che puntare il dito, Rose, Lui non fa altro che scegliere
la gente e io devo far cadere la Sua ira su di loro. E ti dir un segreto,
Rose, ci sono un mucchio di volte che non sono per niente d'accordo
con Lui. Ma non posso dire niente in merito. Sono il Primo
Sceriffo di Potts County e nessuno si aspetta che faccia qualcosa
che veramente va fatto, niente che possa mettere a rischio il mio
compito. Tutto quello che posso fare  seguire l'indicazione del dito
del Signore, abbattendo i poveri peccatori di cui a nessuno frega
un fico secco. Come dicevo, ho cercato di uscirne; ho pensato di
scappare lontano e di restarci. Ma non posso, e so che non potr
mai. Devo continuare come sto facendo ora, e temo che Amy non
lo capirebbe o non lo accetterebbe mai. Sicch non sono sicuro che
la sposer.
Rose mi fiss nello specchio. Mi studi per un pezzo, sconcertata,
arrabbiata, spaventata, poi scroll le spalle e rote gli occhi.
Oh, madre santa! esclam. Che cacciaballe!
Insomma, miseria, Rose. Pensaci solo un po' e vedrai che 
pi che ragionevole. Non  logico che io debba manifestarmi qui
in Potts County, il punto pi vicino al buco del culo del creato a
cui puoi arrivare senza che ti venga tranciato via un dito? E non
devo forse essere uno come gli altri - soltanto un uomo, come sono
stato fin dall'inizio - e non devo comportarmi allo stesso modo,
esattamente come tutti gli altri? Quando sei a Potts County,
fai quel che fa la gente di Potts County, dice il saggio. E se vuoi
innalzare qualcuno alla gloria, be', fallo in segreto, perch la gente
vuole spiegazioni logiche per tutto quanto, specie per il miracolo che ti conduce alla gloria.
Rose fece una pernacchia che sembrava un peto. Madre santa! ripet. Sei proprio pieno di merda!
Su, non dire cos, Rose. Ti prego, per piacere, non dirlo. E da tanto che cerco di capire, e adesso finalmente ci sono riuscito; finalmente mi sono spiegato le cose, e dovevo spiegarmele, Rose, o sarei impazzito. E anche adesso, qualche volta, una specie di dubbio si insinua, e non lo sopporto. Giuro su Dio, non lo sopporto.
Perci ti prego, tesoro, ti prego, non... non...
Mi voltai e mi diressi barcollando verso la mia stanza.
Pregai intensamente; ben presto ripresi il controllo di me stesso e i miei dubbi se ne andarono. Pregai intensamente e la forza
torn a fluire dentro di me, e non badavo per niente a tutti gli insulti che Rose mi rovesciava addosso. E avrei anche potuto darle
un bacio d'addio quando se ne and, e magari anche un pizzicotto o due, se non avesse minacciato di spaccarmi la testa se solo avessi tentato di toccarla.
...
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...
CAPITOLO 24.
...
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...
Andai in chiesa come sempre e mi chiesero di cantare nel coro
come avevo fatto perfino quando era sembrato che Sam Gaddis
mi avrebbe cacciato dal posto di sceriffo. Cos cantai forte e chiaro,
gridando le lodi del Signore, e miseriaccia, praticamente ho fatto
venir gi il tetto coi miei amen quando il ministro ha iniziato la
predica. Devo aver pregato e gridato e cantato pi forte di tutti i
presenti, penso, e quando fu tutto finito il ministro mi strizz forte
la mano e mi chiam Fratello e disse che aveva visto veramente
lo spirito in me.
E dov' la cara Sorella Myra, oggi? Non  malata, spero.
Be', no, credo di no risposi. Lei e Lennie sono andati in calesse
a trovare Sorella Rose Hauck ieri sera, e fino a stamane non
mi ero accorto che il cavallo era scappato ed era tornato in citt da
s. Credo che  andata cos, almeno, perch il cavallo  nella stalla
e lei e Lennie non sono ancora arrivati a casa.
Ah s? Si accigli un poco. Ma non hai telefonato a casa
Hauck?
Oh, non vedo il motivo risposi. Tanto non sarei potuto andare
a prenderla prima della funzione, e di sicuro non volevo mancare.
Ho pensato che probabilmente potr andare l in tempo per
portarla in chiesa stasera.
Gi disse, ancora un po' accigliato. Be'...
Alleluia! esclamai. Sia lodato il Signore, Fratello!
Andai a casa e mi preparai un boccone. Poi lavai i piatti e li riposi,
e fatto questo me ne andai in camera mia e mi buttai sul letto.
Stavo solo l sdraiato, senza far niente di particolare e senza
metterci un grande impegno.
Trovai un lungo pelo che mi sporgeva dal naso, lo strappai via
e lo guardai, e non sembrava particolarmente interessante. Lo lasciai
cadere sul pavimento, chiedendomi se qualcuno si accorgeva
dei peli che cadono dai nasi, oltre che dei passeri che cadono
dagli alberi. Sollevai una natica e tirai una di quelle lunghe, rumorose
scorregge, di quelle che non te ne liberi mai, quando c' gente
attorno. Mi grattai le palle, cercando di stabilire a che punto uno
smette di grattare e comincia a giocherellare. Che  un annoso problema,
direi, ed  improbabile che venga risolto nel prossimo futuro.
Ascoltai, cercando di sentire Myra di l in cucina. Cominciai a
chiedermi dove poteva essere Lennie, e a pensare che magari dovevo
uscire a cercarlo prima che si cacciasse nei guai. Mi chiesi se
magari non avrei dovuto fare una corsa a trovare Rose e accontentarla
un po' se Tom non era a casa.
Pi ci pensavo e pi sembrava una buona idea. Ed ero bell'e arrivato
in salotto quando all'improvviso ricordai; e cascai di botto
su una sedia, con la faccia sepolta tra le mani. A cercare di capirci
qualcosa. Di rimettere insieme tutto quanto, nell'unico modo sensato.
Entr Buck, il vice di Ken Lacey, sapete. Per un minuto rimasi
un po' stordito, cos assorto a rimettere insieme le cose che non riuscivo
proprio a ricordare dove l'avevo visto. Ma c'era la pistola che
gli pendeva al fianco e il distintivo di vicesceriffo e la lunga faccia
legnosa, sicch ovviamente mi ricordai in fretta.
Ci stringemmo la mano e lo invitai a sedersi. Scommetto che
hai incontrato mia moglie gi in citt dissi. Scommetto che ti ha
detto di venire quass ed entrare senza bussare, perch a me non
dispiaceva per niente,  vero?
Nossignore rispose Buck.
Vuoi dire che non  andata cos?
Gi fece Buck.
Gi?
Gi disse Buck.  cos che  andata: me ne stavo andando
a caccia di puzzole, e quando vado a caccia di puzzole non faccio
complimenti, dove sento l'odore mi ci infilo.
Be' dissi. Be', allora, come lo reggi questo tempaccio?
Non male.
Far un po' pi caldo, che dici?
Gi rispose Buck. Sissignore, far molto pi caldo. Non mi
stupirei mica se per una certa persona, che non ha mantenuto la
sua sacrosanta parola con me, facesse cos caldo che inevitabilmente
non ce la far a sopportarlo.
Tirai fuori una bottiglia dalla credenza e riempii due bicchieri.
Prese quello che gli porsi, poi lo scagli contro il muro.
Mi piace aver le mani libere spieg.  una mia abitudine,
diciamo, quando sono con uno che non mantiene la sua sacrosanta
parola.
Buck, non ho proprio potuto! Avevo intenzione di farlo ma
era assolutamente impossibile!
No che non lo era ribatt Buck. E neppure adesso, lo .
Ma tu non capisci, miseriaccia! Non ho propriassolutamente
potuto, perch...
Non mi interessano i perch, i percome e i percosa disse
Buck. Io e te avevamo un patto, e io ho fatto la mia parte facendo
venire qua Ken. Ora tu fai la tua parte e gli butti quella corda
attorno al collo, senn la metto io attorno al tuo.
Gli risposi che sarebbe stato uno spettacolo mica da ridere, ma
che forse faceva meglio a non provarci. Potresti ritrovartela attorno
al tuo, di collo.
Potrei. Ma forse no. Forse potrei continuare a recitare una
parte, con tutta la pratica che ho fatto vicino a Ken Lacey.
Del tipo? domandai.
Del tipo che ero in un tale stato di paura e tremarella che non
ho avuto la forza di fare niente quando mi hai detto che avresti ucciso
quei due ruffiani. E poi, oltre alla paura e alla tremarella, ero
pure un cretino totale e non pensavo che ci fosse un modo per condannarti
finch non  arrivato questo tipo, George Barnes, a cui tu
non piaci neanche un po' e immagino che lui in qualche modo pu
provare la verit se io gli dico chi  stato e poi lo giuro anche.
Buck dissi. Ascoltami, Buck...
No no. Buck scosse la testa. Ho ingoiato una montagna di
fango al giorno, tutti i giorni che ho lavorato per Ken Lacey. Cos
tanto fango che lo sentivo trasudare da tutti i pori, e non ce la facevo
pi ad abbracciare i miei figli e a dormire con mia moglie per
paura di passarglielo perch non sarebbero mai pi riusciti a pulirsi,
cos come io pensavo che non sarei stato mai pi pulito. Be',
ora ho l'occasione di smettere di ingoiarlo e farci finire Ken Lacey,
sotto due metri di quel fango. E non cercare di fermarmi, Nick. Se
cerchi di fermarmi, tu per me diventi soltanto un altro Ken Lacey;
diventi il suo fratello gemello, che mi caccia dentro fango a cucchiaiate
ogni volta che apro bocca, e non posso ingoiarne pi. Non posso
proprio, per Dio. non posso pi ingoiare fango! n-non posso...
La mascella gli si serr di scatto. Si strofin il naso sulla manica,
fissando gli occhi incandescenti nei miei.  cos, Nick. Preferirei
che fosse Ken, ma sarai comunque o tu, o lui.
Bevvi un sorso dal mio bicchiere, dandogli il tempo di calmarsi un po'.
Poi gli dissi perch non poteva farlo, rivelandogli per la prima
volta chi ero. Non sembr neanche un filo stupito, a parte un'alzata
di sopracciglia per un secondo. Il fatto era che, credo, probabilmente
pensava che stessi scherzando o fossi pazzo, quale delle due
cose non gli importava granch. E immagino che avrei dovuto
aspettarmelo (perch voi cosa avreste pensato?) per restai un tantino deluso lo stesso.
Glielo ripetei, per esser sicuro che mi avesse sentito bene. Scosse
la testa, dicendo che pensava che mi sbagliassi.
Probabile che ti sei confuso con quell'altro disse. Quello con la stessa iniziale.
Proprio cos, Buck! Proprio cos! Io sono entrambi, non capisci?
Quello che viene tradito e quello che tradisce, in un uomo solo!
Non sembrava neanche lontanamente convinto. Saltai su e andai
alla finestra, pensando che forse avrei visto un segno. Ma tutto
quello che vidi erano due cani che si facevano le feste e si annusavano.
Restai l a guardarli, e devo aver riso forte senza accorgermene.
Ti fa il solletico la terra della fossa? fece Buck con la sua
pronuncia strascicata. Ci hai gi un piede dentro, lo sai?
Stavo solo guardando due cani l fuori, e mi hanno fatto venire
in mente una storia che ho sentito una volta. L'hai mai sentita,
Buck? Cio, sul perch i cani vanno sempre in giro ad annusarsi il culo a vicenda?
Buck disse che non l'aveva sentita. E non posso neanche dire
che m'interessa tanto sentirla, se per caso pensavi di raccontarmela.
Dissi che be', allora, secondo questa storia, all'inizio dei tempi tutti i cani del mondo tennero un congresso, allo scopo di stabilire un codice di comportamento, tipo che magari non andava bene mordersi le palle a vicenda, e cos via. E c'era questo cane che aveva una copia delle Norme di Procedura Parlamentare che si era procurato da qualche parte, forse nello stesso posto dove Caino aveva trovato moglie. Sicch divent automaticamente presidente, e la prima cosa che fece fu dichiarare l'intero congresso Assemblea Generale.
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NOTA: Gioco di parole intraducibile: l'Autore scrive committee of the hole: "assemblea del buco", al posto di committee of the whole: "assemblea dell'intero consesso". FINE NOTA.
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Compagni canini del Congresso fa. Non voglio pestare
le onorevoli zampe di alcun cane, perci ve lo dico in parole
povere. Quando torniamo in quelle stanze piene di fumo per riunirci,
sono sicuro che non vogliamo sentire altro odore se non quellodel fumo, e la cosa migliore da fare, mi sembra,  ammucchiare
i nostri culi fuori, e se qualcuno presenter una mozione a tale effetto,
sar senz'altro lieto di metterci su il mio voto. Be', l'idea sembr
cos dannatamente buona che tutti i cani del congresso saltarono
su per approvare la mozione, cos il presidente la dichiar
accolta per acclamazione, e ci fu una breve sospensione durante la
quale tutti i cani uscirono ad ammucchiare i loro culi. Quindi tornarono
tutti dentro a occuparsi dei loro affari. E di punto in bianco
non ti va a scoppiare un temporale del diavolo, che sparpaglia quei
buchi di culo da tutte le parti, mischiandoli cos malamente che neanche
uno di quei cani riusc mai a ritrovare il proprio. Quindi ecco
perch se ne vanno ancora in giro ad annusare chiappe, e probabilmente
continueranno fino alla fine dei tempi. Perch un cane
che ha perso il culo non pu proprio essere felice, anche se si somigliano
un po' tutti e quello che ha funziona a dovere.
Quello che voglio dire, Buck,  questo: tieniti stretto il tuo culo e non cercare di prendere quello di Ken. Per quel che ne sai, lui
magari ingoia roba molto peggiore del fango, e magari anch'io, e
sarai molto pi contento cos come stai.
 tutto quel che hai da dire? chiese Buck, e lo sentii alzarsi
dalla sedia. E tutto quel che hai da dire, sei sicuro?
Esitai, pensando che avrei dovuto essere in grado di uscirmene
con qualcosa. Perch per me era tutto cos chiaro, lo sapeva Iddio
se non era chiaro: amatevi l'un l'altro e non fottete nessuno a
meno che non stia chinato, e rimetti a noi i nostri debiti perch potremmo
essere un caso pi unico che raro. Per l'amor di Dio, per
l'amor di Dio, perch altrimenti sarei stato messo qui in Potts County,
e perch ci sono rimasto? Perch altrimenti, chi altro e cos'altro
se non Cristo Onnipotente l'avrebbe sopportato?
Ma non riuscivo a farglielo capire. Era cieco come tutti gli altri.
Allora, Nick? Non ho intenzione di aspettare a lungo.
E non ce n' bisogno, Buck. Non ce n' bisogno perch finalmente ho preso una decisione. Ci ho messo parecchio tempo ad arrivarci, dopo aver pensato, pensato e pensato, e poi pensato ancora un po'. E a seconda di come la guardi,  la pi strafantastica cribbio di decisione mai presa, oppure la pi mostruosamente sgorbia. Perch spiega tutto quel che succede nel mondo, risponde a tutto e non risponde a niente.
Sicch eccola qua, Buck, ecco la mia decisione. Ho pensato e ripensato e poi ho pensato ancora un po', e alla fine ho preso una decisione. Ho deciso che non so cosa fare pi di quanto lo saprei se fossi solo un misero essere umano come gli altri!
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FINE.
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Postfazione. di Eraldo Affinati.
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Se le opere di Jim Thompson fossero fucili, Pop. 1280, titolo originale del testo che avete letto o vi apprestate a leggere, conosciuto  anche come Colpo di spugna, dal film che ne trasse Bertrand Tavemier nel 1981, dovrebbe essere conservato in una bacheca a parte, con fiocchi, nastrini, medagliette e tutto il resto, perch questo, secondo un parere abbastanza consolidato che sottoscrivo,  il pezzo pregiato della Collezione, la ciambella col buco, la carabina d'oro.
Nick Corey, mattatore assoluto del racconto, si presenta subito nell'incipit, tirato a lucido dalla magistrale versione approntata da Anna Martini, capace di rinnovare al meglio quella, gi scoppiettante, che Attilio Veraldi aveva consegnato a Longanesi nel 1987: Be', gente, avrei potuto starmene con le chiappe al calduccio, sistemato a puntino. Eccomi, primo sceriffo di Potts County, e incassavo quasi duemila dollari all'anno, per non parlare di quello che  riuscivo a tirar su con i lavoretti extra.
Apro lo stropicciato Road Atlas di Rand Me Nally: Texas, Pottsboro, eb-8. Quattro case accanto alla 75 che arriva gi dall'Oklahoma,  patria originaria di Thompson.
Il cuore sudista batte qui il suo ritmo pi intenso, nella terra in cui, come afferma Lou Ford in L'assassino che  in  me, se non sei un uomo, e un gentiluomo, non sei niente. E in tal caso,  che Dio t'aiuti.
Colpo di spugna usc per la prima volta nel 1964, quarant'anni fa, per i tipi della Gold Metal. Big Jim, ci piace chiamarlo col soprannome di suo padre, sceriffo anche lui e uomo politico fallito, viveva da tempo a Hollywood, insieme alla moglie Alberta e ai due figli. Si era trasferito nella citt degli angeli al seguito degli schermi nascenti, grandi e piccoli, che gli
davano da vivere. Il leone della Warner Bros, col suo ruggito amplificato, somigliava a un'irresistibile calamita di dollari. Questo straordinario mestierante col talento del campione mor sulla costa del Pacifico senza smettere, nonostante i numerosi e sinistri annunci di scompensi cardiaci che da sempre lo assillavano (il primo addirittura a diciannove anni), di bere
alcolici, fumare sigari e scrivere dappertutto, anche sui muri. Decine e decine di romanzi, sceneggiature, trasposizioni, sketch gag: vuoti a perdere e capolavori in bottiglia. Pareva ormai sul viale del tramonto. Si dice cos da quelle parti, dove i cadaveri galleggiano in piscina e i cieli azzurri sembrano artificiali, costruiti con lo stucco.  la California di Billy Wilder e Raymond Chandler, imprendibili come astri stellari.
Ma con Colpo di spugna il colpo and a segno. Cento punti netti al baraccone di Beverly Hills. Il vecchio giocatore estrae dalla manica della giacca un  poker d'assi suscitando lo stupore generale. Di Colpo di spugna si accorsero, guarda un po', anche i palati fini del Vecchio Continente: a Parigi (non  Paris, Texas, quella vera) Marcel Duhamel, timoniere della Srie mire di  Gallimard; a Milano Oreste Del Buono, direttore della mitica collana mondadoriana dei Rapidi. Entrambi stamparono il libro nel 1966 sapendo che il genere poliziesco gli andava stretto. Gli intenditori, da noi Goffredo Fofi, palesarono una medesima persuasione. Anche se tutti sapevano che, per evidenti ragioni, quello era il posto cui il libro era destinato.
Sin da ragazzo, quando faceva il fattorino d'albergo a Fort Worth guadagnando quindici dollari al mese come salario ufficiale e trecento verdoni alla settimana coi lavoretti extra, Thompson aveva sempre giocato a guardia e ladri. Insieme ai detective, ai truffatori e alle ragazze leggere ci stava d'incanto, come il serpente che digerisce la preda sotto il sole del deserto.
 in quel luogo espressivo, non altrove, che, negli ultimi anni, questo grande scrittore, stilista sopraffino nonostante la difformit qualitativa delle sue opere, con l'occhio di Dashiell Hammett e il cuore di Flannery O' Connor, ha ricevuto numerose medaglie postume attraverso l'immaginario degli artisti che sono stati influenzati da lui. Scoprire in quali forme e modi sarebbe una bella tesi di laurea da assegnare a qualche giovane in gamba, col talento delle comparazioni, appassionato di cinema, televisione, costume, letteratura, pubblicit, musica,
moda, sport...
Noi dobbiamo restare a Nick Corey, sceriffo di Potts County, nei primi anni del Novecento, fra crepuscolari calessi e automobili simili a giganteschi tricicli, coi suoi problemi, innominati, che non lo fanno mangiare come un bufalo e gli impediscono di dormire pi di otto-nove ore, come vorrebbe.
Chi  questa sagoma? Myra, la moglie, un po' in l con gli anni, lo ricatta minacciando di spifferare a tutti di essere stata stuprata dal marito (mentre scopriremo che  vero il contrario). Il fratello di lei si chiama Lennie, mezzo scemo come il personaggio omonimo di John Steinbeck in Uomini e topi, e vive con loro.
Un indimenticabile terzetto. Nick sale su un treno per andare da Ken Lacey, sceriffo di un'altra contea. Sul vagone viene preso in giro da un signore davanti alla toilette, il quale gli vuol far credere di aver visto entrare in bagno una donna nuda su un pony pezzato. Subito dopo, incrocia Amy Mason, una sua vecchia fiamma: anche lei lo rimprovera.
Amy  un nome thompsoniano ricorrente. La ragazza, non a caso, assumer un ruolo decisivo.
Siamo soltanto al secondo capitolo. Ma gi crediamo di aver intuito che questo Nick, protagonista del libro,  un pavido omuncolo da quattro soldi. In altre parole, non abbiamo capito niente. Ci sembra che sia Ken Lacey quello sveglio: una volta consigli a Nick di svitare la latrina del gabinetto del Palazzo di Giustizia col risultato di farvi precipitare dentro, nei liquami, il presidente della banca. I dialoghi fra i due sceriffi, sotto lo sguardo interessato del vice Buck, sono un festival della battuta:  l che ti rendi conto di quanto tutto l'umorismo macabro del cinema americano degli ultimi anni, dai fratelli Coen a Quentin Tarantino, dovrebbe pagare pegno a Big Jim.
Facciamo un solo esempio. Pop. 1280 sta per milleduecento e ottanta anime. Compresi i negri, aggiunge Ken, che l'anima non ce l'hanno, suscitando le risa sguaiate di Buck e l'ingenuo sdegno di Nick. E via di questo passo. Il postulante, vista la situazione critica, rinuncia a esporre i suoi problemi con la moglie e il cognato. Ne dichiara invece uno professionale: un paio di ruffiani gi al bordello gli hanno mancato di rispetto. E lui li ha ripagati della stessa moneta.
Disgustato da una reazione che giudica troppo debole, Ken si produce nella rappresentazione di una specifica lezione illustrata: rimanda indietro a calci nel sedere il povero Nick.
Quando uno ti fa male, tu glielo devi restituire raddoppiato, spiega. Lo sceriffo di Potts County se ne ritorna indietro mogio mogio con la coda fra le gambe.
Insomma sembra tutto uno scherzo. Ma dopo il sorriso, senti la bocca acida. Il padre di Nick lo maltrattava. La madre mor dandolo alla luce.
Se il mondo  storto, tu non lo puoi raddrizzare. Da questo momento comincia la memorabile rivincita di Nick Corey, intrisa di luridissima, diabolica furia e paradossale biblica sapienza, secondo uno dei corti-circuiti espressivi pi potenti della letteratura americana: dal Leviatano di Herman Melville al Mos di William Faulkner, fino alle insane passioni vetero-testamentarie di William Goyen e James Purdy. Nick uccide i due ruffiani e poi d la colpa a Ken che si era precipitato in casa sua sperando invano che l'amico non lo avesse preso in parola. Ma lo sceriffo di Potts County, dopo aver negato l'omicidio, spedisce al bordello Ken, un po' su di giri per via dell'alcol, e lo offre, senza che lui se ne avveda, come capro espiatorio.
Pi che un noir, una pochade. Semplice manierismo compiaciuto? Tutt'altro. Nick lascia filtrare nel racconto certe riflessioni filosofiche di laconica comicit che illuminano a tratti i recessi pi torbidi della sua psiche: Io di opinioni molto forti non ne ho, su niente. Non pi comunque.
Questo sceriffo cammina sopra la polvere di un qualche ideale calpestato.
La bandiera a stelle e strisce gli si  impigliata come uno straccio negli stivali, insieme alle altisonanti parole dei Padri fondatori: giustizia, libert, democrazia e compagnia bella.
Spunta cos quella speciale malinconia che William Collins, protagonista di  gi buio, dolcezza, identific nel "pascolo di cemento". Grigiore e vita dura, fin dove riesci a vedere.
Mentre ci spiega come ha fatto a mettere nel sacco Sam Gaddis, concorrente diretto nelle elezioni politiche, Nick passa indisturbato dal letto di Amy a quello di Rose, cercando di scansare, finch possibile, le grinfie di sua moglie e lo sguardo isterico di Lennie. Un re dell'azione, direte voi.
E invece no. Quello che dice a Zio John, prima di assestargli il colpo risolutivo, assomiglia piuttosto a una specie di apologo, una parabola sul male, come comprese Bertrand Tavemier nel film che ne ricav spostando l'azione scenica nel Senegal del 1939, utilizzando come protagonista la straordinaria maschera di Philippe Noiret.
Non puoi essere diverso da quello che sei, e io non posso essere diverso da quello che sono.
 qui che Jim Thompson fa crescere una smorfia crudele, darwiniana, sul volto del suo personaggio preferito. Il quale, dopo aver ricattato i notabili della citt immaginando colpe che si riveleranno vere, scopre al centro della Frontiera lo scorpione nero di Sodoma e Gomorra: tutti sono conniventi, strangolati dal reciproco interesse che lega gli uni agli altri e li fa sprofondare nel pozzo, impedendo a chiunque qualsiasi redenzione.
Quanto libero arbitrio esercita ciascuno di noi? chiede Nick a Georges Barnes, investigatore privato che vorrebbe sapere da lui la ragione della morte di uno dei due ruffiani. E si risponde da solo: Abbiamo limitazioni su tutta la linea, la nostra struttura fisica, quella mentale, l'ambiente da cui proveniamo.
Seguendo questa impostazione, i peccati non sono mai privati. Al contrario, si rivelano sempre pubblici. Con il seguente risultato: Tutti condividiamo quelli degli altri e tutti gli altri condividono i nostri confida Nick a Barnes, spiegando di essere il salvatore in persona, Cristo sulla croce sceso proprio qui a Potts County, inviato da Dio come un folle a scoprire gli ingranaggi dell'ipocrisia.
Subito dopo questa grottesca verticale teologica, e prima dello showdown conclusivo, che ci guardiamo bene dal raccontare, c' un formidabile intermezzo, una spezzatura ironica che taglia le gambe al lettore e lascia intuire la ragione per cui il vecchio Jim Thompson si rifiut di uscire dalla nicchia del poliziesco dove la vita, il destino o chiss cosa l'avevano collocato:
Domenica a Pottsville, pensavo. Domenica a Pottsville, il mio tesoro mi lascer, forse il mio cuore si spezzer. Anche l'occhio mi tradir, e nessun mi creder. E pensavo: miseriaccia, Nick, se non fossi gi tagliato su misura per il tuo lavoro, potresti fare il poeta. Il poeta laureato di Potts County, cribbio, e potresti comporre poesie sul piscio che sciaborda nel vaso, gli usignoli col travaso, le caccole nel naso...
...
Eraldo Affinati.
...
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...
FINE.